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Lo sai che? Se sposto i conti all’estero Equitalia può farmi pignoramento?

Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2013

Mi accingo a trasferire la mia residenza all’estero dove avrò una mia attività in proprio; qui in Italia ho debiti pendenti verso Equitalia; quest’ultima potrà aggredirmi anche dopo che sarò andato via dall’Italia?

La circostanza legata ad un trasferimento all’estero della residenza, nell’ambito di un Paese facente parte dell’Unione europea, non esclude di per sé la possibilità da parte del Fisco italiano di poter procedere ancora nei confronti del contribuente ai fini della riscossione dei tributi.

In primo luogo, secondo quanto previsto dalla legge [1], i cittadini italiani che risiedono all’estero per più di un anno devono richiedere al proprio Comune la cancellazione dall’Anagrafe della popolazione residente e il trasferimento nell’Anagrafe dei residenti all’estero (c.d. A.I.R.E.) entro tre mesi dall’arrivo nel Paese straniero (si tratta quindi di un obbligo che consente la tracciabilità – anche ai fini fiscali – degli spostamenti dei contribuenti).

In secondo luogo, a livello dapprima comunitario, ora europeo, sono stati previsti meccanismi di collaborazione tra gli Stati in materia di recupero dei crediti dovuti a titolo di imposta [2].

Si tratta di una procedura complessa finalizzata al recupero coattivo dei crediti a mezzo espropriazione forzata. Essa prevede una collaborazione a livello comunitario tra le autorità dei singoli Stati membri.

Le domande di recupero dei crediti sono difatti accompagnate dal titolo uniforme che consente l’esecuzione nello Stato membro adito e costituisce la base per adottare le misure di recupero e le misure cautelari nei confronti del contribuente.

note

[1] Legge 27 ottobre 1988, n. 470.

[2] Si ricordano la Direttiva 26 maggio 2008, n. 2008/55/CE ed il Regolamento 28 novembre 2008, n. 1179/2008 ora sostituiti dalla Direttiva 16 marzo 2010, n. 2010/24/UE che è stata recentemente recepita dal D.lgs. 14 agosto 2012, n. 149 che detta infatti norme di mutua assistenza per il recupero dei crediti tributari sorti nel territorio nazionale o in un altro Stato membro (disciplina applicabile con decorrenza dall’1 gennaio 2012).

Autore foto: 123rf.com


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3 Commenti

  1. Salve.
    Nel caso si sia residenti fiscalmente all’estero ed ivi si possegga la unica e principale abitazione, questa gode dell’impignorabilitá come prima casa?
    Grazie

  2. E se invece risiedo in Italia ma lavoro all’estero e, conseguentemente, ho i conti correnti nelle banche estere?
    Grazie.

  3. Se sposto la rersidenza in un Paese Asiatico
    Se sposto la residenza ad esempio in Paesi senza estradizione?
    grazie

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