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Assegno non trasferibile: ultime sentenze

10 Febbraio 2022
Assegno non trasferibile: ultime sentenze

Clausola di non trasferibilità; pagamento di assegno non trasferibile a persona diversa dal prenditore; responsabilità di tipo oggettivo in capo all’istituto di credito.

Pagamento di assegno non trasferibile

In caso di pagamento di assegno bancario non trasferibile in favore di chi non era legittimato, la banca non è liberata dall’originaria obbligazione finché non paghi al prenditore esattamente individuato, a prescindere dalla sussistenza dell’elemento della colpa nell’errore sulla identificazione dello stesso prenditore, trattandosi di obbligazione ex lege.

Tribunale Livorno sez. I, 02/11/2021, n.848

Responsabilità della banca per pagamento di titolo di credito a persona diversa dal legittimo beneficiario

L’art. 43 del R.D. n. 1736 del 1933, nel disciplinare la responsabilità della banca per il pagamento di un assegno non trasferibile a persona diversa dal beneficiario deroga sia alla disciplina generale del pagamento dei titoli di credito di cui all’art. 1992 c.c., sia al disposto di cui all’art. 1189 c.c., che dispone la liberazione del debitore di buona fede in favore del creditore apparente, sicché la banca girataria per l’incasso non è liberata dalla propria obbligazione finché non paghi nuovamente al prenditore esattamente individuato l’importo dell’assegno, a prescindere dalla sussistenza dell’elemento della colpa nell’errore sull’identificazione di quest’ultimo.

Tribunale Lamezia Terme sez. I, 08/10/2021, n.597

Assegno non trasferibile incassato da persona diversa dal beneficiario

Sulla banca negoziatrice grava, ai sensi dell’art. 43, comma 2, r.d. n. 1736 del 1933, l’obbligo di procedere con accurata e particolare diligenza all’identificazione del soggetto che si presenta per l’incasso di un titolo di credito, adottando cautele che soddisfino il grado di diligenza esigibile da un operatore qualificato, quale è appunto la banca negoziatrice. In caso di inadempimento di tale obbligo, la responsabilità che si delinea, lungi dall’avere natura oggettiva, si fonda sugli artt. 1176,1218 c.c..

Tribunale Milano sez. VI, 07/06/2021, n.4825

Prova liberatoria

In tema di titoli di credito, la banca negoziatrice, chiamata a rispondere del danno derivato dal pagamento di un assegno non trasferibile a soggetto che successivamente risulti non essere il beneficiario del titolo, è ammessa a provare che l’inadempimento non è a lei imputabile, ma, trattandosi di operatore professionale qualificato, contrattualmente responsabile anche per colpa lieve in virt๠del combinato disposto degli artt. 1176 comma 2 c.c. e 43 comma 2 R.D. n. 1736/33, è tenuta ad offrire una prova liberatoria in grado di escludere anche tale colpa.

Tribunale Milano sez. VI, 28/05/2021, n.4634

Clausola di intrasferibilità a persona diversa dall’effettivo beneficiario

Ai sensi dell’art. 43, comma 2, legge assegni, la banca negoziatrice, chiamata a rispondere del danno derivato – per errore nella identificazione del legittimo portatore del titolo – dal pagamento dell’assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di intrasferibilità a persona diversa dall’effettivo beneficiario, è ammessa a provare che l’inadempimento non le è imputabile, per avere essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall’art. 1176 c.c., comma 2.

Cassazione civile sez. VI, 14/05/2021, n.13148

La spedizione dell’assegno tramite posta ordinaria

La mittente un assegno non trasferibile mediante posta ordinaria risponde a titolo di concorso di colpa nel danno causato al soggetto indicato come prenditore insieme alla banca che abbia omesso o svolto incompiutamente i controlli sull’identità. Tale concorso è riconducibile alle modalità adottate, rischiose in quanto ben potevano essere sostituite da altre come la raccomandata assicurata, nonché antiquate, essendo ormai disponibili sistemi avanzati come il bonifico bancario.

