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Part time orizzontale: ultime sentenze

29 Dicembre 2020
Part time orizzontale: ultime sentenze

Orario giornaliero; passaggio di fatto da un contratto di lavoro a part-time orizzontale in uno a part-time verticale; giornate di ferie.

Part-time orizzontale: caratteristiche

Ai sensi dell’art. 1 d.lg. n. 61 del 2000, come modificato dal d.lg. n. 100 del 2001, applicabile ratione temporis, in caso di passaggio dal tempo pieno – come fissato dalla legge o dalla contrattazione collettiva di settore – al tempo parziale nell’ambito del settore pubblico, il rapporto lavorativo, a seguito del contratto individuale del dipendente, si qualifica come part-time cosiddetto orizzontale quando la riduzione quantitativa della prestazione investa l’ordinario orario giornaliero di alcuni o tutti i giorni lavorativi che restano inalterati nel loro susseguirsi, in ciò differenziandosi dal part-time cosiddetto verticale, ove l’intera prestazione – eseguita secondo l’orario ordinario – si svolge soltanto in periodi predeterminati della settimana, del mese o dell’anno, così da modificare l’ordine e la successione stessa delle giornate lavorative.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva qualificato il rapporto lavorativo di un cancelliere dipendente del Ministero della Giustizia, trasformato ai sensi dell’art. 22 del c.c.n.l. di comparto del 1999, di part-time orizzontale, prevedendo lo svolgimento della prestazione lavorativa in tutti e cinque i giorni lavorativi settimanali, con esclusione solo dei due rientri pomeridiani del lunedì e del mercoledì, con il conseguente riconoscimento del diritto a godere dello stesso numero di giornate di ferie del personale con rapporto di lavoro a tempo pieno).

Cassazione civile sez. lav., 18/03/2008, n.7313

Part-time orizzontale: mobilità e diritto all’indennità

Il lavoratore titolare, contemporaneamente, di due rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale cd. orizzontale, collocato in mobilità per uno dei due con prosecuzione dell’altro, ha diritto alla relativa indennità stante la facoltà, prevista per l’iscritto alle liste di mobilità dall’art. 8, comma 6, della l. n. 223 del 1991, di svolgere lavoro a tempo parziale pur mantenendo l’iscrizione; né rileva che l’emolumento, corrisposto su base giornaliera, non sia frazionabile su base oraria, in quanto una limitazione alle sole giornate di totale inattività determinerebbe un’ingiustificata disparità di trattamento tra part-time verticale e part-time orizzontale, ed è contraddetta dal comma 7 dello stesso articolo che, in tali casi, non prevede un’esclusione dell’indennità per tutta la durata del contratto a tempo parziale in esecuzione.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva condannato l’Inps al pagamento dell’indennità di mobilità con riferimento alla retribuzione percepita dalla lavoratrice in virtù di uno dei due rapporti a tempo parziale, entrambi instaurati per 20 ore settimanali, già intercorso).

Cassazione civile sez. lav., 18/01/2016, n.705

La riduzione quantitativa della prestazione lavorativa

Nell’ambito della disciplina dettata per il contratto a tempo parziale, l’art. 5 d.l. 726/1984, conv. dalla l. 863/1984, deve essere interpretato nel senso che il requisito della pattuizione per iscritto dell’orario di svolgimento delle prestazioni a tempo parziale è soddisfatto allorché, anche mediante rinvio alle tipologie contrattuali previste in sede collettiva, risulti precisata la riduzione quantitativa della prestazione lavorativa e la distribuzione di tale riduzione per ciascun giorno (cd. “part time” orizzontale) ovvero con riferimento alle giornate di lavoro comprese in una settimana, in un mese o in un anno (cd. “part time” verticale). Ne consegue che è perfettamente valido un contratto di lavoro a tempo parziale che non specifichi l’orario di inizio e di cessazione della prestazione lavorativa nei giorni in cui deve essere resa.

