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Fideiussione bancaria: ultime sentenze

13 Settembre 2021
Fideiussione bancaria: ultime sentenze

La stipula dei contratti bancari; la tutela del contraente più debole; l’addebito della commissione proporzionale.

Fideiussione: modulo standard predisposto dall’ABI

In tema di fideiussione bancaria, il provvedimento di Banca d’Italia, che ha accertato la contrarietà al diritto della concorrenza di alcune clausole presenti in un modulo standard predisposto dall’ABI, non comporta l’automatica e integrale nullità di tutti i contratti di fideiussione stipulati sulla base di tale modello, trovando applicazione la disciplina generale di cui all’art. 1419 c.c., in base al quale la nullità delle clausole anticoncorrenziali non comportala nullità dell’intero contratto se l’assetto degli interessi in gioco non viene compromesso da una pronuncia di nullità parziale.

Corte appello Torino sez. I, 02/06/2021, n.759

La fideiussione con clausole predisposte dall’ABI

Non è colpito da nullità totale il contratto di fideiussione nel quale siano presenti le clausole generali predisposte dall’ABI -Associazione bancaria italiana (cosiddette NBU – Norme bancarie uniformi) di cui agli artt. 2, 6 e 8 dello schema -tipo di fideiussione elaborato nell’ottobre del 2002: tali clausole, favorevoli alla banca, poiché non incidono sulla struttura e sulla causa del contratto, ovvero non pregiudicano gli interessi in gioco, non possono che comportare una nullità solo parziale e giammai una nullità in toto dell’intero contratto.

Corte appello Venezia sez. II, 13/04/2021, n.1063

Quando è nullo il contratto di fideiussione?

E’ nullo il contratto di fideiussione stipulato in violazione di una norma imperativa disciplinante l’attività bancaria e finanziaria, tuttavia l’accertamento della nullità contrattuale è limitato ai casi in cui da tale accertamento non riverberino conseguenze pregiudizievoli nella sfera giuridica del contraente che a quella nullità non ha dato causa.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. VI, 28/01/2021, n.496

Fideiussione bancaria

E’ valido il contratto di fideiussione bancaria se è firmato solo dal cliente e non dalla banca (c.d. mono – firma) poiché il requisito di forma richiesto dall’art. 117 T.U.B. è diretto a tutelare unicamente il contraente più debole

Tribunale Rovigo, 25/03/2020, n.178

La nullità della fideiussione

La nullità della fideiussione posta a fondamento dell’azione revocatoria è rilevabile d’ufficio anche in sede di legittimità, ma non può essere accertata sulla base di una eccezione, sollevata per la prima volta con il ricorso per cassazione, basata su contestazioni in fatto in precedenza mai effettuate, a fronte della quale l’intimato sarebbe costretto a subire il pregiudizio delle maturate preclusioni processuali: nella specie, un istituto di credito ha esercitato l’azione revocatoria nei confronti di alcuni fideiussori e questi ultimi hanno eccepito, solo davanti alla Suprema Corte, la nullità della garanzia da loro prestata in quanto pattuita mediante l’impiego di alcune clausole generali predisposte dall’ABI-Associazione bancaria italiana (cosiddette NBU-Norme bancarie uniformi) successivamente giudicate nulle (in quanto frutto di un’intesa restrittiva della concorrenza nel settore bancario) dal Provvedimento della Banca d’Italia 2 maggio 2005 n. 55, emesso, su parere conforme dell’AGCM, a norma del III co. dell’art. 20 della legge n. 287 del 1990, in epoca anteriore alla soppressione di tale III co. stabilita dalla legge n. 262 del 28 dicembre 2005 (nella specie, la questione riguardava tre clausole: la cosiddetta “clausola di reviviscenza”, che dichiara il fideiussore tenuto a rimborsare alla banca le somme che dalla banca stessa fossero state incassate in pagamento di obbligazioni garantite e che dovessero essere restituite a seguito di annullamento, inefficacia o revoca dei pagamenti stessi, o per qualsiasi altro motivo; la clausola di rinunzia ai termini, in virtù della quale, in deroga all’art. 1957 cod. civ., i diritti derivanti alla banca dalla fideiussione restano integri fino a totale estinzione di ogni suo credito verso il debitore principale, senza che essa sia tenuta ad escutere il debitore o il fideiussore medesimi o qualsiasi altro coobbligato o garante entro i tempi previsti, a seconda dei casi, dall’art. 1957 cod. civ.; la cosiddetta “clausola di sopravvivenza” che sancisce l’insensibilità della garanzia prestata ai vizi che in ipotesi colpissero il titolo in virtù del quale il debitore principale è tenuto nei confronti della banca, disponendo che “qualora le obbligazioni garantite siano dichiarate invalide, la fideiussione garantisce comunque l’obbligo del debitore di restituire le somme allo stesso erogate”).

