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Sintomi bruxismo

13 Ottobre 2020 | Autore:
Sintomi bruxismo

Segnali, cause, diagnosi, cura e prevenzione dell’abitudine a serrare o a digrignare i denti. È possibile pagare a rate il dentista?

Stai vivendo un periodo di forte stress e ansia a causa del lavoro. Il tuo capo ti chiede continuamente di fare degli straordinari che, come spesso accade, non vengono segnati in busta paga. Oltre a sentirti sfruttato professionalmente, hai difficoltà a far fronte alle diverse spese mensili. Più volte, hai manifestato il tuo disappunto. Hai anche spiegato quali sono le tue esigenze economiche, ma il tuo datore di lavoro ha fatto «orecchie di mercante». È palese che non ha alcuna intenzione di cambiare le cose. Quindi, le alternative sono due: ti accontenti della tua retribuzione oppure conosci la porta di uscita. Ovviamente, non puoi permetterti di lasciare il tuo lavoro e rinunciare a quella sicura, seppur piccola, entrata economica.

Pertanto, gli straordinari non pagati ti causano stress, mentre le spese mensili (auto, affitto, cibo, bollette, ecc.) fanno salire i tuoi livelli di ansia perché temi di non riuscire ad arrivare a fine mese. Questa situazione è anche causa della tua insonnia e del serramento dei denti durante il giorno che ti ha provocato l’ingrossamento dei muscoli della guancia e il dolore ai muscoli masticatori (classici sintomi del bruxismo).

Magari sei uno studente universitario. Sei in piena sessione. Devi sostenere un esame impegnativo. Pur di riuscire a preparare tutto il programma, senza tralasciare nulla, per il prossimo appello, stai sui libri dalla mattina alla sera. In più, fai qualche approfondimento per «entrare nella materia» e non imparare i concetti a memoria. Così facendo, però, la mole di studio e la tua ansia aumentano considerevolmente. Dormi pochissime ore ogni notte. Per giunta, dormi pure male. Scarichi l’ansia e lo stress durante il sonno e questo ti porta al digrignamento dei denti. Di recente, hai notato alcune incrinature verticali dello smalto dentale. Come mai?

Devi sapere che il serramento e/o il digrignamento dei denti sono condizioni del bruxismo. Si tratta di un’attività parafunzionale, in quanto non rientra nella funzione propria della bocca, come altre abitudini quotidiane (ad esempio, la masticazione di una chewingum). Ma quali sono i sintomi del bruxismo? Quali sono le cause? Come avviene la diagnosi?

Se desideri saperne di più sull’argomento, prosegui nella lettura del mio articolo. A seguire troverai l’intervista al dr. Alessandro Porro, odontoiatra specializzato in ortodonzia. Dopodiché, ti spiegherò se è possibile chiedere un pagamento dilazionato al dentista.

Cos’è il bruxismo?

È una condizione clinica caratterizzata dalla cosiddetta parafunzione, cioè da un’attività del sistema muscolare masticatorio e delle articolazioni temporo-mandibolari che va oltre la normale funzione. Non è quindi da considerarsi una vera e propria patologia, ma per questo non deve essere sottovalutata. Questa condizione si divide in due principali tipologie che possono anche coesistere. Si tratta del serramento e del digrignamento.

Infine, la parafunzione si manifesta principalmente durante il sonno; tuttavia, esistono pazienti che sviluppano questa condizione anche durante il giorno.

Quali sono i sintomi del bruxismo?

Dipende da quale tipo di parafunzione abbiamo. Generalmente, il digrignamento si manifesta con una lenta usura degli elementi dentari che, nel tempo, perdono la loro anatomia caratterizzata da cuspidi e fosse, per diventare via via sempre più piatti. Gli elementi dentari anteriori diventano sempre più bassi e spesso cominciano a fratturarsi. Nei giovani, dove i denti sono più robusti, si possono notare delle incrinature verticali dello smalto.

Se invece abbiamo a che fare con il serramento, per il paziente diventa più difficile percepirlo in quanto i denti non si consumano e si danneggiano meno rispetto al bruxista. Inoltre, risentono meno dei carichi in quanto abituati a reggere le forze sviluppate dalla masticazione. Ciò che però va in sovraccarico sono, in prima battuta, la muscolatura masticatoria e, secondariamente, l’articolazione temporo-mandibolare che non è strutturata per sopportare carichi ma solo per gestire il movimento mandibolare.

