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Cosa sono i contributi figurativi

14 Ottobre 2020 | Autore:
Cosa sono i contributi figurativi

Copertura assicurativa Inps a favore del lavoratore durante la sospensione del rapporto: come funzionano gli accrediti figurativi.

Quando il lavoratore dipendente si assenta, il rapporto di lavoro viene temporaneamente sospeso: la prestazione lavorativa non viene svolta e viene meno, per il datore di lavoro, l’obbligo di corrispondere la retribuzione. Tuttavia, relativamente alla maggior parte delle assenze, la legge tutela il lavoratore, prevedendo l’erogazione di un’indennità e la copertura assicurativa delle assenze, che avviene con l’accredito dei contributi figurativi. Questa tutela, in determinate situazioni, è accordata anche ai lavoratori parasubordinati e autonomi, aventi diritto anch’essi agli accrediti figurativi.

Che cosa sono i contributi figurativi? Si tratta di contributi previdenziali che non sono versati dal datore di lavoro e non costituiscono un onere per il lavoratore, ma vengono accreditati convenzionalmente dall’Inps, in quanto risultano a carico della gestione previdenziale di competenza.

Questi contributi sono considerati utili, salvo le eccezioni stabilite dalla legge, sia al raggiungimento del diritto alla pensione, che all’ammontare dell’assegno pensionistico.

Nel dettaglio, i contributi figurativi sono accreditati per i periodi durante i quali il lavoratore non ha prestato attività lavorativa né dipendente, né autonoma, ma ha percepito un’indennità a carico della gestione di previdenza a cui è iscritto o ha percepito retribuzioni in misura ridotta.

L’accredito di contribuzione figurativa può spettare anche successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro, ad esempio in relazione ai periodi di disoccupazione indennizzata. I contributi figurativi non sono accreditati se il periodo risulta già coperto da altra contribuzione, a meno che non servano per integrare un periodo a retribuzione ridotta. Ma procediamo con ordine.

Quando spetta l’accredito dei contributi figurativi?

I contributi figurativi sono accreditati d’ufficio dall’Inps, cioè senza bisogno che il lavoratore inoltri un’apposita domanda per la copertura dei periodi, nelle seguenti ipotesi:

  • isopensione (si tratta di un’indennità di accompagnamento alla pensione di vecchiaia o anticipata ordinaria);
  • cassa integrazione guadagni ordinaria (cig o cigo);
  • cassa integrazione guadagni straordinaria (cigs);
  • contratti di solidarietà difensivi;
  • integrazioni salariali dei Fondi di solidarietà;
  • integrazioni salariali del Fondo di integrazione salariale Fis dell’Inps;
  • integrazioni salariali dei Fondi bilaterali;
  • disoccupazione coperta da indennità, come la Naspi, la disoccupazione agricola e la Dis-coll;
  • periodi di godimento della pensione ordinaria di inabilità (nei soli casi in cui risulti successivamente revocata per recupero della capacità lavorativa);
  • periodi di godimento dell’assegno ordinario di invalidità;
  • periodi di assistenza antitubercolare;
  • lavori socialmente utili.

Quando si può chiedere l’accredito dei contributi figurativi?

In altre ipotesi, l’accredito della contribuzione figurativa non spetta d’ufficio, ma su domanda:

  • servizio militare (art. 49 della L. 153/69) o servizio civile obbligatorio;
  • malattia di durata non inferiore a 7 giorni, entro il periodo massimo di copertura di 22 mesi; questa soglia non si applica agli inabili a seguito di infortuni sul lavoro;
  • congedo di maternità obbligatoria;
  • congedo di paternità;
  • periodo di maternità fuori dal rapporto di lavoro;
  • congedo parentale (cosiddetta maternità facoltativa) fruito entro i 6 mesi o entro i 6 anni di vita del bambino o entro il prolungamento per il figlio affetto da handicap; sono inclusi alcuni congedi straordinari Covid per genitori;
  • assenze per malattia del figlio entro il terzo anno di età;
  • permessi per allattamento;
  • congedo straordinario per l’assistenza di familiari con handicap grave;
  • permessi legge 104 per l’assistenza di familiari con handicap grave;
  • permessi legge 104 per lavoratori portatori di handicap grave;
  • aspettativa per funzioni pubbliche elettive o cariche sindacali;
  • permessi per donatori di sangue;
  • permessi per donatori di midollo osseo;
  • congedo per violenza di genere.

Dal 2013, l’accredito dei contributi figurativi viene comunque effettuato in via automatica dall’Inps, che risulta già in possesso delle informazioni per inserire i periodi utili a pensione nell’estratto conto previdenziale.

Solo in relazione agli eventi collocati al di fuori del rapporto di lavoro (ad esempio, malattia e maternità indennizzate al di fuori del rapporto di lavoro), il dipendente è tenuto a richiedere l’accredito della contribuzione figurativa all’istituto. La domanda di accredito va presentata anche in relazione agli eventi che, seppure verificatisi in costanza di rapporto lavorativo, si riferiscono ad anni in cui non era prevista la relativa dichiarazione a carico del datore di lavoro.

