Carte di credito: possibili altri azzeramenti di commissioni

9 Ottobre 2020 | Autore:
Carte di credito: possibili altri azzeramenti di commissioni

Dopo l’accordo per non far pagare i costi sulle transazioni fino a 5 euro, è prevista una misura simile per le spese fino a 10 o 25 euro. Dipenderà dai gestori.

Prossimo obiettivo: agevolare l’uso della moneta elettronica per gli importi bassi ma non bassissimi. Si lavora su questo fronte nel tentativo di dare impulso al piano cashless che intende incentivare il ricorso alla carta di credito, al Bancomat e al pagamento con le app diminuendo sempre di più l’utilizzo dei contanti.

Pochi giorni fa, era stato annunciato l’accordo tra Governo ed operatori del settore per eliminare le commissioni sui pagamenti fino a 5 euro: la colazione al bar, il pacchetto di caramelle, l’aperitivo a buon mercato. Non basta, però, a risolvere il problema. È vero che gli italiani spendono spesso importi sotto quella cifra, soprattutto, appunto, per il caffè o per il pacchetto di cicche. Ma è altrettanto vero che con un semplice panino a mezzogiorno o con due etti di affettato al supermercato già si supera quella cifra. Non ha senso, dunque, eliminare le commissioni su una soglia così facilmente raggiungibile e lasciarle su un importo di 6 euro, altrettanto semplice da raggiungere.

Ecco, allora, che si cerca di convincere gli operatori ad azzerare o, quanto meno, a ridurre all’osso i costi delle transazioni per importi fino a 10 euro o fino a 25 euro. In questo modo, ed in termini pratici, sarebbe più semplice fare una spesa modesta al negozietto o la pausa pranzo utilizzando la carta di credito, il Bancomat o l’app senza gravare sull’esercente. Il consumatore non utilizzerebbe i contanti ed accumulerebbe, così, il numero di operazioni necessario ad accedere al bonus sui pagamenti elettronici (un minimo di 50 transazioni in un semestre per avere indietro il 10% delle spese per un massimo di 1.500 euro ogni sei mesi). E il commerciante, il titolare del bar o del negozio non avrebbero delle commissioni da pagare.

Su questa possibilità insiste il Governo con buone probabilità di riuscita: l’ipotesi, infatti, non è scartata ma, a differenza dell’azzeramento delle commissioni fino ai 5 euro, quello fino a 10 o 25 euro non prevedrebbe un protocollo specifico. Significa che saranno i singoli gestori dei diversi strumenti di pagamento elettronico a deciderne in merito.



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