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Lo sai che? Il coniuge che vende un bene mobile è condannato a ripristinare la comunione

Lo sai che? Pubblicato il 27 gennaio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 gennaio 2014

Gli atti di straordinaria amministrazione posti in essere da uno dei due coniugi senza il consenso dell’altro restano validi, ma chi ha agito deve ripristinare la comunione.

Se uno dei coniugi compie atti di straordinaria amministrazione – per esempio la vendita – su beni mobili senza il consenso dell’altro [1] (per esempio, la cessione di azioni o di un’automobile o, ancora, del mobilio di casa), l’atto è comunque valido e il nuovo acquirente può conservare il bene acquistato; ma il coniuge che ha agito autonomamente può essere condannato a ripristinare lo stato della comunione per come era prima del compimento dell’atto contestato (per esempio, ricomprando un bene dello stesso valore).

Lo ha affermato, di recente, la Cassazione [2].

La vicenda

La vicenda riguarda il caso di un coniuge in comunione dei beni che aveva prelevato arbitrariamente titoli azionari appartenenti alla comunione legale dei coniugi senza interpellare l’altro.

La motivazione della sentenza

Secondo la Suprema Corte, non è consentito al coniuge alienare a terzi beni comuni per soddisfarsi sul ricavato (ossia senza rimettere il ricavato nella comunione stessa). La comunione dei coniugi, infatti, è detta “vincolata” perché il singolo coniuge non può acquistare un cespite per sé in via esclusiva, salvo alcune modalità dettate dalla legge [3], né può vendere da solo dei beni della comunione.

A differenza degli atti di straordinaria amministrazione (il cui compimento spetta ad entrambi i coniugi, di comune accordo), l’ordinaria amministrazione dei beni in comunione può essere esercitata anche disgiuntamente dai due sposi [4]: ossia ciascuno può agire anche senza bisogno di consultare prima l’altro.

note

[1] Art. 184, comma 3, cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 25625 del 14.09.2013.

[3] Artt. 179 e 210 cod. civ.

[4] Art. 180, comma 1, cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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