In questi pazienti, i sintomi primari sono di tipo muscolare, con senso di affaticamento, dolore muscolare a livello della guancia dove c’è il muscolo massetere oppure a livello delle tempie dove invece c’è il muscolo temporale. Man mano che questa condizione clinica si protrae nel tempo, altri muscoli (ad esempio, quelli del collo) cominciano ad affaticarsi ed infine comincia a risentire del carico anche l’articolazione ed il paziente comincia a manifestare dolore in zona pre-auricolare (appena avanti all’orecchio), acufeni ed altri sintomi connessi all’orecchio. Motivo per cui, spesso, è l’otorino a vedere questi pazienti per la prima volta. Alcuni pazienti, invece, manifestano mal di testa spesso correlati alla cefalea muscolo tensiva.

Può fare un esempio a riguardo?

Nel descrivere la condizione del paziente serratore, faccio sempre l’esempio dell’attività sportiva. Dopo una sessione di allenamento intensa, nei giorni successivi la muscolatura risente dell’attività svolta, motivo per il quale l’allenamento va alternato a periodi di riposo. Se l’attività intensa non prevede pause, ci si comincia ad infortunare con strappi, contratture e dolori articolari.

In cosa consistono il serramento e il digrignamento dentale?

Il serramento è caratterizzato dalla contrazione dei muscoli elevatori mandibolari, principalmente massetere e temporali. La posizione della mandibola è stabile e la forza si scarica a livello dei denti e delle articolazioni. Nel bruxista, l’attività muscolare è comunque presente, ma in questo caso la mandibola si muove lateralmente e in avanti, generando lo sfregamento dei denti delle 2 arcate tra di loro e contribuendo alla loro usura nel tempo.

Quali sono le cause del bruxismo?

L’eziologia del bruxismo è multifattoriale. Diciamo che sicuramente la qualità del sonno ed il nostro stile di vita come anche la presenza di disturbi emotivi e psicologici (ad esempio, se si soffre di ansia generalizzata e di attacchi di panico) giocano un ruolo fondamentale.

Per quanto riguarda invece le cause legate all’occlusione dentale, cioè a come chiudiamo i denti, la letteratura scientifica si sta via via allontanando da una correlazione diretta. Le problematiche legate alla bocca possono riguardare le malocclusioni (ci riferiamo a denti mal posizionati che favoriscono un errato incastro dell’articolato dentale) oppure le problematiche possono essere legate ad una carenza di elementi dentali (la perdita progressiva degli elementi dei settori posteriori, soprattutto se questa perdita è sbilanciata tra i due lati della bocca).

Inoltre, i pazienti che hanno delle riabilitazioni sugli impianti tendono a stringere e digrignare di più rispetto a chi ha i propri denti, in quanto gli elementi dentari inviano al cervello dei segnali per ridurre la contrazione muscolare se sottoposti a carico. Gli impianti ovviamente non hanno questa capacità. Non sempre quindi quando vi è un problema occlusale, questo genera o aumenta una parafunzione.

In presenza delle diverse cause, come bisogna procedere?

È buona regola intervenire in prima battuta sui fattori legati allo stress psico-fisico. Se vi sono delle problematiche occlusali, bisogna inserire un ortotico (il bite) e, solo se quest’ultimo è risolutivo, occorre intervenire sull’occlusione con un allineamento dentale oppure con una riabilitazione protesica degli elementi mancanti.

Quali sono i soggetti maggiormente colpiti dal bruxismo?

Diciamo che il soggetto più predisposto al bruxismo notturno è una persona che ha dei ritmi sregolati, con una ridotta qualità del sonno e che risulta tendenzialmente ansioso. Le persone estremamente coinvolte nel proprio lavoro, molto scrupolose e perfezioniste sono quelle che durante il giorno stringono o digrignano i denti davanti al proprio computer in ufficio.

Inutile dire che è il livello di stress quotidiano che ci mette sotto pressione ad influenzare negativamente il nostro organismo e vien da sé che in una città metropolitana ci sarà un’incidenza maggiore di bruxisti rispetto a un paesino tranquillo.

Quali sono i danni dentali del bruxismo?

Per i serratori si parte dalle banali fratture verticali dello smalto, fino ad arrivare a vedere dei denti fratturati (spesso perché mal ricostruiti) che sottoposti ad un carico eccessivo cedono.

Per i digrignatori, invece, abbiamo le classiche faccette da usura (tipica quelle dei canini superiori che perdono progressivamente la loro forma appuntita) fino ad arrivare ad un appiattimento delle superfici occlusali inizialmente dei settori posteriori e, successivamente, degli elementi del settore frontale.