Cassazione civile sez. III, 19/02/2020, n.4175

Il contratto di fideiussione bancaria

E’ valido il contratto di fideiussione bancaria se è firmato solo dal cliente e non dalla banca (c.d. mono – firma)  poiché il requisito di forma richiesto dall’art. 117 T.U.B. è diretto a tutelare unicamente il contraente più debole.

Tribunale Rovigo, 25/03/2020, n.178

Fideiussione a garanzia del credito del banchiere

Non è colpito da nullità nella sua interezza il contratto di fideiussione stipulato (a garanzia di un credito vantato da un istituto di credito) mediante l’impiego di clausole generali predisposte dall’ABI-Associazione bancaria italiana (cosiddette NBU — Norme bancarie uniformi) laddove siano nulle solo alcune clausole di tale contratto corrispondenti a NBU che siano frutto di intese illecite (in quanto restrittive della concorrenza nel settore bancario) ma non incidano sulla struttura e sulla causa del contratto.

Va pertanto confermata la decisione impugnata che ha ritenuto valido il contratto di fideiussione dopo avere dal medesimo espunto le tre pattuizioni seguenti: la cosiddetta “clausola di reviviscenza” stabilita dall’art. 2 delle NBU, che dichiara il fideiussore tenuto a rimborsare alla banca le somme che dalla banca stessa fossero state incassate in pagamento di obbligazioni garantite e che dovessero essere restituite a seguito di annullamento, inefficacia o revoca dei pagamenti stessi, o per qualsiasi altro motivo; la clausola di rinunzia ai termini stabilita dall’art. 6 delle NBU, in virtù della quale, in deroga all’art. 1957 c.c., i diritti derivanti alla banca dalla fideiussione restano integri fino a totale estinzione di ogni suo credito verso il debitore principale, senza che essa sia tenuta ad escutere il debitore o il fideiussore medesimi o qualsiasi altro coobbligato o garante entro i tempi previsti, a seconda dei casi, dall’art. 1957 c.c.; la cosiddetta “clausola di sopravvivenza” stabilita dall’art. 8 delle NBU, la quale sancisce l’insensibilità della garanzia prestata ai vizi che in ipotesi colpissero il titolo in virtù del quale il debitore principale è tenuto nei confronti della banca, disponendo che “qualora le obbligazioni garantite siano dichiarate invalide, la fideiussione garantisce comunque l’obbligo del debitore di restituire le somme allo stesso erogate” (in motivazione la Corte richiama il Provvedimento della Banca d’Italia 2 maggio 2005 n. 55, emesso, su parere conforme dell’AGCM, a norma del comma 3 dell’art. 20 l. n. 287 del 1990, in epoca anteriore alla soppressione di tale III co. stabilita dalla l. 28 dicembre 2005 n. 262).

Cassazione civile sez. I, 26/09/2019, n.24044

Contratto autonomo di garanzia e fideiussione

La differenza tra contratto autonomo di garanzia e fideiussione è possibile solo nel caso in cui il contratto contenga contemporaneamente sia l’obbligo di pagamento a prima richiesta scritta che la rinuncia ad opporre eccezioni. Tale combinazione manifesterebbe la volontà di vincolarsi senza quel carattere di accessorietà che caratterizza la fideiussione.

Il contratto che contiene sì la prima clausola, ma non la seconda perché l’esclusione di eccezioni è limitata solo al tempo in cui la banca eserciterà il suo diritto di credito e niente più è quindi un normalissimo contratto di fideiussione bancaria e non un contratto autonomo di garanzia.

