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Etilometro: quando può essere contestato?

11 Ottobre 2020 | Autore:
Etilometro: quando può essere contestato?

Spetta al conducente dimostrare che la taratura dell’apparecchio non è stata fatta e non era possibile rilevare con precisione il tasso alcolemico.

Premessa fondamentale: mettersi al volante dopo aver bevuto è sbagliato, oltre che vietato. Nulla può giustificare il fatto di guidare un’auto con qualche bicchiere di troppo nel corpo: significa volersi male e volere il male degli altri, oltre che rischiare una sanzione pesante. Detto questo, e siccome quel che è giusto è giusto, non è detto che l’automobilista debba pagare sempre la multa che riceve per guida in stato di ebbrezza dopo aver fatto l’alcoltest. Ci sono dei casi in cui un banale vizio di forma può annullare la sanzione. C’è chi si chiede: «L’etilometro, quando può essere contestato?». La risposta si trova nella legge e in diverse sentenze dei tribunali, Cassazione compresa.

Il principio è questo: affinché un test effettuato con l’etilometro sia legittimo, l’apparecchio deve essere stato tarato a norma di legge. Ma – e qui c’è il «ma» più recente – proprio la Suprema Corte ha messo un paletto importante per evitare di pagare la sanzione: deve essere l’automobilista a contestare la validità della prova a cui è stato sottoposto, e non le forze dell’ordine a mostrargli di propria iniziativa il certificato che attesta l’avvenuta taratura mentre si attende il risultato dell’alcoltest.

Vediamo di fare chiarezza e di capire quando può essere contestato l’etilometro e quando, invece, bisogna rassegnarsi a pagare la sanzione e ad affrontare tutte le altre conseguenze della guida in stato di ebbrezza.

Etilometro: come funziona?

L’etilometro è un apparecchio portatile che misura la percentuale di concentrazione di alcol nel sangue. L’automobilista deve soffiare nel boccaglio collegato allo strumento. L’aria espirata dai polmoni elimina una parte dell’alcol che c’è nel sangue. Quella parte eliminata nel soffio è direttamente proporzionale alla percentuale di alcol: ecco perché l’etilometro può fornire con precisione una valutazione sul tasso alcolemico dell’automobilista.

Quando si dice «con precisione», però, c’è da mettere in conto un piccolo margine di errore. Piccolo ma importante, visto che il solo spostamento dello 0,1% può costare molto caro all’automobilista se si è sulla soglia di 0,5 grammi di alcol per litro di sangue, cioè il limite oltre il quale scatta la sanzione. Ecco perché la legge prevede la regolare e periodica taratura dell’etilometro.

Inoltre, il test non va effettuato subito dopo aver appoggiato il bicchiere sul bancone: occorre attendere almeno 10 minuti o un quarto d’ora prima di soffiare nel boccaglio (anche 20 minuti, nel caso in cui sia stato consumato qualche superalcolico). Il rischio, infatti, è che l’etilometro rilevi l’alcol presente nella saliva e non quello in circolazione nel sangue. Pertanto, quando si viene sollecitati a fare un controllo con l’alcoltest bisogna far presente questo particolare, nel caso in cui sia stato bevuto l’ultimo sorso da pochissimo tempo.

Etilometro: quando va tarato?

Come detto, affinché un automobilista venga sanzionato per guida in stato di ebbrezza dopo aver effettuato l’alcoltest, l’etilometro deve essere perfettamente funzionante, concetto che comprende la corretta e periodica taratura dello strumento.

Questo controllo, secondo una sentenza della Corte costituzionale del 2015, va fatto almeno una volta all’anno da soggetti «autorizzati e certificati». Il risultato della taratura deve essere verbalizzato e messo a disposizione del cittadino che ne chieda la visione per verificare il corretto funzionamento dell’apparecchio ed il fatto che sia stato debitamente controllato nell’arco dell’ultimo anno. Altrimenti, la sanzione diventa illegittima.

Etilometro: l’onere della prova sulla taratura

Quindi, come abbiamo appena visto, da una parte c’è l’obbligo di mettere a verbale il risultato della taratura dell’etilometro, effettuata almeno una volta all’anno. Il punto è: quando un agente di polizia sottopone un automobilista al test, è tenuto a mostrare anche il verbale della taratura?

La risposta è no, come ha ribadito recentemente la Cassazione [1]. Nella sentenza della Suprema Corte si legge che la prova del corretto funzionamento dello strumento scatta solo se l’automobilista contesta la validità del test. Non è accettabile, dunque, secondo gli Ermellini, che successivamente il conducente sottoposto alla prova dell’etilometro dica che nessuno gli ha fatto vedere il verbale della taratura ed il libretto dell’omologazione dell’apparecchio.

La Cassazione, inoltre, aggiunge che la taratura e l’omologazione dell’etilometro non sono di per sé delle prove ai fini dell’accertamento dell’eventuale ebbrezza dell’automobilista, circostanza che si può verificare da altri elementi (l’odore dell’alito, il suo comportamento, ecc.). Il test serve a stabilire il grado di ebbrezza, cioè la quantità di alcol presente nel sangue del guidatore. E se quest’ultimo non è d’accordo con il risultato, è tenuto a dimostrare che, al momento della rilevazione, c’erano dei problemi nello strumento che impedivano una precisa misurazione del tasso alcolemico.


note

[1] Cass. sent. n. 27879/2020.


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