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Lavoratore non in regola con l’Inail: spetta l’indennizzo?

9 Ottobre 2020 | Autore:
Lavoratore non in regola con l’Inail: spetta l’indennizzo?

Se l’assicurato Inail come autonomo non salda regolarmente i premi dovuti spetta il risarcimento in caso d’infortunio o malattia professionale?

Non sono soltanto i lavoratori dipendenti a beneficiare dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali: devono infatti assicurarsi presso l’Inail e versare la relativa contribuzione anche alcuni lavoratori autonomi, quali gli artigiani ed i coltivatori diretti.

In materia di tutela assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali, vige il principio di automaticità delle prestazioni: anche in assenza della denuncia iniziale e del pagamento dei premi dovuti, il rapporto assicurativo si costituisce automaticamente al verificarsi dei presupposti soggettivi e oggettivi stabiliti dalla legge.

In altri termini, anche se è in nero, o se il datore non paga i premi dovuti, il lavoratore è comunque tutelato in caso d’infortunio connesso all’attività svolta, o di malattia dovuta alle mansioni effettuate, all’ambiente lavorativo o all’esposizione a particolari rischi connessi al lavoro prestato.

Ma questa tutela automatica vale anche se il lavoratore interessato è autonomo ed è obbligato in prima persona al pagamento del premio assicurativo? Il lavoratore non in regola con l’Inail: ha diritto all’indennizzo? Alla domanda ha fornito un’esauriente risposta la Cassazione [1], con una nuova ordinanza che spiega i limiti del principio di automaticità delle prestazioni. Ma procediamo con ordine.

Chi è obbligato ad assicurarsi presso l’Inail?

In base al Testo unico in materia d’infortuni sul lavoro e malattie professionali [2], devono essere assicurati presso l’Inail:

  • i lavoratori subordinati che svolgono un’attività manuale retribuita, qualunque sia la forma di retribuzione;
  • i lavoratori subordinati che sovraintendono al lavoro manuale di altri;
  • gli artigiani, che prestano abitualmente opera manuale nell’impresa;
  • gli apprendisti;
  • gli insegnanti e gli alunni delle scuole o istituti di istruzione di qualsiasi ordine e grado, anche privati, gli istruttori e gli allievi dei corsi di qualificazione o riqualificazione professionale o di addestramento professionale anche aziendali, dei cantieri scuola, comunque istituiti o gestiti, i preparatori, gli inservienti e gli addetti alle esperienze ed esercitazioni tecnico-pratiche o di lavoro;
  • il coniuge, i figli, gli altri parenti, gli affini, gli affiliati e gli affidati del datore di lavoro che svolgono attività lavorativa manuale, o sovraintendono un’attività manuale di altri, anche senza retribuzione;
  • i soci delle cooperative e di ogni altro tipo di società, anche di fatto, che svolgono attività lavorativa manuale o sovraintendono l’attività manuale di altri;
  • i ricoverati in case di cura, in ospizi, in ospedali, in istituti di assistenza e beneficenza, nonché i detenuti, quando siano addetti ad attività rischiose, nonché i loro istruttori o sovraintendenti nelle attività stesse;
  • i commessi viaggiatori, i piazzisti e gli agenti delle imposte di consumo che, pur vincolati da rapporto impiegatizio, per l’esercizio delle proprie mansioni si avvalgono non occasionalmente di veicoli guidati personalmente;
  • i sacerdoti e il personale religioso che presti opera retribuita manuale, o sovraintendano al lavoro manuale di altri, alle dipendenze di terzi diversi dagli enti ecclesiastici e dalle associazioni e case religiose;
  • i componenti dell’equipaggio;
  • i coltivatori diretti;
  • i volontari degli enti del Terzo settore.

Quali attività devono essere assicurate?

L’obbligo di assicurazione Inail sorge in relazione alle seguenti attività:

  • attività svolte attraverso l’utilizzo di macchine, apparecchi e impianti a pressione, elettrici e termici;
  • attività svolte in laboratori e ambienti organizzati per lavori e per la produzione di opere e servizi che ne comportino l’impiego;
  • lavorazioni complementari e sussidiarie, anche se effettuate in locali diversi e separati da quelli in cui si svolge la lavorazione principale.

Inoltre, il Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali [3] prevede un elenco aggiuntivo di attività che, anche se non svolte attraverso l’utilizzo di macchine, apparecchi e impianti, devono essere assicurate per via della loro pericolosità.

Che cosa paga l’Inail?

L’Inail, in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale, può riconoscere le seguenti prestazioni ai lavoratori tutelati, in base alle loro condizioni:

  • la rendita diretta per inabilità permanente;
  • la rendita per inabilità temporanea assoluta;
  • l’indennizzo per danno biologico;
  • la rendita unificata per eventi lesivi ricadenti nello stesso regime assicurativo;
  • l’assegno personale continuativo;
  • la rendita di passaggio;
  • l’erogazione integrativa di fine anno;
  • le prestazioni protesiche;
  • l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • le prestazioni termali e i soggiorni climatici;
  • l’esenzione dal ticket;
  • le cure riabilitative;
  • il rimborso spese di alcuni farmaci in classe C.

Per approfondire, leggi: “Infortunio sul lavoro e malattia, cosa paga l’Inail“.

Le prestazioni Inail spettano se i premi non sono stati pagati?

Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro non paghi il premio assicurativo, il lavoratore è comunque tutelato in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale: le prestazioni spettano ugualmente, in virtù del principio di automaticità.

Fanno però eccezione i lavoratori autonomi, tenuti in prima persona al pagamento del premio. Più precisamente, per i lavoratori autonomi (artigiani titolari di azienda e coltivatori diretti) non in regola con il versamento dei premi, il diritto alle prestazioni non decade, ma resta sospeso fino all’avvenuta regolarizzazione contributiva: è quanto chiarito da una recente ordinanza della Cassazione [1].

La Suprema Corte, nello specifico, ha spiegato che il titolare di una posizione assicurativa presso l’Inail debba essere tutelato, qualora provveda alla regolarizzazione dei versamenti dovuti. Le tutele spettano anche in caso di regolarizzazione tardiva.

In pratica, l’irregolarità nel versamento dei premi condiziona esclusivamente l’operatività delle tutele Inail fino a che non sia intervenuta la regolarizzazione, fatta salva la prescrizione, ma non ne comporta la decadenza. Quanto affermato dalla Cassazione vale non solo in caso di riconoscimento di inabilità permanente, ma anche temporanea.

Inoltre, il termine di prescrizione triennale dell’azione per il riconoscimento delle prestazioni da infortunio resta sospeso per tutta la durata del procedimento amministrativo e fino all’adozione di un provvedimento di accoglimento o rigetto da parte dell’Inail.


note

[1] Cass. ord n. 21302/2020.

[2] Art.4 DPR 1124/1965.

[3] Art. 1, Co.2, DPR 1124/1965.


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