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Iscrizione liste di collocamento: ultime sentenze

29 Novembre 2020
Iscrizione liste di collocamento: ultime sentenze

Assunzione di lavoratori da inquadrare alle dipendenze di un Comune; tutela del diritto soggettivo al lavoro; stato di disoccupazione.

Assenza d’iscrizione alle liste di collocamento

L’indennità di maternità ex art. 17 comma 2, l. 30 dicembre 1971 n. 1204 non può spettare alla lavoratrice gestante che, all’inizio del periodo di astensione obbligatoria, si sia volontariamente dimessa dal servizio, in quanto il predetto beneficio può competere esclusivamente alla lavoratrice sospesa, assente dal lavoro senza retribuzione o disoccupata, non potendosi assimilare le dimissioni, in assenza d’iscrizione alle liste di collocamento, ad alcuna delle situazioni cui la legge riconnette il beneficio stesso.

Consiglio di Stato sez. V, 22/06/2000, n.3516

Liste di collocamento: il difetto dell’iscrizione

Il difetto dell’iscrizione alle liste di collocamento non esclude il diritto all’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti.

Cassazione civile sez. lav., 18/05/2010, n.12102

Pubblico impiego privatizzato: assunzione

In tema pubblico impiego privatizzato, il principio generale di assunzione tramite concorso, di cui all’art. 97, comma 3, Cost., cui è correlato il divieto di conversione ex art. 36 del d.lgs. n. 165 del 2001, comporta il necessario superamento di una procedura di selezione che sia tale da essere compresa nell’ambito concettuale e giuridico del “concorso”, caratterizzato dall’emanazione di un bando iniziale, dalla fissazione dei criteri valutativi, dalla presenza di una commissione incaricata della valutazione dei candidati e dalla formazione di una graduatoria finale, mentre non rilevano la presenza di margini di discrezionalità nella valutazione dei titoli dei candidati ovvero la previsione, quale requisito di partecipazione al concorso, dell’iscrizione alle liste di collocamento o dell’attribuzione di punti in relazione alla durata di tale iscrizione.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, in un caso di numerose assunzioni a termine, protratte nell’arco di un decennio, aveva escluso la conversione del rapporto senza valutare se le procedure selettive superate dalla lavoratrice con riferimento ad alcuni contratti della serie potessero rientrare tra le procedure concorsuali pubbliche).

Cassazione civile sez. lav., 15/10/2018, n.25728

Attesa occupazione oltre il termine di un anno

Ai sensi dall’art. 37 comma 6, d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394, allo scadere del permesso di soggiorno l’extracomunitario deve lasciare il territorio dello Stato, salvo risulti titolare di un nuovo contratto di lavoro ovvero abbia diritto al permesso di soggiorno ad altro titolo, secondo la normativa vigente; in ogni caso il permesso di soggiorno per attesa occupazione non è suscettibile di proroga oltre il termine complessivamente previsto dall’art. 22 comma 11, d.lg. 25 luglio 1998, n.286, ed è irrilevante che in materia vi sia stata l’iscrizione alle liste di collocamento e che non vi sia stata attività lavorativa in periodi di inattività nell’arco temporale di efficacia del precedente permesso.

Consiglio di Stato sez. III, 11/05/2016, n.1868

Reiscrizione alle liste di collocamento

La ratio sottesa all’art. 22 comma 11, t.u. delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione (d.lg. 25 luglio 1998 n. 286) è quella di riconoscere, al titolare di un permesso di soggiorno, un congruo periodo di comporto, finalizzato alla ricerca di una nuova occupazione. La norma non contiene affatto, dato che ciò si porrebbe in contrasto con la finalità perseguita dal legislatore, il divieto di successivo rinnovo di permesso per reiscrizione alle liste di collocamento a chi ne abbia già usufruito e, del resto, il periodo di sei mesi di iscrizione alle liste di collocamento costituisce una garanzia minima per il cittadino extracomunitario, mentre nulla vieta l’iscrizione alle dette liste oltre il termine.

Ne consegue che, ove il periodo di iscrizione alle liste di collocamento si prolunghi oltre, l’autorità di P.S. non è affatto tenuta a rigettare automaticamente la richiesta di rinnovo del relativo permesso di soggiorno per il detto medesimo titolo; la stessa dispone, invece, di un potere di valutazione discrezionale, soggetto agli ordinari oneri procedimentali e di motivazione.

T.A.R. Trento, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 05/06/2013, n.182

Controversia sull’iscrizione alle liste di collocamento

Le controversie in materia di selezione tra gli iscritti nelle liste di collocamento, ex art. 16, l. 28 febbraio 1987, n. 56, finalizzata all’assunzione di lavoratori da inquadrare alle dipendenze di un Comune rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario atteso che in esse vengono in rilievo questioni afferenti la tutela del diritto soggettivo al lavoro.