Tribunale Padova sez. II, 29/01/2019

La validità della fideiussione bancaria

In tema di validità della fideiussione bancaria, va disattesa l’eccezione con la quale i garanti chiamati in causa invochino l’intervenuta estinzione della fideiussione, a norma dell’art. 1955 c.c., per avere essi perso, a causa della presunta condotta inerte della banca, il diritto di surrogarsi nelle ragioni del debitore principale qualora il fatto colposo della banca creditrice, dal quale dovrebbe discendere l’estinzione della garanzia, sarebbe rappresentato dall’inerzia serbata nell’agire contro il debitore principale, dopo che quest’ultimo si era estinto, cancellandosi dal registro delle imprese.

Infatti, se il creditore tace al fideiussore l’involuzione economica subita dal debitore, il “garante” non può ritenersi liberato dall’obbligazione ex art. 1955 c.c., in quanto non è rilevante il comportamento meramente inattivo del creditore, richiedendosi la violazione di un dovere giuridico imposto dalla legge o nascente dal contratto e integrante un fatto quanto meno colposo, o comunque illecito, dal quale sia derivato un pregiudizio giuridico, non solo economico, che si sia concretizzato nella perdita del diritto (di surrogazione ex art. 1949 c.c., o di regresso ex art. 1950 c.c.), e non già nella mera maggiore difficoltà di attuarlo per le diminuite capacità satisfattive del patrimonio del debitore.

Di conseguenza la liberazione del garante non opera se l’evento che avrebbe precluso ai garanti l’esercizio del diritto di surrogazione è del tutto estraneo alla condotta della banca, ricollegandosi, invece, ad una scelta volontaria della correntista, della quale i garanti erano pienamente consapevoli.

Tribunale Napoli sez. II, 09/02/2018, n.1455

Fideiussione e dichiarazione del fallimento

Va revocato il pagamento effettuato da un terzo ex art. 67 l.f. se eseguito con denaro del fallito cui sia seguita la rivalsa nei confronti del fallito prima della dichiarazione del fallimento (nella specie il creditore del fallito ha escusso la fideiussione bancaria ricevendo il pagamento da parte del terzo istituto di credito il quale si è poi rivalso in parte sul pegno costituito dal fallito e per la restante parte si insinuava al passivo fallimentare).

Tribunale Modena sez. I, 18/01/2018, n.91

Fideiussione bancaria e inserimento di clausole

In tema di locazione di immobili, l’inserimento in contratto di una serie di clausole relative alla garanzia non può considerarsi comportamento in mala fede né possono considerarsi vessatorie clausole quali la sottoscrizione di una polizza assicurativa a garanzia dell’immobile, una fideiussione bancaria e clausole in deroga agli articoli 1592, 1593, 2041c.c. non solo comunemente inserite nei contratti di locazione ma che poi il conduttore abbia accettato.

Tribunale Roma sez. VI, 03/09/2018, n.11332

Fideiussione bancaria: volontà delle parti 

In tema di fideiussione, l’inserimento in un contratto della clausola a prima richiesta e senza eccezioni è da considerarsi chiaro indice sintomatico della volontà delle parti di rendere del tutto autonomo il contratto di garanzia del rapporto principale.

Tribunale Napoli sez. II, 07/04/2017, n.4191

Cartella della fideiussione bancaria

In tema di riscossione mediante ruolo, poiché le entrate aventi causa in rapporti di diritto privato sono iscritte a ruolo quando risultano da titolo avente efficacia esecutiva, salvo che sia diversamente disposto da particolari disposizioni di legge, il fisco non può escutere mediante cartella la fideiussione bancaria a prima richiesta emessa dalla compagnia garante ai sensi dell’art. 38-bis del d.P.R. n. 633 del 1972 per consentire al contribuente il rimborso accelerato di eccedenze IVA.

