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Assegno protestato: ultime sentenze

26 Novembre 2020
Assegno protestato: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze sull’emissione di assegni a vuoto e sul risarcimento del danno per protesto illegittimamente sollevato.

Assegno protestato

Sussiste l’obbligo di risarcire i danni d’immagine e patrimoniali subiti da chi è stato ingiustamente segnalato alla centrale rischi per un assegno indebitamente protestato e per l’inserimento del nominativo della società nell’apposito registro della camera di commercio.

(L’amministratore di una s.p.a. ricorreva in tribunale per la sospensione del suddetto avviso e per inibire o far cancellare l’indicazione di un assegno protestato dal citato registro. Il g.o., prendendo atto della nullità del titolo postdatato, ha accolto le richieste dell’impresa ordinando la prosecuzione della lite nel merito per la quantificazione dei danni a carico dell’ente e della banca trattataria).

Tribunale Torino sez. fer., 19/08/2011

Responsabilità della banca

In tema di responsabilità della banca quando il prelievo dal conto corrente viene effettuato dalla banca in maniera illegittima ma è comunque di importo insufficiente a garantire la provvista necessaria per l’assegno protestato, la condotta illecita dell’istituto di credito non riveste efficacia causale determinante nella produzione delle conseguenze pregiudizievoli.

Tribunale Roma, 04/03/2003

Emissione di assegno a vuoto

In tema di emissione di assegno a vuoto, ai fini della concessione o del diniego della circostanza attenuante della riparazione del danno, il possesso dell’assegno protestato da parte dell’imputato non costituisce prova idonea dell’intervenuto risarcimento del danno, che presuppone non soltanto il versamento della somma portata dal titolo, ma anche l’integrale soddisfacimento di ogni altra ragione creditoria, direttamente derivante dal già consumato inadempimento dell’obbligo di pagamento all’indicata scadenza dello stesso titolo nei termini di cui agli artt. 1223 e 1224 c.c.

Cassazione penale sez. V, 21/11/1983

Protesto illegittimamente sollevato

In tema di risarcimento del danno per protesto illegittimamente sollevato, deve ritenersi che assuma efficacia causale esclusiva nella produzione del danno asseritamente subito la condotta di chi, a fronte della chiusura del rapporto di conto corrente, provvede comunque a versare una somma atta a coprire l’assegno successivamente protestato, atteso che l’avvenuta accettazione, da parte della banca, qualche giorno prima dell’emissione del titolo, di un versamento di importo pari a quello dell’assegno, in assenza di un rapporto contrattuale che giustifichi tale dazione, è tale da determinare in capo alla banca, quale indebito oggettivo, solo l’obbligo di restituzione previsto dall’art. 2033 c.c. ma non può in alcun modo fare ritenere legittimamente la parte autorizzato all’emissione di assegni sul conto corrente in questione in assenza di elementi che giustifichino l’avvenuta riapertura del conto corrente stesso.

Cassazione civile sez. III, 17/09/2013, n.21163

Riparazione di ogni pregiudizio economico

In tema di emissione di assegni a vuoto, per l’applicabilità della attenuante della riparazione del danno è richiesta la rigorosa dimostrazione non solo del pagamento della somma portata dal titolo, ma anche dell’effettiva riparazione di ogni altro pregiudizio economico, rappresentato dalle spese, dagli interessi, dal lucro cessante od altro, di guisa che detta dimostrazione non può dirsi raggiunta con la semplice estinzione dell’assegno protestato.

Cassazione penale sez. V, 09/12/1977

La pubblicazione del protesto di un assegno bancario

La pubblicazione del protesto di un assegno bancario eseguita con la dicitura per smarrimento come da denuncia è inidonea a produrre un giudizio di disvalore e/o danno alla reputazione e/o allarme nel ceto creditizio nei confronti del soggetto protestato.

Tribunale Bari sez. II, 27/07/2012, n.2718

La produzione di copia autentica dell’assegno protestato

Ai fini dell’applicabilità dell’attenuante del risarcimento del danno ai sensi dell’art. 62 n. 6 c.p. la produzione di copia autentica dell’assegno protestato da parte dell’obbligato principale costituisce prova idonea del pagamento del titolo, sempre che la copia risulti rilasciata a norma dell’art. 343 comma 1 c.p.p.

Cassazione penale sez. V, 12/11/1981

L’applicabilità dell’attenuante della riparazione del danno

In tema di emissione di assegno a vuoto, per l’applicabilità dell’attenuante della riparazione del danno è richiesta la rigorosa dimostrazione non solo del pagamento della somma indicata dal titolo, ma anche dell’effettiva riparazione di ogni altro pregiudizio economico, rappresentato, ad esempio, dalle spese, dagli interessi, dal lucro cessante, così che tale dimostrazione non può dirsi raggiunta con la semplice estinzione dell’assegno protestato.

Cassazione penale sez. V, 17/11/1983



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6 Commenti

  1. Buongiorno, vorrei sapere se risulto protestato. Avevo 2 assegni non pagati dalla banca, ma pagati da me. Per uno la persona fisica è andata dal notaio a dichiarare la liberatoria, l’altro non riesco a ritrovarlo. Potete aiutarmi gentilmente?

