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Infortuni sul lavoro: limiti ai fumatori e agli obesi

11 Ottobre 2020
Infortuni sul lavoro: limiti ai fumatori e agli obesi

Se il lavoratore subisce un infortunio sul luogo di lavoro ha diritto ad ottenere delle prestazioni economiche a carico dell’Inail.

Hai avuto un infarto mentre ti trovavi sul luogo di lavoro. Hai chiesto all’Istituto nazionale di assicurazione per gli infortuni sul lavoro (Inail) l’erogazione delle prestazioni economiche previste in caso di infortunio sul lavoro. Ti chiedi se la presenza di fattori di rischio come obesità e tabagismo possano legittimare il diniego da parte dell’ente assicuratore.

La legislazione italiana tutela i lavoratori contro i rischi che possono derivare alla loro salute e alla loro sicurezza dal luogo di lavoro. In particolare, si prevede che il lavoratore che si infortuna durante la prestazione lavorativa abbia diritto a determinate prestazioni a carico dell’Inail.

Tuttavia, il diritto del lavoratore alla tutela economica in caso di infortuni sul lavoro presenta dei limiti ai fumatori e agli obesi. I fattori di rischio, di origine extra-lavorativa, che possono aver determinato l’evento morboso, infatti, possono escludere l’obbligo dell’Inail di erogare le prestazioni economiche a proprio carico al lavoratore infortunato.

Che cos’è l’infortunio?

Nonostante i progressi della scienza e della tecnologia e le numerose normative poste a tutela della sicurezza dei lavoratori, capita spesso che il dipendente si procuri un infortunio sul lavoro mentre sta svolgendo la propria prestazione lavorativa.

Ma quando un evento lesivo che ha colpito un dipendente è considerato infortunio sul lavoro?

Per infortunio sul lavoro si intende ogni lesione originata, in occasione di lavoro, da una causa violenta che può determinare la morte o la menomazione della capacità lavorativa del dipendente.

Affinché la lesione occorsa al lavoratore possa essere considerata infortunio devono, quindi, sussistere tre requisiti:

  1. la presenza della lesione;
  2. la causa violenta;
  3. l’occasione di lavoro.

Per quanto riguarda il concetto di occasione di lavoro, in particolare, si richiede che sia presente un nesso causale tra l’attività lavorativa e il verificarsi del rischio che ha determinato l’infortunio. Ne consegue che se il rischio che ha determinato la lesione non ha una genesi lavorativa ma affonda le sue radici in altri fattori di rischio, estranei all’ambiente di lavoro, non siamo di fronte ad un infortunio.

Infortuni sul lavoro: le tutele per il lavoratore

Nel nostro ordinamento [1], i datori di lavoro sono obbligati ad assicurare tutti i lavoratori dipendenti dai rischi legati a infortuni e malattie professionali presso l’Istituto nazionale di assicurazione per gli infortuni sul lavoro (Inail).

La finalità della copertura assicurativa Inail è garantire al lavoratore, in caso di infortunio sul lavoro, l’erogazione di una serie di prestazioni economiche che consistono principalmente nelle seguenti:

  • indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta: si tratta della prestazione economica, sostitutiva della retribuzione, che viene corrisposta al lavoratore in caso di infortunio sul lavoro per coprire tutte le giornate di assenza determinate dall’infortunio;
  • indennizzo in capitale per la menomazione dell’integrità psicofisica (danno biologico): si tratta di una prestazione economica, esente da tassazione, che viene erogata al lavoratore che abbia subito un infortunio sul lavoro dal quale è derivato un danno biologico compreso tra il 6 e il 15 %;
  • indennizzo in rendita per la menomazione dell’integrità psicofisica (danno biologico): è una prestazione economica esente da tassazione erogata al lavoratore vittima di infortunio sul lavoro che ha determinato un danno biologico compreso tra il 16 ed il 100%.

Infortuni sul lavoro: quali limiti per i lavoratori obesi e fumatori?

L’Inail eroga al lavoratore le prestazioni economiche previste in caso di infortunio sul lavoro solo se, nel caso concreto, la lesione è riconducibile al rischio specifico inerente all’attività lavorativa. Ne consegue che se la lesione è ascrivibile ad altri fattori di rischio, estranei all’ambiente di lavoro, la copertura Inail non può essere applicata.

Tale principio è stato ribadito anche di recente dalla Corte di Cassazione [2] la quale ha escluso il diritto di un lavoratore, che aveva subito un infarto mentre guidava un veicolo aziendale, ad ottenere le prestazioni economiche erogate dall’Inail.

Nel caso di specie, infatti, durante l’istruttoria svolta dai giudici di merito era emerso che il lavoratore era tabagista ed affetto da ipercolesterolemia. Tali fattori di rischio, estranei all’ambiente di lavoro, sono stati giudicati determinanti per la causazione dell’infarto sulla base della consulenza tecnica d’ufficio richiesta dal giudice.

Ne consegue che, secondo gli Ermellini, in questo caso, la lesione non può essere considerata infortunio sul lavoro essendo stata determinata da fattori di rischio estranei all’ambiente lavorativo e nessuna prestazione economica Inail può spettare né al lavoratore né ai suoi eredi.


note

[1] DPR 1124/1965.

[2] Cass. n. 21742/2020.


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