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Perizia tossicologica: ultime sentenze

24 Dicembre 2020
Perizia tossicologica: ultime sentenze

Reati in tema di stupefacenti: quali sono le caratteristiche tipiche della sostanza e come stabilirne l’effettiva natura.

La perizia tossicologica

In tema di reati concernenti gli stupefacenti, per stabilire l’effettiva natura di una sostanza non è necessaria l’effettuazione di una perizia tossicologica, essendo sufficiente altri mezzi di prova, quali le dichiarazioni testimoniali o confessorie e le risultanze degli accertamenti di polizia o di altri indizi gravi, specifici e concordanti.

Corte appello Ancona, 14/02/2020, n.1764

Gli esami chimico-tossicologici 

Non è nulla la perizia tossicologica per essersi avvalso il perito, senza l’autorizzazione del giudice prevista dall’art. 228 comma 2 c.p.p., dell’opera di un ausiliario che si è limitato solo alla mera effettuazione di esami chimico-tossicologici riguardanti l’identificazione della sostanza campionata, i suoi dati ponderali, la percentuale ed il peso del principio attivo, poiché tali accertamenti non implicano apprezzamenti e valutazioni.

Tribunale La Spezia, 06/03/2009

L’accertamento tecnico narco-test

In tema di detenzione illecita di sostanze stupefacenti, l’accertamento tecnico narco- test può essere utilizzato per stabilire la natura della sostanza poiché la perizia tossicologica è necessaria solo se si ravvisi l’esigenza di stabilire l’entità o l’indice del principio attivo contenuto nel reperto.

(Nel caso di specie, si trattava di detenzione a fine di spaccio di 12 grammi di canapa indiana suddivisi in 12 involucri laddove vi erano state due cessioni di 3 dosi pari a 3,20 grammi pagate Euro 20,00, laddove l’imputato aveva chiesto di procedersi con il rito abbreviato).

Tribunale Torre Annunziata sez. I, 04/05/2016, n.1615

La natura di una sostanza stupefacente

In tema di reati concernenti gli stupefacenti, per stabilire l’effettiva natura di una sostanza non è necessaria l’effettuazione di una perizia tossicologica, essendo sufficienti altri mezzi di prova, quali le dichiarazioni testimoniali o confessorie e le risultanze degli accertamenti di polizia o di altri indizi gravi, specifici e concordanti.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione con la quale la natura drogante della sostanza era stata desunta dalla confessione dell’indagato e dal dato ponderale, in assenza di elementi probatori di segno contrario offerti dalla difesa).

Cassazione penale sez. III, 18/01/2019, n.18611

Perizia tossicologica: quando non è necessaria?

In tema di reati concernenti gli stupefacenti, per stabilire l’effettiva natura di una sostanza non è necessaria l’effettuazione di una perizia tossicologica, essendo sufficienti altri mezzi di prova, quali le dichiarazioni testimoniali o confessorie e le risultanze degli accertamenti di polizia o di altri Indizi gravi, specifici e concordanti: il giudice, infatti, può attingere la conoscenza della qualità e quantità del principio attivo di una sostanza drogante dalle diverse fonti di prova acquisite agli atti (ciò che nella specie risultava essere stato motivatamente fatto alla luce degli elementi emersi, indicativi dell’effetto drogante della sostanza sequestrata: gli acquirenti avevano riferito che il prevenuto era il loro abituale fornitore di cocaina e le caratteristiche tipiche della sostanza sono state accertate dai militari operanti).

Cassazione penale sez. IV, 26/09/2019, n.43660

Spaccio di stupefacenti: l’accertamento sul tipo di sostanza

In tema di spaccio di stupefacenti, per stabilire l’effettiva natura stupefacente di una sostanza non è necessario ricorrere ad una perizia tossicologica, essendo del tutto sufficienti altri mezzi di prova, quali le dichiarazioni testimoniali, gli accertamenti di polizia, ecc. (Nella specie l’accertamento sul tipo di sostanza commerciata o da importare è stato effettuato principalmente in base alle intercettazioni telefoniche).