T.A.R. Campobasso, (Molise) sez. I, 17/03/2020, n.96

Trasformazione del rapporto di lavoro a tempo determinato

In materia di agevolazioni per investimenti in nuova occupazione, previste dall’art. 4 l. 27 dicembre 1997 n. 449, la concessione dell’apposito credito d’imposta dipende dall’incremento dei dipendenti a tempo pieno e indeterminato, con la possibilità che il beneficio, sebbene in misura ridotta, sia goduto anche a seguito della trasformazione del rapporto di lavoro a tempo determinato, già in essere al 1 ottobre 1997 (data di entrata in vigore della norma) in rapporto a tempo pieno e indeterminato, volendosi avvantaggiare l’impresa che, operando tale stabilizzazione, realizzi l’obiettivo di politica economica dell’incremento così inteso del numero dei dipendenti; ne consegue che l’iscrizione alle liste di collocamento o mobilità o cassa integrazione, di cui all’art. 4, comma 5, lett. e) della l. n. 449 cit., va intesa in senso stretto, quale unicamente riferita ai nuovi dipendenti.

Cassazione civile sez. trib., 08/05/2013, n.10774

Iscrizione all’ufficio di collocamento e stato di disoccupazione

All’indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti, in difetto di specifico rinvio normativo, non si estendono le prescrizioni previste per l’indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti normali, quali l’iscrizione all’ufficio di collocamento e la soggezione al controllo dello stato di disoccupazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva riconosciuto il diritto alla indennità di disoccupazione con requisiti ridotti, nonostante la carenza di iscrizione alle liste di collocamento).

Cassazione civile sez. lav., 11/06/2008, n.15523

Straniero inoccupato: condizioni del rinnovo del permesso di soggiorno

Ai sensi dell’art. 37, d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394, costituente il regolamento attuativo del d.lg. 25 luglio 1998, n. 286, la Questura rinnova il permesso di soggiorno all’extracomunitario che abbia perso l’attività lavorativa, ma subordinatamente alla iscrizione dello stesso nelle liste di mobilità gestite dal Centro per l’impiego ovvero nell’elenco anagrafico delle persone disoccupate tenuto dal Centro medesimo e, comunque, per un periodo non superiore a sei mesi dal momento di iscrizione dello straniero alle indicate liste; inoltre l’art. 22 comma 11 del cit. d.lg. n. 286 del 1998 non afferma il diritto dell’extracomunitario disoccupato ad ottenere comunque un rinnovo incondizionato del permesso di soggiorno, sia pure per solo sei mesi, prevedendo invece il diritto del medesimo alla iscrizione alle liste di collocamento per il periodo di residua validità del permesso di soggiorno, in deroga al principio per cui il venir meno dei requisiti per il suo rilascio (tra i quali v’è anche quello della titolarità di un reddito tale da garantire il sostentamento) determina anche la sua revoca.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 26/08/2016, n.1118

Iscrizione alle liste di collocamento, stato di quiescenza e stato di disoccupazione

L’insegnante supplente, che ha conseguito l’incarico dopo essere stata collocata a riposo a domanda, godendo del trattamento pensionistico, e vi ha posto termine anticipatamente, mediante dimissioni, per complicanze nella gestazione, non può conseguire l’indennità di maternità, non potendosi considerare sospesa, assente dal lavoro senza retribuzione o disoccupata, ai sensi dell’art. 17 comma 2 l. 30 dicembre 1971 n. 1204, all’inizio del periodo di astensione obbligatoria, assimilando lo stato di quiescenza a quello di disoccupazione, in quanto entrambi consentono l’iscrizione alle liste di collocamento, dato che lo impediscono le volontarie dimissioni dal servizio senza concreta iscrizione a dette liste, e l’incompatibilità di un trattamento pensionistico con uno stato di bisogno, unicamente per sovvenire al quale la legge estende, in via eccezionale, detta indennità, che in questo caso ha carattere previdenziale, oltre il rapporto lavorativo, nella cui prestazione sinallagmatica, ha normalmente origine, e soltanto nelle ipotesi tassative, contemplate da detto art. 17, per cui il suo regime è estraneo anche alle norme che regolano il cumulo tra pensione e retribuzione.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia), 12/02/2005, n.30

Liste di collocamento: per quale periodo è consentita l’iscrizione?

Ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno lo straniero extracomunitario deve fornire prova idonea della disponibilità di un reddito sufficiente al sostentamento, derivante da un regolare lavoro autonomo o dalla titolarità di un contratto di lavoro, essendo consentita l’iscrizione alle liste di collocamento solo per il periodo di un anno.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 22/11/2003, n.1654



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