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Compenso avvocato per attività stragiudiziale

9 Ottobre 2020 | Autore:
Compenso avvocato per attività stragiudiziale

Il legale può ottenere il pagamento per l’assistenza prestata anche se non ha fornito il preventivo scritto o se le trattative con la controparte sono fallite.

Il tuo avvocato ha seguito il tuo caso ed ha curato i tuoi interessi senza arrivare in tribunale. Sono bastate alcune telefonate, una lettera di diffida e un incontro con la controparte per arrivare ad una transazione conveniente e vantaggiosa per entrambi. Non c’è stato bisogno di instaurare una causa e arrivare ad una sentenza del giudice per dirimere la controversia.

In tali casi, vorresti sapere in base a quali criteri si determina il compenso dell’avvocato per l’attività stragiudiziale che ha svolto. Presumi che vada pagato e sicuramente è così, ma al momento del conferimento dell’incarico non hai firmato alcun mandato a rappresentarti e a difenderti e non hai ricevuto un preventivo scritto per il costo della pratica.

Peggio ancora se le trattative con la controparte non hanno avuto un buon esito e sei stato costretto ad avviare la causa: dovrai pagare comunque l’avvocato anche per l’assistenza stragiudiziale? Te lo spiego in questo articolo.

L’obbligo di preventivo scritto

Al momento del conferimento dell’incarico l’avvocato ha l’obbligo, stabilito dalla legge [1] di rilasciare al cliente un preventivo scritto contenente la «prevedibile misura», cioè la quantificazione di massima ed indicativa, del costo della sua prestazione, specificando l’entità del suo compenso e gli altri oneri e spese. Questo vale anche nel caso di attività stragiudiziale.

Se l’avvocato non rispetta quest’obbligo e non fornisce il preventivo, incorrerà in sanzioni disciplinari. Il contratto con il cliente sarà comunque valido ma l’ammontare delle sue spettanze sarà quantificato non più secondo gli accordi presi, bensì in base ai parametri contenuti nei tariffari forensi stabiliti con Decreto ministeriale [2], che contiene un’apposita tabella per le attività stragiudiziali.

Le attività stragiudiziali

Le attività stragiudiziali sono quelle di assistenza legale che si svolgono al di fuori del processo e senza l’intervento del giudice. Spesso, la procedura stragiudiziale è preferibile perché consente di raggiungere un accordo satisfattivo per entrambe le parti e con un risultato ottenuto in maniera più rapida rispetto a quello che si conseguirebbe seguendo l’iter processuale.

In altri casi, l’attività stragiudiziale rappresenta una fase anticipatoria di una trattativa con la controparte che non si conclude e, perciò, la controversia è destinata a sfociare in una causa, dove a decidere sarà il giudice.

Talvolta, anche una controversia già instaurata con gli ordinari meccanismi processuali può essere risolta con un componimento bonario della lite raggiunto prima che la causa arrivi a sentenza; anche in questi casi, l’assistenza stragiudiziale prestata dai difensori delle parti si rivelerà determinante.

Quindi, sono molteplici i momenti e gli spazi in cui può svolgersi un’attività stragiudiziale e stabilire l’entità dei compensi per questo tipo di assistenza fornita dall’avvocato diventa problematico quando non c’è stato un accordo di base con il cliente per la determinazione dei compensi oppure quando la causa prosegue e le prestazioni stragiudiziali rese dal professionista si sovrappongono a quelle giudiziali.

L’azione dell’avvocato per ottenere il pagamento

L’avvocato ha diritto al pagamento per le prestazioni stragiudiziali svolte; il problema pratico consiste nella loro dimostrazione. Ma l’avvocato può provare il conferimento dell’incarico anche se non è avvenuto per iscritto, ad esempio con testimoni [3] o con l’esibizione della corrispondenza e della documentazione che dimostrano l’attività prestata in favore del cliente.

Questo significa che se chiedi un parere ad un avvocato via mail o con un sistema di messaggistica come WhatsApp devi pagarlo per la consulenza ricevuta e per l’eventuale successiva assistenza fornita (leggi anche “Quanto costa un parere legale“).

Solo se la prestazione è stata convenuta e concordata come gratuita, l’avvocato perde il diritto al compenso, fermo restando il rimborso delle spese sostenute nell’interesse e per conto del cliente (qui puoi scaricare il modello con richiesta di compenso per attività stragiudiziale).

In un recente caso, la Cassazione [4] ha affermato che l’avvocato va pagato per l’attività stragiudiziale svolta anche se le trattative per una soluzione transattiva o bonaria sono fallite o se la lite giudiziale era presumibilmente inevitabile: egli ha comunque prestato la sua assistenza nell’interesse del cliente e con l’intento di definire la controversia.

Questo significa che l’assistenza stragiudiziale non viene “assorbita” dalla successiva attività giudiziale prestata dal professionista: si può escludere la liquidazione dei compensi per le attività stragiudiziali solo se esse risultano «connesse e complementari con quelle giudiziali, sì da costituirne il naturale completamento», afferma la Suprema Corte.


note

[1] Art. 13, comma 5, Legge n. 247/2012.

[2] D.M. 10 marzo 2014, n. 55, modificato dal D.M. 8 marzo 2018, n. 37.

[3] Cass. ord. n. 3968/17 del 14 febbraio 2017.

[4] Cass. ord. n. 21565/20 del 7 ottobre 2020.


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