Cassazione penale sez. V, 04/11/2010, n.5130

Perizia tossicologica: quando è inammissibile?

È inammissibile la perizia tossicologica in quanto accertamento complesso incompatibile con il giudizio abbreviato che nella sua forma atipica – conseguente a trasformazione del rito direttissimo – ammette acquisizioni probatorie nei soli limiti previsti per l’udienza preliminare.

Corte appello Milano, 02/06/1999

Consulenza tecnica su sostanze non soggette a modifica

In tema di accertamenti tecnici fatti eseguire dal p.m., le garanzie difensive dettate, a pena di inutilizzabilità, dall’art. 360 c.p.p., riguardano solo gli accertamenti tecnici non ripetibili, vale a dire quelli che hanno ad oggetto persone, cose o luoghi soggetti a modificazioni tali da far perdere loro in tempi brevi ogni valenza probatoria in relazione ai fatti oggetto di indagini e di eventuale futuro giudizio.

Pertanto, nell’ipotesi in cui il p.m. disponga consulenza tecnica su sostanze non soggette a modifica nel tempo presumibilmente necessario per la celebrazione del dibattimento, nessun avviso è tenuto a dare all’indagato e al suo difensore.

(Con riferimento al caso di specie, in cui veniva in rilievo il reato di cui all’art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, la Cassazione ha escluso che l’eroina e la cocaina possano definirsi come “cose soggette a modificazioni”, osservando che si tratta di sostanze allo stato solido, non facilmente alterabili in tempi brevi, per le quali è sempre possibile, di regola, in dibattimento o nel corso delle indagini, avvalendosi dell’incidente probatorio, la sottoposizione a rituale perizia tossicologica).

Cassazione penale sez. VI, 18/11/1992

Il ricorso per cassazione per saltum

Il ricorso per cassazione “per saltum”, ai sensi dell’art. 311 c.p.p., contro ordinanze che dispongono una misura coercitiva è ammissibile solo per violazione delle norme attinenti allo “status libertatis” e non per asserite invalidità afferenti alla speciale fase delle indagini preliminari o all’assunzione di singoli mezzi probatori (nella specie, di una perizia tossicologica).

Cassazione penale sez. VI, 13/06/1991

La valutazione discrezionale del giudice di merito

Per affermare la natura stupefacente di una sostanza, ai fini dell’applicazione della l. 22 dicembre 1975, n. 685, non è indispensabile la perizia tossicologica, la cui necessità è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice di merito, incensurabile in Cassazione se sorretta da motivazione immune da vizi logico-giuridici.

Cassazione penale sez. VI, 27/10/1988

Perizia tossicologica sulla sostanza stupefacente sequestrata

Non è abnorme e, quindi, non è ricorribile per cassazione, l’ordinanza con cui il g.i.p., in sede di giudizio abbreviato, dopo le conclusioni delle parti, ritenendo di non poter decidere allo stato degli atti in base al solo narcotest positivo, disponga una perizia tossicologica sulla sostanza stupefacente sequestrata, dovendosi comunque riconoscere al giudice la facoltà di assumere, anche d’ufficio, gli elementi necessari alla decisione, essendo preclusa, dalla scelta del rito, solo l’acquisizione di prove concernenti la ricostruzione storica del fatto e l’attribuibilità di esso all’imputato.

Cassazione penale sez. IV, 15/06/2005, n.35247

Accertamenti tecnici disposti nell’ambito del procedimento penale

In tema di reati concernenti le sostanze stupefacenti, per stabilire l’effettiva natura stupefacente di una sostanza non è necessario ricorrere a perizia tossicologica, ben potendo utilizzarsi anche altri elementi. (Fattispecie di natura stupefacente legittimamente desunta dagli esiti di accertamenti tecnici disposti nell’ambito di procedimento penale innanzi all’autorità giudiziaria tedesca e contenuti nella sentenza conclusiva acquisita agli atti).

Cassazione penale sez. III, 21/06/2012, n.28556



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