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Nuova riforma giustizia: rito sommario per cause semplici, più poteri all’ufficiale giudiziario

Pubblicato il 5 dicembre 2013

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> Pubblicato il 5 dicembre 2013

La motivazione sarà su richiesta e a pagamento; il magistrato può anche disporre d’ufficio il passaggio da rito ordinario a sommario; Consulenza tecnica d’obbligo.

Con il nuovo disegno di legge, che a breve passerà al voto del Consiglio dei ministri, sono numerose le novità che il ministro della giustizia ha disegnato per il processo di primo grado. Il Governo avrà una delega, esercitabile entro massimo 9 mesi, per riformare l’intero processo.

Vengono accelerati i tempi di definizione del processo, dando massimo potere e spazio al giudice. Così, per le cause meno complesse, per la cui decisione è necessaria un’istruttoria semplice, si avrà una prima comparizione delle parti con le regole del rito sommario di cognizione.

Il giudice di primo grado, quando lo ritiene opportuno, potrà emettere sentenza con solo riferimento alle norme interessate e ai fatti rilevanti, riservandosi la motivazione solo se richiesto dalle parti. Queste ultime però dovranno, se intendono ottenere i motivi della decisione ai fini dell’impugnazione, procedere a un versamento anticipato del contributo unificato previsto per l’appello.

Secondo il Ministro Cancellieri, si tratta di misure che dovrebbero permettere una “rilevantissima” riduzione dei tempi dei processi civili, tenuto conto del basso tasso di impugnazione dei processi civili e dei tempi mediamente necessari per la redazione delle motivazioni delle sentenze.

Lo stesso disegno di legge mira a riformare anche il processo di secondo grado con rilevanti novità (leggi l’articolo “Giudice unico anche in appello: così cambia il secondo grado di giudizio”).

Per le controversie sui risarcimenti danni da incidenti stradali si vuole rendere obbligatoria, come condizione di procedibilità da rispettare, una consulenza tecnica preventiva.

Per quanto, infine, riguarda l’esecuzione forzata, al fine di rendere più efficiente il nostro sistema, si prevede un rafforzamento dei poteri di ricerca da parte dei beni dell’ufficiale giudiziario, attenuando l’asimmetria informativa tra creditore e debitore sugli asset patrimoniali di quest’ultimo. L’ufficiale giudiziario potrà, così, accedere alle banche dati pubbliche con dati rilevanti ai fini dell’esecuzione, l’anagrafe tributaria in primo luogo, compreso l’archivio dei rapporti finanziari.

note

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. tempi certi? imporre ai magistrati termini PERENTORI per sciogliere le riserve e per depositare le motivazioni. IMPORRE ai magistrati più presenza in tribunale. ma sopratutto BANDIRE NUOVI CONCORSI per il personale di cancelleria!!!

  2. E come faccio a decidere se voglio appellare senza prima leggere la motivazione??
    Lo spiegano loro ai clienti che non è dato sapere perché il giudice ha respinto le domande e che devono pagare un altro contribuo per saperlo?
    Se la macchina della giustizia è inefficiente non basta impedirne l’accesso per risolvere la situazione.

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