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Giudice unico anche in appello: così cambia il secondo grado di giudizio

5 Dicembre 2013
Giudice unico anche in appello: così cambia il secondo grado di giudizio

No al collegio per alcune controversie; motivazione con rinvio alla sentenza di primo grado.

Tutto è pronto per la riforma dell’appello: il nuovo disegno di legge messo a punto dal ministro della giustizia Cancellieri sta per passare dal vaglio del Consiglio dei ministri. Le novità sostanziali sono di massimo rilievo: giudice unico anche nel secondo grado, motivazione della sentenza a richiesta, passaggio d’ufficio al rito sommario. Ma c’è anche spazio per la revisione dell’esecuzione forzata e della disciplina delle garanzie mobiliari reali.

Il disegno di legge introduce una delega al Governo, da esercitare entro 9 mesi dall’approvazione, per innalzare il livello di efficienza del processo civile.  Lo stesso disegno ridisegna completamente il giudizio di primo grado (leggi l’articolo: Nuova riforma giustizia: rito sommario per cause meno complesse e più poteri all’ufficiale giudiziario).

Il giudice d’appello potrà rinviare alla motivazione del provvedimento impugnato nei casi in cui questo deve essere confermato in tutto o in parte. Ciò sulla scorta della constatazione che, attualmente, l’appello, quando viene respinto (nel 77% delle impugnazioni), presenta una motivazione che ricalca quella di primo grado.

Viene aggiunta la figura del giudice di secondo grado in composizione monocratica. Addio, quindi, camera di consiglio e sottoscrizione della sentenza da parte del presidente del collegio.

La competenza del giudice di appello monocratico è tuttavia circoscritta ad alcune materie: condominio, diritti reali e possesso, divisione, comodato, locazione, affitto di aziende, risarcimento danni da incidente stradale e quelle per le quali serve un accertamento tecnico preventivo obbligatorio.


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Autore immagine: 123rf.com


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