Quali sono le conseguenze muscolari e articolari del bruxismo?

Inizialmente, i pazienti avvertono una tensione muscolare alla mattina se la parafunzione si sviluppa principalmente durante la notte, oppure alla sera se questa si sviluppa principalmente durante il giorno. Il sovraccarico muscolare diventa sempre più presente finché il paziente può avere un dolore muscolare acuto e percepire dolore alla pressione di punti specifici dei muscoli masticatori, oppure può avere delle vere e proprie contratture che alterano la normale chiusura della bocca.

Alcuni pazienti mostrano tensioni muscolari ai distretti vicini come il collo, sia anteriormente che posteriormente. Queste tensioni muscoli protratte nel tempo possono generare anche cefalee muscolo tensive.

Dal punto di vista articolare, il sovraccarico legato alla contrazione dei muscoli va a ridurre lo spazio fisiologico dell’articolazione comprimendo il condilo della mandibola alla fossa dove alloggia. Questa compressione riduce il passaggio dei liquidi che servono a nutrire le cartilagini ed il disco che si interpone tra le 2 parti dell’articolazione. I legamenti che controllano i movimenti limite dell’articolazione possono stirarsi e il disco articolare cambia la sua posizione generando un click durante i movimenti della mandibola.

L’infiammazione legata al microtrauma articolare genera nel tempo dolore che viene percepito dal paziente in maniera diversa (spesso, come un dolore auricolare).

Come avviene la diagnosi di bruxismo?

Un attento colloquio con il paziente con particolare interesse alle sue abitudini legate al sonno e alle sue fonti di stress, correlato ad un esame clinico in cui vengono valutati tutti gli aspetti muscolari, articolari e orali sono sufficienti ad intercettare una parafunzione.

L’uso di alcuni esami strumentali come la risonanza magnetica risultano utili per studiare lo stato dei tessuti molli, mentre nei casi più complessi vengono eseguiti degli esami radiografici come le tomografie computerizzate. Esistono poi degli esami strumentali di tipo kinesiografico e posturologico la cui valenza è costantemente dibattuta nella letteratura scientifica.

La vera complessità è la ricerca delle cause e la loro gestione. Alcuni fattori eziologici non possono essere gestiti da un solo specialista. A volte, sono di supporto il fisiatra, il fisioterapista e l’osteopata. Altre volte, soprattutto per i pazienti che presentano disturbi emotivi, è necessario un supporto psicologico. Infine, per migliorare la qualità del sonno, a volte, è necessario un consulto con il medico del sonno.

Quali sono i rimedi contro il bruxismo?

La modifica del proprio stile di vita in senso positivo è sicuramente un buon inizio.

È consigliabile:

  • regolare il ritmo sonno-veglia;
  • non addormentarsi davanti al televisore o al cellulare (magari seduti sul divano);
  • mangiare cose leggere alla sera;
  • evitare stimolanti come caffeina, teina, taurina ed alcolici;
  • cercare di ridurre il livello di stress;
  • fare sport così da produrre serotonina, utile a farci stare meglio.

Inoltre, il consiglio è fare un controllo ogni sei mesi da un medico odontoiatra specializzato in ortognatodonzia o comunque esperto in gnatologia. Esistono delle società scientifiche in cui è possibile ricercare i vari associati come, ad esempio, la Società italiana di ortotodonzia (Sido).

L’odontoiatra saprà poi inquadrare il caso clinico ed aiutare il paziente nella sua risoluzione: direttamente con la gestione delle problematiche muscolari articolari ed orali oppure indirettamente consigliando un clinico di riferimento con cui collabora.

Come rieducare il paziente alla corretta posizione fisiologica di rilassamento della mandibola?

Esistono degli esercizi da far eseguire al paziente per poter gestire le problematiche muscolari ed articolari. Consistono sia in esercizi di allungamento sia di potenziamento, oltre che di manipolazione per ridurre il dolore muscolare.

Il confezionamento di un bite non è sempre la via giusta. L’ortotico va inteso come un tutore e non può essere indossato tutta la vita. Il dispositivo viene costruito quando si sospetta che vi siano delle problematiche occlusali e come un supporto per quei pazienti che periodicamente affrontano periodi di stress e, quindi, iniziano a serrare o digrignare (ad esempio, lo studente universitario che deve affrontare una pesante sessione di esami).

Se le problematiche occlusali sono reali e, quindi, il bite diventa risolutivo per il paziente, si lavorerà per modificare l’occlusione del paziente usando il bite come guida. L’uso di apparecchi ortodontici fissi o degli allineatori trasparenti spesso sono utili per spostare i denti, mentre per pazienti che hanno perso i denti si opterà per una riabilitazione protesica che sia fissa o rimovibile.

