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Divieto di detenzione di armi e munizioni: ultime sentenze

12 Aprile 2021
Divieto di detenzione di armi e munizioni: ultime sentenze

Requisiti di affidabilità del soggetto nell’uso e nella custodia delle armi a tutela della pubblica incolumità; obiettiva ed accertata circostanza di abuso delle armi; ritiro del porto d’armi.

Presupposti per il rilascio del porto d’armi

Il divieto di detenzione di armi, munizioni, esplosivi, così come il diniego di licenza o la revoca della licenza di porto d’armi, non richiedono un oggettivo ed accertato abuso nell’uso delle armi, essendo sufficiente che, secondo una valutazione non inattendibile, il soggetto non dia affidamento di non abusarne.

T.A.R. Potenza, (Basilicata) sez. I, 16/10/2020, n.626

Divieto di detenzione delle armi

Ai sensi degli artt. 11,39 e 43 del T.U.L.P.S. (R.D. n. 773/1931), per prevenire abusi nell’uso delle armi, il compito che esercita l’Autorità non è di tipo sanzionatorio, né tantomeno punitivo, ma di natura cautelare; pertanto, ai fini della revoca dell’autorizzazione e del divieto di detenzione di armi e munizioni, non è necessario che sia stato accertato un determinato abuso delle armi da parte del soggetto istante, essendo sufficiente la sussistenza di circostanze dimostranti l’affidabilità circa l’uso delle armi.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 20/07/2020, n.1383

Il deferimento per il reato di omessa custodia d’armi legittima il divieto di detenzione armi?

È illegittimo il decreto con cui Prefetto di Latina ha imposto, ai sensi dell’art. 39, r.d. 18 giugno 1931 n. 773, il divieto di detenzione armi, munizioni e materie esplodenti, a carico del soggetto deferito all’Autorità giudiziaria per il reato di omessa custodia d’armi di cui all’art. 20- bis, l. 18 aprile 1975 n. 110, per avere permesso a soggetto sprovvisto di titolo abilitativo, ed avente a carico un divieto di detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti, di portare in luogo pubblico un’arma comune da sparo, che è stata sequestrata sul territorio di un Comune diverso da quello di residenza, senza alcun ulteriore accertamento sulla sua personalità e complessiva condotta di vita, onde pervenire a un fondato giudizio sulla sua affidabilità rispetto alla detenzione di armi da fuoco.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 13/07/2020, n.272

Autorizzazione di detenzione di armi

Ai fini della revoca dell’autorizzazione e del divieto di detenzione di armi e munizioni non è necessaria una obiettiva ed accertata circostanza di abuso delle armi, bensì è sufficiente la sussistenza di circostanze che dimostrino come il soggetto non sia del tutto affidabile al loro uso.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 25/06/2020, n.419

Revoca del divieto di detenzione di armi e munizioni

E’ illegittimo il rigetto dell’istanza di rilascio della licenza di porto di fucile per uso caccia disposto dal questore se il diniego non è sufficientemente motivato. Perché non è sufficiente citare i precedenti giudiziari.

Nel vagliare l’istanza del privato, infatti, deve essere svolta un’istruttoria congrua ed adeguata, di cui si deve dar conto in motivazione, che consenta una valutazione complessiva del soggetto e dunque tenendo conto anche del percorso di vita del richiedente successivo agli eventuali episodi ostativi, e ciò in particolare laddove tali episodi siano risalenti nel tempo.

Il diniego impugnato, invece, aveva attribuito esclusivo rilievo a tali condotte risalenti, senza considerare gli ulteriori elementi (in particolare: gli elementi che erano stati valutati dal Prefetto ai fini della revoca del divieto di detenzione di armi e munizioni), che pure emergevano dagli atti e che avrebbero consentito all’Amministrazione una valutazione sull’affidabilità attuale del soggetto.

Consiglio di Stato sez. III, 20/05/2020, n.3199

Violazione della normativa sulla disciplina delle armi

In presenza della segnalata violazione della normativa sulla disciplina delle armi, avente finalità di prevenzione a tutela della sicurezza pubblica, non può censurarsi per manifesta illogicità la determinazione adottata dall’autorità amministrativa di negare il rilascio, di disporre il ritiro del porto d’armi o il divieto della detenzione di armi e munizioni.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 03/01/2020, n.35