Cassazione civile sez. I, 15/02/2021, n.3861

Pagamento a persona diversa dal prenditore

L’utilizzo della posta ordinaria per la spedizione di un assegno non trasferibile non ha alcuna incidenza causale sull’evento dannoso costituito dal suo indebito pagamento ad una persona diversa dal prenditore da parte della banca che l’ha negoziato.

Tribunale Roma sez. X, 09/02/2021, n.2254

Responsabilità della banca, onere probatorio e identificazione del presentatore dell’assegno

Se la banca paga un assegno non trasferibile ad un soggetto differente rispetto al prenditore è onerata della prova che l’inadempimento degli obblighi di diligenza qualificata imposti dal secondo comma dell’art. 1176 c.c. non le sia imputabile e, qualora questa abbia ad oggetto la corretta e diligente identificazione del presentatore dell’assegno, non adempie a tale onere qualora ometta di dimostrare le modalità mediante le quali abbia, in concreto, provveduto a tanto.

Tribunale Bergamo, 13/11/2020, n.1606

Le cautele imposte dall’ABI

La circolare ABI del 07/05/2001 prot. LG/003005, anche se ritenuta non direttamente vincolante, deve essere assunta quale parametro di diligenza richiesta a tutti gli operatori bancari che si trovino a dover negoziare un assegno non trasferibile e siano dunque soggetti all’osservanza dell’art. 43 L. assegni. Tale circolare, in tema di responsabilità della banca per pagamento di assegno non trasferibile a soggetto diverso dal legittimo prenditore, raccomanda agli istituti bancari di adottare determinate “prassi operative” in sede di identificazione del presentatore del titolo.

Tra tali prassi si annovera la richiesta, oltre alla carta d’identità (la quale sarebbe notoriamente soggetta a contraffazione) di un altro documento munito di fotografia (da cui l’inidoneità del codice fiscale), e la valutazione, sulla base anche della somma recata sul titolo, della distanza tra luogo di emissione dell’assegno e luogo di pagamento, nonché tra il luogo ove è situata la filiale richiesta dell’operazione e il luogo di residenza del presentatore. Infine, si richiede l’identificazione del presentatore, ove soggetto sconosciuto alla banca, mediante fidefacenti che sottoscrivano il titolo sotto la dicitura “per conoscenza e garanzia”.

Tribunale Reggio Calabria sez. II, 21/08/2020, n.756

Responsabilità della banca 

Dal punto di vista della prova liberatoria richiesta alla banca convenuta, l’art. 43 del R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736, a mente del quale colui che paga un assegno non trasferibile a persona diversa dal prenditore o dal banchiere giratario per l’incasso risponde del pagamento, va interpretato nel senso che esso non configura una responsabilità di tipo oggettivo in capo all’istituto di credito (essendo la natura oggettiva della responsabilità predicabile soltanto in riferimento a fattispecie d’illecito extracontrattuale), e che quindi la banca negoziatrice dell’assegno (bancario, di traenza o circolare) munito di clausola d’intrasferibilità, chiamata a rispondere del danno cagionato dal pagamento effettuato a persona diversa dall’effettivo beneficiario, per errore nell’identificazione del legittimo portatore del titolo, è ammessa a provare che l’inadempimento non le è imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall’art. 1176, secondo comma, cod. civ.. La diligenza dovuta dall’istituto di credito è quindi quella nascente, ai sensi dell’art. 1176, co. 2, cod. civ., dalla sua qualità di operatore specializzato del settore, tenuto a rispondere anche in ipotesi di colpa lieve.

