Conto corrente pignorabile in tutta Europa

10 Ottobre 2020 | Autore:
Conto corrente pignorabile in tutta Europa

All’esame del Consiglio dei ministri il decreto che consente il sequestro preventivo dei rapporti bancari di un debitore in un altro Paese Ue.

Il debitore che pensa di poter mettere al sicuro i suoi soldi aprendo un conto corrente in un altro Paese dell’Unione europea si sbaglia di grosso: il creditore può chiedere al presidente del tribunale l’autorizzazione per scovare quel rapporto bancario presso l’anagrafe dei conti e procedere, così, al pignoramento. Lo prevede un decreto legislativo che il Consiglio dei ministri vaglierà la prossima settimana e che allarga a tutto il territorio dell’Ue la possibilità di rintracciare il conto corrente di un debitore.

Il Governo recepisce così il Regolamento europeo sulla procedura per il sequestro conservativo sui conti bancari, approvato nel 2014 [1] per semplificare il recupero dei crediti tra Stati membri in materia civile e commerciale. Il tribunale può emanare un provvedimento per il blocco dei fondi detenuti nel conto corrente di un debitore, anche se il rapporto si trova in un altro Paese dell’Unione. Non tutti, però: restano esclusi i crediti fiscali, amministrativi o doganali; i diritti patrimoniali che derivano dal rapporto coniugale o da testamenti e successioni ed i crediti nei confronti di procedure fallimentari o simili, oltre ad alcune categorie di conti particolarmente protetti.

Il creditore, per ottenere il provvedimento del tribunale, deve documentare che c’è un rischio concreto. L’ordinanza non viene comunicata al debitore prima della sua emissione, per evitare che questi trovi in modo di non far rintracciare il rapporto bancario. Sempre dietro l’autorizzazione del giudice, il creditore può chiedere delle informazioni sul conto del debitore alle autorità preposte dello Stato membro in cui è stato attivato il rapporto da pignorare.

Restano escluse dal sequestro preventivo le somme necessarie al sostentamento del debitore e della sua famiglia. Il debitore, infine, avrà la possibilità di presentare ricorso per chiedere il risarcimento di eventuali danni provocati dall’ordinanza di sequestro.


note

[1] Regolamento Ue n. 655/2014.


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