Come prevenire il bruxismo? 

Personalmente credo che ridurre lo stress, migliorare la qualità del sonno, fare sport e mangiare sano siano un buon punto di partenza. Dal punto di vista puramente meccanico, sconsiglio di utilizzare gomme da masticare al fine di evitare sovraccarichi muscolo-articolari. Infine, è fondamentale effettuare un consulto semestrale con l’ortodontista di riferimento così da poter intercettare condizioni cliniche non ancora percepite dal paziente.

Posso chiedere un pagamento a rate al mio dentista?

Dopo averti illustrato tutto ciò che c’è da sapere sul bruxismo nell’intervista al dr. Alessandro Porro, a seguire ti spiegherò se puoi richiedere al tuo dentista un pagamento a rate.

Partiamo subito da un esempio pratico.

Tizio è un lavoratore. Il suo stipendio è risicato; riesce a mala pena a far fronte alle numerose spese mensili. Questa condizione gli causa ansia e un forte stress. Tizio è consapevole di soffrire di bruxismo, in quanto si è reso conto del digrignamento e del serramento dei denti. Tuttavia, teme di non potersi permettere le cure di uno specialista. Prima di rivolgersi all’esperto, si domanda se potrà chiedergli un pagamento dilazionato.

Cosa dice la legge a riguardo? Innanzitutto, prima di fasciarsi la testa, è consigliabile chiedere al dentista un preventivo e comprendere qual è il costo complessivo delle cure. In virtù della legge sulla concorrenza approvata nel 2017, il preventivo del professionista è obbligatorio e deve essere necessariamente scritto.

Una volta consegnato il preventivo al paziente, il dentista non potrà aumentare il prezzo, a meno che nel corso del trattamento non si renda necessario un ulteriore intervento. Ovviamente, il paziente dovrà essere adeguatamente informato.

Il dentista può concedere al paziente un pagamento rateale?

Devi sapere che nei rapporti privatistici, come quello tra paziente e medico privato, è possibile raggiungere determinati accordi nell’interesse di entrambe le parti. Nell’esempio riportato, il dentista, oltre ad essere libero di stabilire la sua parcella, per andare incontro al paziente in difficoltà economica può riconoscere alcuni sconti e agevolazioni di pagamento.

È bene precisare che il paziente non ha alcun diritto di pagare a rate il professionista e, al tempo stesso, non è obbligato a saldare il conto in anticipo e in un’unica soluzione. In pratica, tutto dipende dagli accordi che decidono di stringere dentista (oppure odontoiatra) e paziente.

Il nostro ordinamento giuridico ha stabilito il principio della «libertà negoziale», ciò significa che entrambe le parti sono libere di determinare il contenuto del loro accordo secondo le regole che preferiscono, a patto che non vi sia alcuna violazione delle disposizioni imperative di legge, dell’ordine pubblico o del buon costume.

Al contrario del preventivo, questo accordo non deve essere redatto per forza per iscritto, ma può essere siglato anche con una semplice stretta di mano oppure a voce. In ogni caso, per evitare spiacevoli equivoci, è consigliabile che i contraenti sottoscrivano per accettazione il preventivo.



2 Commenti

  1. Buongiorno. Purtroppo è così. Mi rispecchio perfettamente nella descrizione iniziale. Lo stress e l’ansia hanno causato anche a me il bruxismo. Io sono andato dal mio dentista e lui mi ha detto che nella notte digrignavo i denti, scaricando la tensione che accumulavo durante il giorno. Mi ha fatto fare il bite che ho portato per un certo periodo e man mano poi ho adottato alcune buone abitudini. Ho iniziato a dormire più a lungo, a fare allenamento, a mangiare meglio e a farmi scivolare certe situazioni che mi stavano intossicando l’anima. Piano piano, sto risolvendo il problema

  2. Non è affatto semplice riuscire a gestire le angosce, le preoccupazioni ed i problemi, soprattutto in questo periodo. Il mio dentista mi è stato di grande aiuto. Mi ha lasciato sfogare, gli ho raccontato quello che mi turbava e mi ha consigliato proprio le stesse cose che ho riscontrato in questo articolo. Io non pensavo che la causa del bruxismo fosse anche da rintracciarsi in cause psicologiche come ansia e attacchi di panico e stress, ma invece è così. Inoltre, con l’arrivo di questo Coronavirus mi è anche salita un’ansia assurda sul contagio…

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