Si possono riconoscere i contributi figurativi per i periodi lavorati?

I contributi figurativi sono utilizzabili sia per coprire i periodi non lavorati, che per integrare periodi parzialmente coperti; in particolare, la contribuzione figurativa è accreditata:

  • a copertura, se il periodo nel quale si è verificata l’assenza o la sospensione del rapporto è completamente scoperto da versamenti;
  • ad integrazione, se nel periodo considerato risulta corrisposta una retribuzione ridotta, con conseguente accredito ridotto nell’estratto conto previdenziale del lavoratore.

Si può rinunciare ai contributi figurativi?

L’interessato generalmente può rinunciare all’accredito dei contributi figurativi, a meno che la contribuzione figurativa non risulti accreditabile d’ufficio in forza di norme imperative [1].

I contributi figurativi sono utili per la pensione?

Nella generalità dei casi, i contributi figurativi sono utili sia ai fini del diritto che dell’ammontare della pensione; in alcune ipotesi eccezionali, aumentano soltanto la misura dell’assegno pensionistico.

I periodi di malattia e di disoccupazione ordinaria indennizzata, ad esempio, presso determinate gestioni (Assicurazione generale obbligatoria ed alcune gestioni sostitutive) sono utilizzati solo per la determinazione dell’ammontare della pensione di anzianità (che ad oggi può essere ancora richiesta, ma soltanto da alcune categorie di lavoratori) e non ai fini del diritto al trattamento.

Ci sono poi dei contributi figurativi che sono utili solo al diritto alla pensione e non ad incrementarne l’ammontare, come la contribuzione relativa ai periodi di lavori socialmente utili.

Bisogna comunque tenere presente che non sempre la contribuzione figurativa utile al diritto a pensione consente di arrivare prima al pensionamento: questo accade soltanto quando il trattamento pensionistico desiderato prevede solo un requisito contributivo e nessun requisito anagrafico.

Marsilio, grazie all’accredito dei contributi figurativi, arriva a 25 anni totali di contribuzione anziché 20. Per ottenere la pensione di vecchiaia, deve comunque attendere i 67 anni di età. Può ottenere la pensione anticipata ordinaria, difatti, solo qualora possieda complessivamente almeno 42 anni e 10 mesi di contributi ed ottiene la pensione quota 100 soltanto con un minimo di 38 anni contributi complessivi. Di conseguenza, i contributi figurativi non consentono a Marsilio di arrivare prima al pensionamento.

Ci sono dei limiti per l’accredito dei contributi figurativi?

In generale, non sono previsti limiti all’accredito della contribuzione figurativa.

Tuttavia, per i lavoratori (dipendenti e autonomi) che non possono far valere periodi di contribuzione precedenti al 1° gennaio 1993, i contributi figurativi:

  • ai fini del diritto alla pensione di anzianità e alla pensione anticipata, non possono coprire più di 5 anni complessivi (260 settimane);
  • possono essere utilizzati senza limitazione ai fini del diritto e della misura di qualsiasi altro tipo di pensione.

Bisogna fare particolarmente attenzione, poi, per quanto riguarda le pensioni che possono essere riconosciute con il calcolo interamente contributivo, ai lavoratori privi di accrediti alla data del 31 dicembre 1995. I 20 anni di contribuzione previsti per la pensione anticipata contributiva a 64 anni ed i 5 anni di contribuzione necessaria al raggiungimento della pensione di vecchiaia contributiva a 71 anni, difatti, non comprendono gli accrediti figurativi, ma solo i versamenti effettivi.

Come si valutano i contributi figurativi ai fini della pensione?

Ai fini del calcolo della pensione, i contributi figurativi influiscono sulla retribuzione annua pensionabile e sul montante contributivo (cioè sulla somma dei contributi accreditati e rivalutati nell’estratto conto previdenziale) in modo differente, in base alla gestione di appartenenza, all’anzianità contributiva e al verificarsi di ulteriori peculiari situazioni

In particolare, ai fini del calcolo della retribuzione annua pensionabile, nonché in relazione alla liquidazione delle prestazioni a sostegno o integrazione del reddito, per i periodi successivi al 31 dicembre 2004, il valore da attribuire a ciascuna settimana di contributi figurativi è pari all’importo della normale retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore, in costanza di prestazione lavorativa. L’importo deve essere determinato dal datore di lavoro sulla base degli elementi retributivi ricorrenti e continuativi.

Per determinati periodi, il valore da attribuire è pari al 200% del valore massimo dell’assegno sociale proporzionato ai periodi di riferimento, salva la facoltà di integrazione da parte dell’interessato. Si tratta dei seguenti periodi non lavorati:

  • congedo parentale fruito entro i 6 mesi o entro i 6 anni di vita del bambino;
  • permessi per allattamento;
  • assenze per malattia del figlio di età tra i 3 e gli 8 anni.

note

[1] Circ. Inps 11/2013.


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