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Covid-19: obbligo didattica a distanza per singolo alunno?

17 Ottobre 2020
Covid-19: obbligo didattica a distanza per singolo alunno?

Sono una docente di una scuola secondaria di primo grado (ex scuola media) appartenente ad un istituto comprensivo. Succede che un alunno di una classe viene messo in quarantena in quanto risultato positivo al tampone per il coronavirus. I compagni e i docenti invece continuano le lezioni in presenza come sempre. 

Il dirigente scolastico impone ora al consiglio di classe di coordinarsi ed accordarsi (senza peraltro convocare il consiglio stesso) per attivare la Didattica Digitale Integrata tramite collegamento on line dell’alunno alla classe durante l’orario delle lezioni. 

Premetto che il Collegio dei Docenti non ha ancora deliberato il Piano Scolastico per la Didattica a Distanza previsto dal D.M. n. 39 del 26 giugno 2020 e le cui linee guida sono state emanate con D.M. n. 89 del 7 agosto 2020. 

Nei documenti del ministero, ho trovato ribadito più volte che per gli ordini di scuola inferiori alla scuola secondaria di secondo grado, la DDI si attiva solo nel caso di “sospensione delle lezioni”. Il dirigente scolastico nonostante ciò, ha inviato una comunicazione ai docenti in cui minaccia provvedimenti disciplinari. Chiedo è lecito tutto ciò? 

Come da Lei correttamente indicato, la didattica digitale integrata, intesa come metodologia innovativa di insegnamento-apprendimento, è rivolta a tutti gli studenti della scuola secondaria di II grado, come modalità didattica complementare che integra la tradizionale esperienza di scuola in presenza, nonché, in caso di nuovo lockdown, agli alunni di tutti i gradi di scuola, secondo le indicazioni impartite nel presente documento.

Tuttavia, proseguono le linee guida, la progettazione della didattica in modalità digitale deve tenere conto del contesto e assicurare la sostenibilità delle attività proposte e un generale livello di inclusività, evitando che i contenuti e le metodologie siano la mera trasposizione di quanto solitamente viene svolto in presenza.

Certo è che è compito di “ogni istituzione scolastica del Sistema nazionale di istruzione e formazione” definire le modalità di realizzazione della didattica digitale integrata, in un equilibrato bilanciamento tra attività sincrone e asincrone.

Quello che rileva dalle linee guida, a parere di chi scrive, è che la didattica a distanza può essere avviata anche fuori dai casi riguardanti la scuola secondaria di II grado, o di un eventuale lockdown.

Si specifica, infatti, che per quei due casi, la didattica diventa obbligatoria, ma non si lascia intendere che sia vietata per gli altri casi.

Per tali motivi, ogni istituzione scolastica può valutare l’opportunità di avviare tale metodologia, in presenza di particolari situazioni necessitate.

Tuttavia, il dirigente scolastico non può minacciare i docenti di un’eventuale sanzione disciplinare, senza aver provveduto alla convocazione di un vero e proprio consiglio d’istituto, avente ad oggetto le modalità di svolgimento della didattica a distanza.

Non esiste, infatti, alcun provvedimento, ad oggi, che vi imponga tale modus operandi.

Solo dopo che il dirigente avrà provveduto alla convocazione e all’emanazione del relativo provvedimento, sorgerà in capo a tutti i docenti l’obbligo di rispettare le regole previste in quella delibera.

Pertanto, il mio consiglio è quello di riunirvi, tutti i docenti interessati alla questione, e di inviare, anche a mezzo legale, una nota dove esplicitate i problemi così come sopra esposti, rappresentando l’impossibilità a provvedere, senza una espressa delibera istituzionale del dirigente.

Dopodiché, attenderei il riscontro.

Nella denegata ipotesi in cui il dirigente dovesse procedere alla notificazione di un provvedimento disciplinare, allora non ci sarebbe altra soluzione che impugnare il provvedimento davanti il giudice competente, rappresentando le ragioni che vi hanno bloccato nell’eseguire la didattica a distanza e così provando l’illegittimità della sanzione disciplinare.

Ovvio è che la lettera formale prevista al primo step vi permetterebbe di dimostrare in un futuro giudizio che, da parte Vostra, non c’è stato ostruzionismo, ma solo impossibilità nell’eseguire le modalità richieste.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



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