Tribunale Reggio Calabria sez. II, 21/08/2020, n.756

Gli oneri a carico della banca

In tema di pagamento di un assegno non trasferibile a persona diversa dal prenditore o bancario giratario, a carico della banca è posto non solo l’onere in generale di identificazione del soggetto presentatore, ma anche di verifica della assoluta regolarità formale e materiale del titolo, in quanto l’onere di esatta identificazione del prenditore dell’assegno presuppone la genuinità del titolo, ovvero l’assenza di alterazioni nell’indicazione nominativa del prenditore ove si risolvano in un’incertezza sull’identificazione del soggetto legittimato a ricevere la prestazione, dovendo in ipotesi di positiva verifica della regolarità formale, con la normale diligenza relativa all’attività bancaria, necessariamente provvedere a pagare.

Tribunale Roma sez. XVII, 24/02/2020

L’incasso dell’assegno non trasferibile

Risponde l’istituto bancario dell’incasso di un assegno non trasferibile da parte di chi non ne sia legittimato. (Nel caso di specie, è stata ritenuta la responsabilità della banca  perché il soggetto che si era presentato per l’incasso di un assegno non trasferibile non era conosciuto dal personale dell’ufficio e nonostante l’identificazione con carta d’identità e codice fiscale , quest’ultimo documento non conteneva la firma in modo da consentire la comparazione delle sottoscrizioni)

Corte appello Firenze sez. II, 10/02/2020, n.355

Responsabilità della banca ed onere probatorio

La banca negoziatrice chiamata a rispondere del danno derivato per errore di identificazione del legittimo portatore del titolo – dal pagamento di assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità a persona diversa dall’effettivo beneficiario -, é ammessa a provare che l’inadempimento non le é imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall’art. 1176 2° comma cod. civ..

Di conseguenza, trattandosi di una responsabilità contrattuale da contatto sociale qualificato non é sufficiente la circostanza che l’assegno circolare non trasferibile sia stato pagato a soggetto diverso dall’originario intestatario per riconoscere la responsabilità della banca che abbia effettuato il pagamento, o che l’abbia emesso, a meno che il pagamento non sia avvenuto a favore di un soggetto che non appaia legittimato all’incasso in base all’apparenza del titolo, dovendosi al di fuori di tale particolare ipotesi sempre accertare l’esistenza di una colpa anche lieve della banca rapportata alla diligenza professionale richiestale ex art. 1176 comma 2° cod. civ..

Tribunale Roma sez. X, 09/06/2020, n.8324

Pagamento di assegno non trasferibile

La banca girataria per l’incasso di assegno bancario non trasferibile, oltre ad essere mandataria del prenditore girante, si sostituisce alla banca trattaria nell’espletamento del servizio bancario, di tal che viene a trovarsi in rapporto contrattuale con il traente, derivante dalla convenzione di assegno. Ciò detto, il prenditore danneggiato è legittimato ad esperire l’azione di responsabilità contrattuale nei confronti della banca negoziatrice.

Corte appello Firenze sez. II, 06/08/2020, n.1541

L’inadempimento contrattuale della banca

In ipotesi di pagamento di assegno non trasferibile a persona differente dal prenditore e, in particolare, a cliente nuovo, cioè a persona sino a quel momento sconosciuta che si è presentata ad aprire il conto corrente proprio effettuando il versamento delle somme portate dall’assegno o che ha aperto il suddetto conto qualche giorno prima del versamento e dell’incasso del titolo, la banca è responsabile di inadempimento contrattuale.

Tribunale Milano sez. VI, 23/01/2020, n.593

Banca: l’obbligo professionale di protezione

La responsabilità della banca negoziatrice per avere consentito, in violazione delle specifiche regole poste dall’art. 43 legge assegni, l’incasso di un assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità, a persona diversa dal beneficiario del titolo, ha – nei confronti di tutti i soggetti nel cui interesse quelle regole sono dettate e che, per la violazione di esse, abbiano sofferto un danno – natura contrattuale, avendo la banca un obbligo professionale di protezione, operante nei confronti di tutti i soggetti interessati al buon fine della sottostante operazione, di far sì che il titolo stesso sia introdotto nel circuito di pagamento bancario in conformità alle regole che ne presidiano la circolazione e l’incasso.

