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Lo sai che? Nessuna privacy per il condomino che non paga gli oneri condominiali

Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2013

Con la riforma del condominio l’amministratore è tenuto a rivelare i nomi dei morosi, purché non li indichi in bacheca.

Il proprietario dell’appartamento che non paga gli oneri condominiali ha un diritto alla privacy molto limitato: ciò per via dell’entrata in vigore della recente riforma del condominio.

Infatti, innanzitutto, l’amministratore può rivelare la situazione contabile del condomino moroso coi pagamenti agli altri condomini che ne facciano richiesta: e ciò per garantire una gestione trasparente del bilancio.  Il singolo proprietario esclusivo non deve attendere il bilancio-rendiconto annuale per sapere se il vicino di casa non versa gli importi stabiliti dall’assemblea; può infatti richiedere in ogni momento informazioni all’amministratore, il quale ben può dargliele senza il consenso degli altri proprietari.

Non solo. Anche ai creditori del condominio, che non hanno ottenuto il pagamento di quanto spetta loro, hanno diritto a conoscere i nominativi dei condomini non in regola con i pagamenti.

I creditori, infatti, hanno da oggi l’obbligo di aggredire, con l’esecuzione forzata, prima i proprietari che non hanno versato gli oneri condominiali, e dopo tutti gli altri condomini.

Anche in assemblea, davanti a tutti i proprietari, se richiesto, l’amministratore deve fornire i nomi dei morosi, senza timore di subire contestazioni di sorta.

L’unico limite per l’amministratore di rispettare la privacy dei morosi è di non comunicare i loro nominativi con modalità visibili a chiunque: il riferimento è, per esempio, alla classica bacheca di condominio, affissa nell’androne, dove l’amministratore non potrebbe mai scrivere, per esempio, “il sig. Rossi è cortesemente invitato a pagare le mensilità arretrate”. Questo comportamento, infatti, è lesivo della privacy.

La bacheca del condominio deve essere riservata a comunicazioni di interesse generale: è quindi escluso che l’amministratore possa servirsene per invitare un condomino a passare in portineria per saldare le spese relative ai lavori per la colonna pluviale, a far smettere il figlio di giocare a pallone in cortile o a non parcheggiare in determinati spazi, magari indicando la targa del veicolo finito nel suo mirino. Resta consentito lasciare in busta chiusa i verbali dell’assemblea nella cassetta delle lettera di ogni proprietario.

Queste regole, che si evincono tanto dalla legge quanto dall’interpretazione giurisprudenziale, sono state di recente ribadite dal Garante della Privacy che ha pubblicato un vademecum in materia di condomini, di cui si trova un approfondimento in questa pagina: “La privacy in condominio: tutto su assemblea, amministratore, conto, bacheca, videosorveglianza”.

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Autore foto: 123rf.com


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