Cassazione civile sez. lav., 12/10/2010, n.20989

Prestazione ulteriore rispetto all’orario contrattuale

L’art. 5, comma 4, del d.l. n. 726/84 proibisce il lavoro supplementare dei lavoratori a tempo parziale rispetto a quanto concordato per iscritto: il divieto risulta violato se si accerta che il dipendente ha svolto una prestazione ulteriore rispetto all’orario contrattuale comunicato all’ufficio provinciale del lavoro, indipendentemente dal consenso prestato dal lavoratore (nella specie, i lavoratori prestavano continuativamente lavoro oltre le quattro ore giornaliere previste dal contratto a tempo parziale, e comunque nel limite delle 24 ore settimanali, dando così luogo al passaggio di fatto da un contratto di lavoro a part-time orizzontale in uno a part-time verticale).

Cassazione civile sez. lav., 08/09/2008, n.22579

Part time orizzontale e periodo di comporto

In caso di part time orizzontale al cinquanta per cento, a differenza dell’ipotesi di part time verticale, il periodo di comporto stabilito dalla legge o dalla contrattazione collettiva per il tempo pieno, non può essere ridotto alla metà.

Tribunale Roma, 09/02/2004

Validità del contratto di lavoro a tempo parziale

L’art. 5 d.l. n. 726 del 1984, convertito nella l. n. 863 del 1984, deve essere interpretato nel senso che il requisito della pattuizione per iscritto dell’orario di svolgimento delle prestazioni a tempo parziale è soddisfatto allorché, anche mediante rinvio alle tipologie contrattuali previste in sede collettiva, risulti precisata la riduzione quantitativa della prestazione lavorativa e la distribuzione di tale riduzione per ciascun giorno (cosiddetto part time orizzontale) ovvero con riferimento alle giornate di lavoro comprese in una settimana, in un mese o in un anno (cosiddetto part time verticale). Ne consegue che è perfettamente valido un contratto di lavoro a tempo parziale che non specifichi l’orario di inizio e di cessazione della prestazione lavorativa nei giorni in cui deve essere resa.

Cassazione civile sez. lav., 26/05/2000, n.6903

Licenziamento per eccessiva morbilità

Nel caso di licenziamento per eccessiva morbilità di un lavoratore part time, in assenza di una specifica disciplina contrattuale collettiva, il comporto applicabile è quello previsto dalla stessa disciplina per i lavoratori a tempo pieno (full time) qualora si tratti di rapporto di lavoro part time orizzontale, con orario ridotto ma uniforme per tutti i giorni; nel caso, invece, di rapporto part time verticale è affidato al giudice di merito il compito di ridurre il detto periodo in proporzione alla quantità della prestazione, eventualmente facendo ricorso alle fonti sussidiarie indicate dall’art. 2110 c.c. (usi o equità), di modo che, avuto riguardo alla particolarità del rapporto, resti salva la causa del contratto e sia mantenuto costante l’equilibrio dello scambio fra prestazione e controprestazione, con l’osservanza dei limiti derivanti dall’art. 1464 c.c.

Cassazione civile sez. lav., 14/12/1999, n.14065

Il parametro di riferimento per il calcolo della detrazione

Nei rapporti di lavoro part-time orizzontale e verticale il parametro di riferimento per il calcolo della detrazione è univoco essendo rappresentato dalla giornata di lavoro. Nell’ipotesi di part-time verticale c’è perfetta coincidenza tra giornate lavorate e ammontare della trattenuta, in quello orizzontale questa coincidenza è fittizia e si concreta in un danno per il prestatore di lavoro, poiché la trattenuta viene calcolata su giornate lavorative che non sono piene.

Quindi a parità di ore lavorate l’incidenza della trattenuta operata dipende dalla distribuzione delle stesse ore all’interno della settimana lavorativa penalizzando maggiormente il lavoratore pensionato soggetto a contratto di part-time orizzontale.

Pretura Prato, 22/01/1993



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