Per andare esente da responsabilità, la banca negoziatrice, che ha pagato l’assegno non trasferibile a persona diversa dal suo prenditore, è ammessa a provare che l’inadempimento non le è imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza dovuta, che è quella nascente, ai sensi del 2° comma dell’art. 1176 c.c., dalla sua qualità di operatore professionale, tenuto a rispondere del danno anche in ipotesi di colpa lieve.

Corte appello Milano sez. I, 21/07/2020, n.1929

Pagamento a persona diversa dal prenditore

L’art. 43 co. 1 R.D. n. 1736/1933 prevede che l’assegno bancario munito di clausola “non trasferibile” non possa essere pagato se non al prenditore del titolo, oppure accreditato sul suo conto corrente, ed al banchiere giratario per l’incasso.

A tutela della certezza del pagamento eseguito con assegno non trasferibile ed in deroga rispetto alla disciplina generale prevista dall’art. 1189 c.c., secondo cui il debitore che provi di aver pagato al legittimato apparente è liberato dall’obbligazione se prova di aver agito in buonafede, l’art. 43 co. 2 R.D. n. 1736/1933 stabilisce che chi paga un assegno non trasferibile a soggetto diverso dal beneficiario (sia esso prenditore o banchiere giratario per l’incasso) risponde del pagamento erroneamente compiuto.

Di conseguenza, la banca negoziatrice andrà esente da responsabilità ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 1218 del codice civile solo ove dimostri di aver pagato ad un soggetto diverso dal reale beneficiario del titolo per causa a lei non imputabile.

Tribunale Bari sez. IV, 08/07/2020, n.2038

Emissione assegno: la clausola “non trasferibile”

L’assegno bancario emesso con la clausola “non trasferibile” non può essere pagato se non al prenditore o, a richiesta di costui, accreditato nel suo conto corrente. Colui che paga un assegno non trasferibile a persona diversa dal prenditore o dal banchiere giratario per l’incasso risponde del pagamento.

Tribunale Monza sez. III, 16/04/2020, n.625

L’azione promossa dal danneggiato

Nell’azione promossa dal danneggiato, la banca che abbia pagato l’assegno non trasferibile a persona diversa dall’effettivo prenditore è ammessa a provare che l’inadempimento non le è imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza dovuta, che è quella nascente, ai sensi dell’art. 1176 comma 2 c.c., dalla sua qualità di operatore professionale, tenuto a rispondere del danno anche in ipotesi di colpa lieve.

Cassazione civile sez. VI, 21/01/2020, n.1177

L’esonero di responsabilità 

E’ responsabile contrattualmente la banca nel caso di pagamento di un assegno non trasferibile a persona differente dal prenditore e ciò va coordinato con la regola dettata dall’art. 43 legge sugli assegni secondo cui l’assegno non trasferibile può essere pagato solo al prenditore o al banchiere giratario per l’incasso e colui che paga a persona diversa risponde del pagamento e va verificato se ricorre o meno l’esonero di responsabilità del soggetto obbligato per il caso di impossibilità della prestazione ad esso non imputabile ai sensi dell’art. 1218 c.c.

(Nel caso di specie la banca ha pagato l’assegno a clienti nuovi, cioè a persone sino a quel momento sconosciute che non abitavano o risiedevano in loco e che si erano presentate per aprire il conto corrente proprio effettuando il versamento delle somme portate dall’assegno) e tale esonero di responsabilità non si verifica quando la banca procede a pagare l’assegno presentatole all’incasso a persona diversa dal prenditore mai vista prima senza adottare una particolare cautela consistente non solo nel richiedere copia del documento d’identità e del codice fiscale ma a procedere ad un controllo più approfondito richiedendo un secondo documento d’identità o la presenza di soggetti fidefacenti).

Tribunale Milano sez. VI, 13/01/2020, n.223



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