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Come si diventa magistrato?

13 Ottobre 2020 | Autore:
Come si diventa magistrato?

La magistratura rappresenta il sogno di molti studenti di giurisprudenza: l’iter da percorrere per accedere alla professione è abbastanza duro ma le possibilità di carriera e di guadagno ripagano degli sforzi.

Sarà capitato anche a te di sentire dire che i tempi della giustizia sono infiniti. Peraltro, hai potuto sperimentarlo sulla tua pelle, rimanendo per anni invischiato in una causa civile per questioni ereditarie, attendendo templi biblici prima della pronuncia della sentenza. Per non parlare dei processi penali, i quali dovrebbero svolgersi un po’ più celermente e, invece, si bloccano ad ogni piè sospinto tra rinvii infiniti da fare perdere la pazienza anche ai più tranquilli. La ragione di tutti questi ritardi spesso è da imputarsi ad una cronica carenza d’organico della magistratura a fronte di un concorso per l’accesso alla professione assai macchinoso e complesso.

Inoltre, coloro che ne escono vincitori spesso sono di meno rispetto ai posti disponibili. Tuttavia, molti candidati partecipano, ogni volta, alle selezioni bandite dal ministero della Giustizia. Ma come si diventa magistrato? Prima di spiegare tutta la procedura all’uopo prevista, è opportuno evidenziare che accanto ai magistrati ordinari, quelli cioè che superano l’apposito concorso ed esercitano la funzione giurisdizionale a tempo indeterminato, esistono pure i magistrati onorari, che vengono nominati se in possesso di determinati requisiti e per un periodo di tempo determinato. In più, questi ultimi possono svolgere l’attività compatibilmente con altre occupazioni lavorative e professionali senza instaurare alcun rapporto di pubblico impiego.

In cosa consiste il lavoro di un magistrato

Il magistrato è un funzionario pubblico, che esercita poteri giudiziari ed amministra la giustizia nel rispetto della legge ed in nome dello Stato. Applica le norme di diritto, secondo i principi di imparzialità, indipendenza ed equità, ai casi concreti, durante i processi civili, penali ed amministrativi.

Tra i compiti che un magistrato è chiamato a svolgere rientrano tra l’altro:

  • l’esame e la verifica della documentazione e degli atti processuali allo scopo di raccogliere e valutare tutti gli elementi che possono rivelarsi utili per la conduzione dell’udienza e la decisione;
  • la tenuta delle udienze e l’istruzione dei processi mediante ad esempio l’assunzione di testimoni e gli interrogatori delle parti;
  • la raccolta delle prove necessarie e l’ammissione delle richieste delle parti, se ritenute opportune;
  • la pronuncia delle sentenze;
  • la predisposizione delle misure cautelari nei casi di urgenza.

Le attività del magistrato, altresì, possono essere di tipo:

  1. giudicante, sia nel settore civile sia in quello penale, se il magistrato assume le decisioni e giudica le controversie/processi. In tal caso si parla più propriamente di giudici;
  2. requirente, limitatamente al settore penale, se il magistrato partecipa al processo quali pubblico ministero, senza giudicarlo bensì conducendo le indagini, formulando e sostenendo le accuse ed esprimendo le relative richieste al magistrato che deciderà la causa.

A seconda della giurisdizione esercitata, è possibile distinguere:

  • magistrati ordinari, che operano nel settore civile e penale;
  • magistrati contabili, i quali si occupano delle controversie in materia di tasse ed imposte;
  • magistrati militari, competenti per i reati commessi dagli appartenenti alle forze armate (militari);
  • magistrati amministrativi, ai quali spetta giudicare le cause aventi ad oggetto l’eventuale lesione di interessi legittimi da parte della Pubblica amministrazione.

Come si diventa magistrato

Per diventare magistrato occorre superare un concorso pubblico per esami ed essere in possesso di determinati requisiti [1].

In particolare, bisogna avere conseguito un diploma di laurea in giurisprudenza al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e, successivamente, occorre avere:

  1. conseguito il diploma presso una scuola di specializzazione per le professioni legali (Sspl) [2];
  2. conseguito il dottorato di ricerca in materie giuridiche;
  3. conseguito il diploma di specializzazione in una disciplina giuridica, al termine di un corso di studi della durata non inferiore a due anni presso le scuole di specializzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162;
  4. concluso positivamente lo stage presso gli uffici giudiziari o aver svolto il tirocinio professionale per diciotto mesi presso l’Avvocatura dello Stato [3];

Gli atri requisiti richiesti per l’ammissione al concorso in magistratura sono:

  • essere cittadino italiano;
  • avere l’esercizio dei diritti civili;
  • essere di condotta incensurabile;
  • non essere stato dichiarato per tre volte inidoneo al concorso per esami alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda;
  • possedere gli altri requisiti richiesti dalle leggi vigenti.