Valutazioni della capacità di abuso

In materia di detenzione e porto di armi, l’Autorità di P.S. gode di ampia discrezionalità nel valutare la sussistenza dei requisiti di affidabilità del soggetto nell’uso e nella custodia delle armi, a tutela della pubblica incolumità; l’ampiezza di tale discrezionalità deriva, sotto un primo profilo, dall’assenza, nel nostro ordinamento, di posizioni di diritto soggettivo con riguardo alla detenzione e al porto d’armi, costituendo tali situazioni delle eccezioni al generale divieto di cui all’art. 699 c.p. e all’art. 4 comma 1, l. 18 aprile 1975 n. 110; sotto altro profilo, dalla circostanza che, ai sensi degli artt. 11, 39 e 43, T.U.L.P.S., il compito dell’Autorità di P.S., da esercitare con ampia discrezionalità, non è sanzionatorio o punitivo, ma è quello di natura cautelare consistente nel prevenire abusi nell’uso delle armi a tutela della privata e pubblica incolumità, sicché ai fini della revoca dell’autorizzazione e del divieto di detenzione di armi e munizioni, non è necessario un obiettivo ed accertato abuso delle armi, bensì è sufficiente la sussistenza di circostanze che dimostrino come il soggetto non sia del tutto affidabile al loro uso.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 30/07/2019, n.425

Rigetto dell’istanza di rinnovo della licenza

Sono legittimi il provvedimento prefettizio di divieto di detenzione di armi e munizioni e il conseguente decreto questorile di rigetto dell’istanza di rinnovo della licenza di porto di fucile per uso venatorio, i quali siano rivolti a una persona che versa in una situazione di comprovata conflittualità nei confronti di familiari che vivono nel medesimo stabile.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 21/05/2019, n.262

Mancata dimostrazione di affidabilità all’uso delle armi

Non è necessario l’accertamento di un determinato abuso ai fini della revoca dell’autorizzazione e del divieto di detenzione di armi e munizioni, ma è sufficiente la sussistenza di circostanze che dimostrino come questi non sia del tutto affidabile al loro uso.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 16/05/2019, n.1114

Divieto di detenzione di armi, munizioni ed esplosivi

Il divieto di detenzione di armi, munizioni ed esplosivi non implica un concreto ed accertato abuso nella tenuta delle armi, risultando sufficiente che il soggetto non dia affidamento di non abusarne, sulla base del prudente apprezzamento di tutte le circostanze di fatto rilevanti nella concreta fattispecie da parte dell’Autorità amministrativa competente.

Consiglio di Stato sez. III, 05/10/2018, n.4899

L’inaffidabilità del soggetto all’uso delle armi

Per la revoca dell’autorizzazione e del divieto di detenzione di armi e munizioni non è necessario che sia accertato l’abuso delle armi, né che sussista un giudizio di pericolosità sociale dell’interessato, essendo sufficiente il verificarsi di circostanze che dimostrino l’inaffidabilità del soggetto al loro uso, ricavabile anche dalla mancata osservanza delle cautele necessarie per la loro custodia.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 20/09/2018, n.2112

Situazione familiare

In caso di situazione familiare caratterizzata da tensioni e litigi, è ragionevole la scelta dell’Amministrazione di vietare la detenzione di armi e munizioni nei confronti di chi risulti coinvolto in simili tensioni familiari, al fine di prevenire che la situazione possa degenerare.

Consiglio di Stato sez. III, 07/09/2018, n.4260

Cosa richiede il divieto di detenzione di armi e munizioni?

Il potere riconosciuto in capo all’Autorità in materia di armi è connotato da elevata discrezionalità, in considerazione delle finalità per cui lo stesso è attribuito. Il fine, infatti, è la tutela dell’ordine pubblico, non solo in caso di accertata lesione, ma anche in caso di pericolo di lesione, sicché si tratta di un potere attribuito anche con fini di prevenzione della commissione di illeciti.

Ne consegue che il divieto di detenzione di armi, munizioni, esplosivi non richiede un oggettivo ed accertato abuso nell’uso delle armi, essendo sufficiente che il soggetto non dia affidamento di non abusarne, non essendo, tra l’altro, richiesta nessuna particolare correlazione tra il tipo di comportamento assunto a riferimento per la formulazione del giudizio prognostico di inaffidabilità e la conseguente decretazione di divieto di detenzione delle armi.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 25/06/2018, n.216

Divieto di detenzione di armi: quando non può essere mantenuto?

Il mantenimento del divieto di detenzione di armi e munizioni non può ragionevolmente fondarsi sulla mancanza di elementi positivi sopravvenuti, perché in tal modo si finisce per onerare l’interessato di una probatio diabolica.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. I, 13/07/2018, n.869

Giudizio di inaffidabilità all’uso delle armi 

Ai fini della revoca dell’autorizzazione e del divieto di detenzione di armi e munizioni non è necessario un obiettivo ed accertato abuso delle armi, né un giudizio di pericolosità sociale dell’interessato bensì è sufficiente la sussistenza di circostanze che dimostrino come il soggetto non sia del tutto affidabile al loro uso, anche per non aver posto in essere tutte le cautele necessarie per la loro custodia e per la prevenzione dell’eventualità che altri possano impossessarsene, sicché ne deriva che il giudizio di affidabilità ben può fondarsi su un’accertata violazione dei doveri di custodia che la legge pone a carico dei detentori di armi.

T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna) sez. I, 17/07/2017, n.265



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