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Covid: il ministero della Salute chiede di non fare feste

9 Ottobre 2020 | Autore:
Covid: il ministero della Salute chiede di non fare feste

Il report elaborato insieme all’Iss lancia segnali di allarme: «Indice Rt a 1,06, evitare aggregazioni ed eventi pubblici e privati».

Non è un’imposizione ma – almeno per ora – una forte raccomandazione: «Evitare di fare degli eventi pubblici o privati a rischio di aggregazione». Tradotto: non organizzate feste. L’appello arriva dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di Sanità. E potrebbe essere l’anticamera di quello che verrà messo nero su bianco nel nuovo Dpcm, atteso – a questo punto con una certa ansia – per il 15 ottobre.

Nel rapporto pubblicato oggi e relativo all’andamento dell’epidemia Covid nell’ultima settimana, il dicastero diretto da Roberto Speranza pubblica una serie di dati e di affermazioni a dir poco preoccupanti: l’indice Rt, cioè l’indicatore di trasmissione del virus tra la popolazione, è salito a 1,06. Il peggioramento dell’epidemia sta accelerando e ci sono dei focolai rilevanti a livello familiare, con un «lieve» incremento anche a scuola. Quest’ultima rappresenta il 2,5% dei nuovi focolai. «C’è una nuova fase epidemiologica – scrivono gli addetti del ministero e dell’Iss – con importanti segnali di allerta». Non bastasse, «aumentano i ricoveri nell’area medica e nella terapia intensiva». Insomma, anche volendo evitare allarmismi, secondo gli esperti la situazione non fa ben sperare.

«In Italia – si legge sul report – si è ormai concretizzato un passaggio di fase epidemico con aumento consecutivo di casi da 10 settimane e, per la prima volta, segnali di criticità significativi relativi alla diffusione del virus Sars-Cov-2, che oramai circola in tutto il Paese. Si osserva inoltre un notevole carico dei servizi territoriali che va monitorato per i suoi potenziali riflessi sui servizi assistenziali». La raccomandazione del ministero e dell’Iss è quella di mantenere dei comportamenti rigorosi e di evitare di organizzare eventi che possano creare aggregazione di persone: «In questa fase – avverte il direttore generale di Prevenzione sanitaria del ministero, Gianni Rezza – bisogna essere estremamente prudenti, evitare aggregazioni sia pubbliche che private, utilizzare sempre la mascherina, adoperare misure di distanziamento fisico e curare l’igiene delle mani».



3 Commenti

  1. Capisco che bisogna stare attenti e non abbassare la guardia. Ma chiudono i locali e noi giovani 18enni che andiamo a fare? Di stare davanti al bar e ai pub non se ne parla, perché c’è il divieto… Di stare in casa, non se ne parla nemmeno perché non si possono organizzare riunione oltre un certo limite e magari gli amici si offendono perché lo dici a qualcuno ed escludi altri. E allora che possiamo fare? Mica possiamo limitare la nostra vita sociale di nuovo per altri mesi. Voglio proprio vedere se vanno casa per casa a vedere quante persone ci sono.

  2. Io e il mio promesso sposo abbiamo posticipato il matrimonio nella speranza di poterlo celebrare in tranquillità. In primavera, si sperava che dopo l’estate non ci sarebbe stato tutto questo caos, ma per come stanno andando le cose penso che rimanderemo di nuovo il matrimonio perché vogliamo avere accanto tutti i nostri cari e celebrare il nostro giorno più bello insieme alle nostre famiglie in serenità e sicurezza

  3. I ragazzi sarà difficile tenerli a bada. Ricordiamoci che andiamo incontro all’inverno. Mentre d’estate potevano riunirsi anche all’aperto nelle piazze e c’era la possibilità di assicurare distanziamento e circolazione dell’aria, ora sarà difficile. Tutti si andranno a chiudere nei locali, nei bar, nei pub e nelle pizzerie. Se non avranno la possibilità di andare a consumare fuori allora organizzeranno le ciambotte a casa. E lì, valli a frenare o a controllare. Sta nel buon senso dei ragazzi, ma soprattutto delle famiglie. Ma pensate anche gli studenti fuori sede che organizzano le rimpatriate negli appartamenti ristretti. Insomma, temo il peggio.

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