Coronavirus: droplet e orchestre, a Parma si ‘indaga’ su distanze sicure

9 Ottobre 2020
Coronavirus: droplet e orchestre, a Parma si ‘indaga’ su distanze sicure

Roma, 9 ott. (Adnkronos Salute) – Cosa succede esattamente quando si canta o si suona uno strumento a fiato? In tempi di Covid-19 l’emissione di droplet necessita di adeguate misure di sicurezza: distanziamento, barriere, aerazione e tutto ciò che possa limitare efficacemente un possibile contagio. Ma non potendo usare la mascherina, in particolare durante l’attività degli strumenti a fiato, a quale distanza minima devono stare gli strumentisti e i cantanti? Per quanto tempo permane nell’ambiente l’aerosol? Ci sono differenze di rischio nell’emissione di fiato tra un clarinetto, un flauto, una voce che canta? Per rispondere in modo scientifico a dubbi che riguardano la salute dei musicisti e del pubblico di tutto il mondo, e per fornire dati indispensabili a istituire fondati protocolli di sicurezza, nasce a Parma un progetto di ricerca a cura dell’Università di Parma e del Conservatorio di Musica Arrigo Boito di Parma.



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