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Covid: come sarà il nuovo Dpcm

10 Ottobre 2020 | Autore:
Covid: come sarà il nuovo Dpcm

Feste vietate nei luoghi pubblici, limitate in quelli privati. Restrizioni ai matrimoni. Divieti di sosta davanti ai bar. Cosa può succedere da mercoledì.

Niente più feste nei locali pubblici. Quelle nei luoghi privati, con forti restrizioni. Limiti ai ricevimenti dei matrimoni. Ogni possibile occasione che possa prevedere un assembramento andrà assolutamente evitata. Ecco come si profila il nuovo Dpcm atteso per mercoledì 15 ottobre. La storia si ripete: i nuovi casi aumentano in modo allarmante, le restrizioni arrivano puntuali. E c’è chi pensa, come nel caso del governatore campano Vincenzo De Luca, di tirare giù la serranda della Regione, non appena si tocca una certa soglia di contagi.

Il sospetto, dunque, che il Governo abbia volutamente posticipato l’approvazione del decreto per prendere delle misure ad hoc per contrastare l’andamento dell’epidemia comincia a diventare realtà (leggi anche “A rischio paleste e locali pubblici nel nuovo Dpcm“). Oggi, ci sarà un vertice sull’emergenza in cui si potrebbero prendere nuove decisioni per i prossimi giorni. Quelle che per ora appaiono certe sono il divieto di organizzare delle feste in un locale pubblico ed un limite per quelle da tenere in un luogo privato. Limite che potrebbe arrivare alle 10 persone, non di più. Una soglia verrà imposta anche per i matrimoni, che potrebbero ospitare solo i più intimi. Da vedere se per «i più intimi» si intende solo i congiunti o si può invitare anche l’amico di una vita.

Ma non è tutto. Nel nuovo Dpcm troverebbero spazio altre restrizioni. Tra queste, il divieto di somministrare alcolici da asporto nei locali oltre un certo orario — probabilmente alle 22 — e di consumare bevande alcoliche nelle aree pubbliche o di fronte a bar e locali dalle 22 alle 6. E poi: numero limitato di avventori nei ristoranti, nuove restrizioni per teatri e sale cinematografiche. Infine, un invito alle aziende a fare maggiore ricorso allo smart working, tra le altre cose per ridurre il numero delle persone che si muovono sui mezzi pubblici.

Solo se la situazione peggiorerà, si arriverà alla chiusura dei territori, a partire dai centri urbani fino alle intere regioni. Poi, si passerà a limitare la mobilità all’interno dei territori stessi. Cose che già conosciamo e che ci riportano alla scorsa primavera. Per ultime, verrebbero lasciate le imprese e le scuole. Dopodiché, la soluzione alla quale nessuno vuole più pensare: il lockdown dell’intero Paese.



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