Covid, l’Inps: la quarantena non è sempre malattia

12 Ottobre 2020
Covid, l’Inps: la quarantena non è sempre malattia

Novità in arrivo: essere rinchiusi in casa a causa del Coronavirus non sempre dà diritto a un’esenzione dal lavoro o a tutele previdenziali. 

Il lavoratore che si trova isolato in casa per via del Covid non è detto possa considerare i giorni di «reclusione forzata» come malattia. Lo spiega una nota dell’Inps, che introduce dei cambiamenti rispetto a quanto inizialmente previsto dal decreto Cura Italia di marzo.

Se, infatti, la normativa prevedeva un’equiparazione tra quarantena e malattia, l’Inps, invece, adotta nuove regole che smentiscono l’automatismo o, comunque, lo limitano. Un conto è che sia la Asl a ordinare la quarantena, a seguito di tampone positivo, o l’isolamento perché si è stati a contatto con dei positivi: in tal caso, i giorni passati a casa saranno malattia a tutti gli effetti.

Tutt’altra storia, invece, è il cosiddetto «lockdown locale», misura che si sta adottando in quelle comunità che si blindano temporaneamente per l’elevato numero di contagi. Qui, la presenza di un provvedimento amministrativo non basterà a configurare la malattia. In realtà, non c’è nulla di nuovo: lo stesso decreto Cura Italia prevedeva la necessità di una decisione dell’autorità sanitaria (e non di un Comune o di una Regione) per riconoscere le tutele della malattia.

L’Inps specifica che la malattia conclamata dà diritto «ad accedere alla corrispondente prestazione previdenziale, compensativa della perdita di guadagno». Questo vale, naturalmente, per tutti i lavoratori, per esempio per chi contrae l’infezione e ha sintomi evidenti.

Si potrebbe pensare che l’automatismo possa applicarsi, in particolare, ad alcune categorie come i cosiddetti «lavoratori fragili». Sbagliato: neanche per loro vige l’equazione quarantena = malattia. Lavoreranno da casa laddove possibile. Questo perché, come fa notare l’Inps, isolamento o quarantena «non configurano un’incapacità temporanea al lavoro per una patologia in fase acuta tale da impedire in assoluto lo svolgimento dell’attività lavorativa. È invece evidente che in caso di malattia conclamata il lavoratore è temporaneamente incapace al lavoro, con diritto ad accedere alla corrispondente prestazione previdenziale, compensativa della perdita di guadagno».

L’accesso alla tutela per malattia, inoltre, prosegue l’Inps, «non può che provenire sempre da un procedimento eseguito dalle preposte autorità sanitarie italiane»: notazione che riguarda i lavoratori in quarantena/isolamento all’estero.

Infine, niente malattia per chi è in cassa integrazione, anche in caso di ricovero in ospedale dopo aver contratto il Covid. Il motivo sta nel fatto che la tutela della cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga è prevalente su quella della malattia. Soprattutto, comporta uno stop degli obblighi contrattuali con l’azienda.



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