    1. L’assegno bancario è pagabile a vista e può essere presentato per il pagamento nel termine di 8 giorni, se il titolo è pagabile nello stesso Comune in cui l’assegno è stato emesso, ed è quindi su piazza, oppure 15 giorni, se l’assegno è pagabile in altro Comune italiano, ed è, quindi, fuori piazza. Tali termini iniziano a decorre a partire dal giorno indicato nell’assegno bancario come data d’emissione del titolo. Il protesto è l’atto pubblico volto ad accertare la mancata accettazione o il mancato pagamento di un titolo di credito, sia esso una cambiale o un assegno bancario o postale. Come nel caso che ci occupa, per un assegno bancario, il protesto può essere contestato al correntista perché l’effetto è stato emesso senza autorizzazione oppure per mancanza di provvista sul conto corrente; dunque la banca non è nelle condizioni di poter pagare il titolo. Il protesto va levato da un notaio o da un ufficiale giudiziario o dal segretario comunale, prima che sia spirato il termine di presentazione.

      Poiché, da quanto si legge nel quesito, si trova in una situazione di incertezza, anche perché uno dei due assegni risulta introvabile, si suggerisce al lettore di fare una visura protesti in modo da consultare il registro informatico e verificare dunque la sua attuale posizione. La Visura Protesti per Persona Fisica Nazionale è il documento rilasciato dalla Camera di Commercio che elenca tutti i protesti a carico di persone fisiche e può essere richiesto anche online – esistono diversi siti internet che offrono il servizio al prezzo di poche decine di euro – semplicemente attraverso cognome, nome e codice fiscale. Dopo avere fatto chiarezza potrà decidere sul da farsi per porre rimedio a tale situazione.

  2. Buongiorno a tutti. Vi seguo con molto interesse e avrei bisogno del vostro aiuto. Ho emesso 2 assegni senza provvista sul mio conto corrente, poi protestati. Ho pagato alla beneficiaria le rate pattuite. Ma mi è stata notificata ordinanza ingiunzione. Posso fare ricorso?

    1. Non sembra che sussistano i presupposti per proporre un’opposizione avverso il provvedimento del Prefetto. Da quanto riferito, sembra che l’iter seguito dalla Prefettura per l’irrogazione corrisponda a quello previsto dalla legge. In primo luogo, infatti, la disciplina prevede la possibilità, onde evitare le sanzioni, di pagare l’assegno emesso senza provvista dopo la scadenza del termine di presentazione, ma detto pagamento deve comprendere l’importo dell’assegno, degli interessi, della penale e delle eventuali spese per il protesto o per la constatazione equivalente. Non solo. La prova dell’avvenuto pagamento deve essere fornita dal traente (cioè chi emette l’assegno) allo stabilimento trattario o, in caso di levata del protesto o di rilascio della constatazione equivalente, al pubblico ufficiale tenuto alla presentazione del rapporto. Detta prova deve essere fornita mediante quietanza del portatore con firma autenticata o, in caso di pagamento a mezzo di deposito vincolato, mediante attestazione della banca comprovante il versamento dell’importo dovuto. Da quanto riferito, non risultano effettuati i suddetti adempimenti – da considerarsi necessari – ed il procedimento amministrativo avviato presso la Prefettura ha continuato il suo corso. Il termine di prescrizione è di 90 giorni entro i quali notificare all’interessato gli estremi della violazione. L’interessato, entro trenta giorni dalla notifica, può presentare scritti difensivi e documenti. Non è previsto un termine per l’emanazione dell’ordinanza prefettizia per cui deve ritenersi che, in virtù dei principi generali, debba sottostare al termine quinquennale, con decorrenza dalla scadenza dei 30 giorni concessi all’interessato per presentare documenti e scritti difensivi.

  3. Gentilissimi, vi chiedo come posso risolvere un problema con banche e finanziamenti. Per un disguido un mio assegno è andato in protesto, come posso fare per risolvere? Vi ringrazio in anticipo.

    1. In caso di protesto, la miglior cosa da fare è di provvedere, quanto prima, entro 60 giorni dalla data di presentazione del titolo, al pagamento della somma esposta nell’assegno bancario e non saldata a causa della mancanza di provvista. A tale somma bisogna aggiungere la penale, gli interessi e le spese di protesto. Solo in questo modo, si eviterà di vedersi inflitte dalla Prefettura le sanzioni previste dalla normativa vigente e di essere ulteriormente segnalati alla Banca d’Italia (CAI). A tal fine, l’importo dovuto può essere versato direttamente al portatore del titolo o alla filiale della banca, costituendo un deposito vincolato in favore del creditore. Il debitore dovrò poi provare l’avvenuto alla banca (trattaria) e, se è stato levato il protesto, anche al pubblico ufficiale (notaio, ufficiale giudiziario, segretario comunale). Tuttavia, occorre ricordare che il pagamento tardivo di un assegno per mancanza di provvista entro 60 giorni dalla presentazione del titolo per l’incasso comporta comunque l’iscrizione del protesto nel relativo registro informatico tenuto dalla Camera di Commercio. La cancellazione dal registro informatico dei protesti tenuto dalla Camera di Commercio può avvenire solo con la riabilitazione, trascorso 1 anno dal protesto previa formulazione di apposita istanza, a meno che non si riscontrino vizi formali o sostanziali della procedura di protesto.

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