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Le polizze vita postali sono pignorabili?

13 Ottobre 2020
Le polizze vita postali sono pignorabili?

Pignoramento e sequestro: i limiti sulle somme versate dall’assicurato all’assicuratore. 

Un nostro lettore ci ha chiesto se le polizze vita postali sono pignorabili. Il dubbio probabilmente deriva dalla formulazione generica adottata dal Codice civile che stabilisce l’intangibilità delle somme dovute a titolo di polizza vita. La norma ha lo scopo di proteggere i diritti che la polizza assicurativa garantisce al contraente o al beneficiario dalle eventuali pretese dei creditori e degli eredi di questi. Facciamo il punto della situazione partendo proprio dal dato normativo.

Impignorabilità delle polizze vita

Per stabilire se le polizze vita postali sono pignorabili dobbiamo leggere il testo dell’articolo 1923 del Codice civile. Esso stabilisce che le somme dovute dall’assicuratore al contraente o al beneficiario non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare.

La legge però considera il caso in cui il contraente, attraverso il pagamento di premi, abbia voluto danneggiare i suoi creditori riducendo il suo patrimonio. In questo caso, i creditori possono far valere i propri diritti sulle somme dovute dall’assicuratore, ma solo nei limiti dell’importo dei premi corrisposti per il contratto. Lo potranno fare attraverso la cosiddetta azione revocatoria che renderà inefficaci i pagamenti fatti dall’assicurato all’assicuratore, i cui importi potranno essere così soggetti ad esecuzione forzata. 

Quali polizze vita sono impignorabili?

Non tutte le polizze vita sono però impignorabili. Interpretando il già richiamato articolo 1923 del Codice civile, la Cassazione [1] ha affermato che le polizze vita, per poter essere considerate non pignorabili, devono avere finalità previdenziali, essendo escluso che l’impignorabilità si applichi alla polizze che hanno carattere speculativo.

La norma di riferimento cambia invece se il quesito si riferisce a Postaprevidenza valore, fondo pensione istituito da Poste Vita Spa come piano individuale pensionistico di tipo assicurativo, iscritto al numero 5003 dell’albo dei fondi pensione, tenuto dalla Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione). In questo caso, trova applicazione la norma [2] secondo cui sono intangibili le posizioni individuali nella fase di accumulo, mentre le prestazioni pensionistiche in capitale, o in rendita, nonché le anticipazioni per spese sanitarie, sono sottoposte agli stessi limiti di cedibilità, sequestrabilità e pignorabilità in vigore per le pensioni a carico dei regimi di previdenza obbligatoria, vale a dire, come ha precisato la Covip con risposta del settembre 2010, «nell’ammontare massimo di un quinto della prestazione, valutato al netto delle ritenute fiscali». Restano invece cedibili, sequestrabili e pignorabili senza vincoli i riscatti e le altre tipologie di anticipazioni.

Le polizze unit-linked sono pignorabili

Proseguendo nella carrellata dei precedenti giurisprudenziali che hanno analizzato il problema della pignorabilità delle polizze vite, incontriamo una sentenza del tribunale di Brescia [3] riferita alle polizze unit-linked. La pronuncia chiarisce che le cosiddette polizze unit-linked non sono assoggettabili ad azioni esecutive, nella fase di accumulo del montante [2].

In un contratto di assicurazione sulla vita multiramo, caratterizzato dalla combinazione di tre prodotti, il prodotto finanziario-assicurativo di tipo unit-linked, caratterizzato dal fatto che il rendimento dipende dall’andamento dell’investimento sottostante in quote OICR o fondi interni, rientra a pieno titolo nella nozione di contratto assicurativo sulla vita, anche alla luce delle norme europee [4] e, pertanto, non può essere sottoposto ad esecuzione (nel caso di specie, il tribunale ha accolto l’opposizione alla procedura esecutiva presso terzi, relativamente al pignoramento di crediti derivanti dalla sottoscrizione di polizze cosiddette unit-linked).

Il sequestro preventivo della polizza vita

Più di recente, la Cassazione [5] ha chiarito che il sequestro preventivo finalizzato alla confisca può avere ad oggetto le somme di denaro versate in favore di un fondo pensione in fase di accumulo. Si tratta infatti di uno strumento finanziario che, pur avendo una finalità riconducibile alla categoria previdenziale, è assimilabile alle assicurazioni sulla vita. Inoltre, in motivazione, la Corte ha escluso che tali strumenti di previdenza complementare vadano ad integrare quel nucleo essenziale di prestazioni soggette a espressa garanzia di intangibilità sotto il profilo civile e penale.

Sempre la Suprema Corte ha poi precisato che [6] «le somme derivanti dal riscatto di una polizza assicurativa sulla vita sono assoggettabili a sequestro conservativo se, avuto riguardo alle concrete pattuizioni contrattuali, alla stessa debbano riconoscersi natura e finalità non previdenziali, ma di strumento finanziario».

Ed ancora [7]: «Il sequestro preventivo può avere ad oggetto una polizza assicurativa sulla vita, dal momento che il divieto di sottoposizione ad azione esecutiva e cautelare stabilito dall’art. 1923 Codice civile attiene esclusivamente alla definizione della garanzia patrimoniale a fronte della responsabilità civile e non riguarda la disciplina della responsabilità penale, nel cui esclusivo ambito ricade il sequestro preventivo».


note

[1] Cass. sent. n. 10333/2018.

[2] Art. 11, comma 10, del Dlgs 252/2005.

[3] Trib. Brescia sent. del 13.06.2018.

[4] Reg. n. 1286/2014 e Direttiva 2016/97.

[5] Cass. sent. n. 13660/2020.

[6] Cass. S.U. sent. n. 8271/2008.

[7] Cass. sent. n. 11945/2016.


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