Cassazione civile sez. trib., 03/03/2017, n.5439

Obbligazione del garante e del debitore principale

Il vincolo di accessorietà tra l’obbligazione del garante e quella del debitore principale è elemento qualificante ed indefettibile della fideiussione per cui se, in forza di specifiche clausole e previsioni contrattuali, risulti invece previsto l’obbligo del garante di pagare al creditore immediatamente e senza sollevare eccezioni fondate sul rapporto sottostante, si è in presenza di un contratto autonomo di garanzia.

Tribunale Roma sez. XIII, 04/04/2017, n.6681

Fideiussione bancaria: costituisce una garanzia autonoma?

Anche se ispirata al modello della fideiussione codicistica, la fideiussione bancaria costituisce una garanzia autonoma e – quale negozio atipico – se ne discosta soprattutto perché essa deroga al principio dell’accessorietà, che connota detta figura negoziale tipica, e in particolare al regime delle eccezioni consentite al garante. L’obbligazione del garante è, pertanto, indipendente dal rapporto principale.

Tribunale Bari, 28/06/2016, n.3591

Fideiussione bancaria: cos’è?

La fideiussione bancaria è un negozio giuridico, cui si applica la disciplina sulla forma degli atti di cui all’art. 117, comma 1, D.Lgs. 385/1993 che prevedeva forma scritta a pena di nullità per la stipula dei contratti bancari. La mancanza di firme riferibili ai fideiussori, sebbene se ne indichino i nomi, nel documento prodotto dalla banca quale fideiussione,ne comporta la nullità.

Tribunale Teramo, 29/01/2015, n.127

Rapporti fra fideiussore e debitore principale

Non è giustificato l’addebito della commissione proporzionale a seguito del rilascio di una fideiussione bancaria nel periodo di pendenza della condizione sospensiva in ragione dell’assenza di un rischio effettivo in carico alla banca garante.

Arbitro bancario finanziario Milano, 21/03/2014, n.1716



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3 Commenti

  1. A seguito della concessione di un finanziamento, la banca ha chiesto di prestare una fideiussione per assicurarsi il recupero del credito erogato. Ora, potete spiegarmi meglio come funziona? E poi cos’è la fideiussione omnibus?

    1. La fideiussione, in concreto, è stipulata a carico di un terzo soggetto diverso dal debitore (cosiddetto debitore principale). Si tratta, infatti, di un contratto concluso tra due parti: il fideiussore, che si obbliga a garantire l’adempimento del debitore; il creditore, che accetta la garanzia. Il debitore, invece, rimane estraneo al contratto. Caratteristica principale della fideiussione è la sua accessorietà rispetto all’obbligazione principale. Ciò significa che la fideiussione sussiste in quanto e fino a che sussiste l’obbligazione garantita (ovverosia l’obbligazione del debitore principale). Il carattere personale della fideiussione, inoltre, comporta che il fideiussore (diversamente dal terso datore di pegno o di ipoteca) risponde con tutto il suo patrimonio.

    2. Nella maggior parte dei casi, la banca richiede che sia prestata (a carico di un terzo) la cosiddetta fideiussione omnibus, a garanzia cioè della totalità dei propri crediti presenti e futuri concessi al cliente. Con la fideiussione omnibus, infatti, il fideiussore garantisce il pagamento di tutte le obbligazioni, attuali e future, derivanti da qualsiasi tipo di operazione. Il fideiussore presta, perciò, una garanzia generica alla banca per il pagamento di tutti i debiti che il debitore principale ha assunto o assumerà nei confronti dell’istituto di credito, in dipendenza di qualunque operazione bancaria in corso al momento della prestazione della fideiussione o che verrà effettuata successivamente. La fideiussione omnibus è normalmente richiesta quando l’imprenditore ha un’apertura di credito presso la banca: questa pretende infatti la presenza di un fideiussore che, senza sapere esattamente quali saranno i crediti concessi nel corso del rapporto, garantisca per il debitore. Questa forma di garanzia, inoltre, è generalmente usata per ovviare alla responsabilità limitata delle società di piccole dimensioni, alle quali il finanziamento è concesso a condizione che i soci prestino una fideiussione omnibus a garanzia dei debiti che la società assume verso la banca finanziatrice: in questo modo, infatti, nel caso di insolvenza della società, la banca potrà agire contro i soci.

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