Covid: cosa cambia al lavoro con le nuove norme

9 Ottobre 2020 | Autore:
Covid: cosa cambia al lavoro con le nuove norme

Uso delle mascherine e ricorso a congedi o smart working: le conseguenze dei nuovi decreti negli uffici e nelle aziende.

Si rischia un’emorragia di lavoratori nelle aziende. Con le attuali norme di contrasto al Covid, la nuova impennata di contagi potrebbe provocare delle assenze a raffica grazie alla conversione in legge del decreto Agosto, che consente ai dipendenti di fruire fino alla fine dell’anno e senza limiti dello smart working o del congedo retribuito al 50%, nel caso in cui un figlio under 14 fosse messo in quarantena per un contatto con una persona positiva avvenuto a scuola. Come prevede il decreto, il lavoratore genitore ha il diritto di beneficiare di una delle due opzioni per tutto il periodo dell’isolamento del figlio, anche se la sua durata dovesse essere rinnovata.

Inoltre, il recente provvedimento che ha prorogato lo stato di emergenza al 31 gennaio ha prolungato anche (ma solo fino al 31 dicembre) il periodo in cui un datore di lavoro può chiedere al dipendente di svolgere la sua attività da casa senza alcun accordo individuale con il lavoratore.

Con la conversione in legge del decreto Agosto, inoltre, il lavoratore avrà il diritto fino al 31 giugno 2021 di ricorrere allo smart working nel caso in cui abbia un figlio con disabilità. Chi invece rientra nella categoria dei lavoratori fragili, lavorerà da casa, a costo di avere una mansione diversa da quella che svolge normalmente in sede: basta che rientri nella stessa categoria o settore di inquadramento.

Per quanto riguarda, invece, l’uso delle mascherine, il decreto entrato in vigore l’8 ottobre impone l’obbligo di utilizzare il dispositivo negli ambienti chiusi diversi dalla propria abitazione. Ma lo stesso provvedimento lascia intatti i protocolli da applicare all’interno delle attività economiche e produttive. Quello siglato ad aprile, ancora in vigore, dice che la mascherina va indossata solo se non è possibile garantire la distanza interpersonale di un metro.

Combinando le due norme, dunque, e stando alla lettera, un dipendente che lavora da solo o che si trova in una stanza a due o tre metri dal collega, potrebbe lavorare senza la mascherina e indossarla solo quando si alza dalla scrivania o si avvicina ad un’altra persona.



1 Commento

  1. Buongiorno,
    Essendo le mascherine dei DPI ed essendo obbligatorie all’interno dei luoghi chiusi come gli uffici (al di là del loro utilizzo se si è da soli o in compagnia o si rispetta la distanza), chi è che deve fornirle al dipendente?
    E’ forse il datore di lavoro che deve fornirle ai propri dipendenti? Se si, almeno una al giorno?
    Grazie

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