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Dimissioni per giusta causa: come fare

14 Ottobre 2020
Dimissioni per giusta causa: come fare

Il lavoratore può lasciare il posto di lavoro senza preavviso in caso di gravi comportamenti del datore di lavoro.

Sei stufo di subire dei comportamenti inaccettabili da parte del datore di lavoro. Vorresti lasciare il posto di lavoro senza rispettare il periodo di preavviso previsto in caso di dimissioni. Ti chiedi se le dimissioni indotte dal datore di lavoro danno diritto alla disoccupazione.

Nel nostro ordinamento, le parti del rapporto di lavoro sono libere di recedere dal contratto. Tuttavia, la legge prevede che sia necessario rispettare il periodo di preavviso di recesso previsto dal contratto collettivo applicabile. Tale onere non deve essere rispettato in caso di dimissioni per giusta causa e, in questo articolo, vedremo come dimettersi per giusta causa. Quando la scelta del lavoratore di lasciare il posto di lavoro è determinata da un grave comportamento inadempiente del datore di lavoro, la legge offre al dipendente delle particolari tutele.

Dimissioni del lavoratore: cosa sono?

Il principio di libertà negoziale si applica anche al contratto di lavoro e determina il diritto del datore di lavoro e del lavoratore di recedere dal rapporto.

Nel rapporto di lavoro, il recesso assume una denominazione diversa a seconda del soggetto che lo esercita. Se il recesso è esercitato dal datore di lavoro viene detto licenziamento mentre quando è comunicato dal lavoratore viene detto dimissioni.

Il lavoratore è sempre libero di rassegnare le dimissioni dal rapporto di lavoro senza dover indicare una motivazione alla base di tale scelta. Tuttavia, a tutela di entrambe le parti, la legge [1] prevede che la parte che decide di recedere debba rispettare un periodo di preavviso previsto dal Contratto collettivo nazionale di lavoro applicato al rapporto di lavoro.

Il preavviso di recesso serve a consentire all’altra parte di organizzarsi in vista della cessazione del rapporto di lavoro. Quando il lavoratore decide di dimettersi dal posto di lavoro deve quindi tenere a mente l’obbligo di rispettare il preavviso di dimissioni previsto dal Ccnl.

Cosa sono le dimissioni per giusta causa?

In alcuni casi, la scelta del lavoratore di dimettersi dal posto di lavoro non è determinata dalla sua reale volontà ma dal fatto che il datore di lavoro abbia posto in essere dei comportamenti gravemente lesivi che rendono la prestazione di lavoro non più proseguibile per il dipendente, nemmeno per un momento.

In questo caso, il lavoratore può dimettersi per giusta causa. La nozione di giusta causa prevista dalla legge [2], tuttavia, è generica e non contiene una elencazione dei comportamenti datoriali che possono condurre alle dimissioni in tronco da parte del dipendente.

Le decisioni della giurisprudenza, tuttavia, offrono una casistica [3] a cui fare riferimento per verificare quando le dimissioni per giusta causa sono legittime.

Tra le varie ipotesi individuate dai giudici, si considerano rese per giusta causa le dimissioni rassegnate dal dipendente nelle seguenti ipotesi:

  • non ricevere regolarmente lo stipendio mensile;
  • subire molestie sessuali sul posto di lavoro;
  • essere vittima di demansionamento o mobbing;
  • aver subito notevoli variazioni delle condizioni di lavoro dopo una cessione di azienda o di un ramo di essa;
  • essere stato trasferito in un’altra sede produttiva senza le ragioni giustificative richieste dalla legge;
  • aver subito ingiurie da parte del superiore gerarchico o dal datore di lavoro.

Dimissioni per giusta causa: quali conseguenze?

La principale conseguenza delle dimissioni per giusta causa è l’esonero del lavoratore dal rispetto del periodo di preavviso di dimissioni previsto dal Ccnl. Il lavoratore potrà, dunque, rassegnare le dimissioni in tronco, con effetto immediato.

Inoltre, il dipendente avrà diritto a ricevere dal datore di lavoro l’indennità sostitutiva del preavviso, proprio come se fosse stata l’azienda a licenziarlo.

Il lavoratore che si dimette per giusta causa può anche chiedere l’indennità di disoccupazione Naspi all’Inps se ricorrono i requisiti previsti per l’accesso a tale prestazione economica.

Dal punto di vista procedurale, invece, il fatto che le dimissioni vengano rassegnate per giusta causa non esonera il dipendente dall’obbligo di seguire la procedura telematica di dimissioni online introdotta dalla legge per evitare il fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco.

Dimissioni per giusta causa: quali rischi?

Il principale rischio che si corre quando si decide di dimettersi per giusta causa è che il datore di lavoro contesti la sussistenza della giusta causa di dimissioni. In questo caso, il datore di lavoro non solo non erogherà al dipendente l’indennità sostitutiva del preavviso ma tratterrà dalla busta paga finale del lavoratore l’indennità per mancato preavviso.

In questa fattispecie, al lavoratore non resterà che rivolgersi ad un giudice per far accertare la sussistenza di una giusta causa di dimissioni e il conseguente diritto a ricevere l’indennità sostitutiva del preavviso e il rimborso della somma trattenuta a titolo di mancato preavviso.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] Art. 2119 cod. civ.

[3] Inps, Circolare n. 163/2003.


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