Al concorso possono partecipare anche altre categorie di persone ovvero:

  • i magistrati amministrativi e contabili;
  • i procuratori dello Stato che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • i dipendenti pubblici con qualifica dirigenziale, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito del superamento di un concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • gli appartenenti al personale universitario di ruolo docente di materie giuridiche in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • gli abilitati all’esercizio della professione forense e, se iscritti all’albo degli avvocati, non incorsi in sanzioni disciplinari;
  • coloro che hanno svolto le funzioni di magistrato onorario (giudici di pace, giudice onorario di tribunale, vice procuratore onorario, giudice onorario aggregato) per almeno sei anni senza demerito, senza essere stati revocati e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari.

Come si partecipa al concorso in magistratura

Il concorso in magistratura viene bandito dal ministero della Giustizia e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

La domanda di partecipazione si può inoltrare tramite il sito www.giustizia.it con un proprio account personale previa registrazione. Vanno, quindi, inseriti i propri dati anagrafici ed dopo avere provveduto al pagamento di una tassa di concorso pari a 50 euro, il sistema consente l’invio della domanda.

Come si svolge il concorso in magistratura

Il concorso in magistratura si compone di tre prove scritte e di una orale.

Le prove scritte consistono nello svolgimento di tre elaborati teorici, che vertono rispettivamente in diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo. I candidati hanno a disposizione otto ore dalla dettatura della traccia e possono utilizzare codici non commentati ovvero nei quali non sono presenti elaborazioni della dottrina e/o della giurisprudenza [4].

Le prove scritte si considerano superate se si ottiene il punteggio di almeno 12/20 per ciascun elaborato. Solo se si superano le prove scritte è possibile accedere alla prova orale.

La prova orale consiste in un colloquio su diverse materie quali:

  • diritto civile ed elementi fondamentali di diritto romano;
  • procedura civile;
  • diritto penale;
  • procedura penale;
  • diritto amministrativo, costituzionale e tributario;
  • diritto commerciale e fallimentare;
  • diritto del lavoro e della previdenza sociale;
  • diritto comunitario;
  • diritto internazionale pubblico e privato;
  • elementi di informatica giuridica e di ordinamento giudiziario.

È previsto, altresì, un colloquio su una lingua straniera, indicata dal candidato al momento della domanda di partecipazione, scelta tra inglese, spagnolo, francese e tedesco.

Cosa succede dopo aver superato il concorso in magistratura

Una volta superato il concorso, il magistrato di prima nomina, detto uditore giudiziario, deve seguire un periodo di tirocinio di almeno 18 mesi, frequentando corsi teorico-pratici presso la Scuola superiore della magistratura e sessioni presso uffici giudiziari.

Queste ultime prevedono un tirocinio:

  1. generico, in cui l’ uditore giudiziario affianca un magistrato già in servizio nello svolgimento delle funzioni giudiziarie;
  2. ed uno mirato, durante il quale il magistrato approfondisce le funzioni che svolgerà in concreto quando entrerà in servizio effettivo presso un ufficio giudiziario.

Al termine del tirocinio, il Csm (Consiglio superiore della magistratura) valuta l’idoneità del magistrato al quale, in caso di giudizio positivo, vengono conferite le funzioni giurisdizionali ed assegnata una sede di servizio. Viceversa, se il giudizio è negativo, il magistrato dovrà frequentare un ulteriore periodo di tirocinio della durata di 1 anno.

Quanto guadagna un magistrato

Lo stipendio di un magistrato dipende dall’anzianità di servizio, dal tipo di giurisdizione alla quale appartiene (ad esempio, se si tratta di un giudice ordinario oppure di uno amministrativo) e dal grado della giurisdizione se superiore o meno, quale ad esempio la Corte d’Appello o la Corte di Cassazione. A queste ultime due si può accedere solo dopo anni di carriera e dopo avere maturato una certa esperienza.

Per avere un’idea concreta dei guadagni di un magistrato, ecco alcuni esempi.

La retribuzione di un magistrato ordinario durante il primo anno di lavoro è di circa 2.200 euro netti al mese, che aumenta in base all’anzianità di servizio. Dopo 4 anni di lavoro, lo stipendio può arrivare a 3.600 euro netti al mese.

Se si ha un’anzianità di servizio di almeno 20 anni, la retribuzione può arrivare a circa 5.800 euro al mese mentre a fine carriera può arrivare a 7.500 euro netti mensili.

Lo stipendio di un magistrato amministrativo, invece, può andare dai 5.000 euro mensili ad inizio carriera ai 15.000 euro netti mensili a fine carriera.

Un magistrato della Corte d’Appello può guadagnare inizialmente 5.877 euro al mese e, ogni anno e mezzo, può avere l’aumento della busta paga fino ad arrivare a 6.690 euro al mese, che diventano 8.764 euro con le indennità.

Un magistrato di una giurisdizione superiore, ad esempio, della Corte di Cassazione può arrivare ad oltre 90.000 euro all’anno.


note

[1] L. 30.07.2007 n. 111, che ha modificato il D.L. n.160 del 5.04.2006.

[2] Art. 16 D.Lgs n. 389/1997 e ss. mod.

[3] Art. 73 del D.L. n. 69 del 21.06.2013, nel testo vigente a seguito dell’entrata in vigore del D.L. n. 90 del 24.06.2014, convertito con L. n. 114 del 11.08.2014.

[4] Art. 7 R.D. 1860/25 ed art. 3 D.M. 20/06/2007.


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