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Come dimettersi online

11 Dicembre 2020
Come dimettersi online

Per evitare il fenomeno delle dimissioni in bianco, la legge ha introdotto l’obbligo di seguire un’apposita procedura telematica per lasciare il posto di lavoro.

Il lavoratore è sempre libero di rassegnare le dimissioni dal proprio posto di lavoro senza dover indicare la motivazione che lo spinge a questa scelta. Le dimissioni tramite una semplice lettera firmata dal dipendente, tuttavia, si sono prestate a degli abusi da parte dei datori di lavoro dando luogo al fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco. Per questo, la legge ha introdotto una procedura telematica che deve essere seguita per dimettersi dal posto di lavoro e per la risoluzione consensuale del rapporto.

In questo articolo spiegheremo come dimettersi online seguendo l’apposita procedura fissata dalla legge. Per rafforzare ulteriormente la tutela del lavoratore e verificare la sua reale volontà di lasciare il posto di lavoro, inoltre, è stata introdotta la possibilità di revocare le dimissioni rassegnate entro 7 giorni dalla data di inoltro della relativa procedura.

Dimissioni del dipendente: cosa si intende?

Nel nostro ordinamento, non sono ammissibili i cosiddetti vincoli perpetui. Ciò significa che, quando le parti sottoscrivono un contratto a tempo indeterminato, come principio generale, si prevede la possibilità delle stesse di recedere dal rapporto contrattuale con un congruo preavviso. Tale disciplina si applica anche al contratto di lavoro.

Ne consegue che datore di lavoro e lavoratore possono recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato al rapporto [1].

Quando il diritto di recesso viene esercitato dal lavoratore si parla di dimissioni del dipendente. Le dimissioni sono un atto unilaterale recettizio che produce i suoi effetti nel momento in cui entra nella sfera giuridica del datore di lavoro e non devono essere motivate.

L’unico obbligo che il lavoratore deve rispettare è il periodo di preavviso di dimissioni previsto dal Ccnl applicato. La durata del preavviso dipende, nella gran parte dei casi, dalla categoria legale e dal livello di inquadramento del lavoratore nonché dalla sua anzianità di servizio.

Dimissioni del lavoratore: quale procedura?

Fino a poco tempo fa, la legge non prescriveva un’apposita procedura da seguire per rassegnare le dimissioni dal posto di lavoro.

Il lavoratore, dunque, comunicava al datore di lavoro la propria volontà di lasciare il posto con ogni strumento idoneo a pervenire nella sfera giuridica del destinatario.

Il mezzo più utilizzato era l’invio di una lettera tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Tale metodo di comunicazione delle dimissioni, tuttavia, si prestava ad abusi da parte del datore di lavoro. Non di rado, infatti, il datore di lavoro, all’atto dell’assunzione, faceva firmare al lavoratore una lettera di dimissioni in bianco, senza data.

Al momento opportuno, il datore di lavoro inseriva la data delle dimissioni e protocollava la lettera facendo così cessare il rapporto di lavoro senza dover procedere ad un licenziamento.

Per porre fine a questa pratica, la legge ha introdotto una procedura di dimissioni telematiche che persegue un duplice obiettivo:

  1. verificare l’identità del lavoratore che rassegna le dimissioni;
  2. verificare la reale volontà del lavoratore di far cessare il rapporto di lavoro.

Per seguire la procedura online di dimissioni, a partire dal 12 marzo 2016 [2], occorre collegarsi al sito del ministero del Lavoro e delle politiche sociali cliclavoro.gov.it.

Se il lavoratore vuole procedere in modo autonomo può collegarsi al portale se in possesso del Pin dispositivo Inps o del Sistema pubblico d’identità digitale (Spid).

Inserendo le credenziali di autenticazione si potrà accedere al form online dove dovranno essere compilati una serie di dati che riguardano, in particolare, il rapporto di lavoro e la data di efficacia delle dimissioni o della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Una volta compilato, il modello verrà salvato in pdf ed inviato automaticamente al datore di lavoro e alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro dall’indirizzo di sistema dimissionivolontarie@pec.lavoro.gov.it.

In alternativa, il lavoratore potrà rivolgersi ad un soggetto abilitato tra cui:

  • patronati;
  • organizzazioni sindacali;
  • commissioni di certificazione dei contratti di lavoro;
  • enti bilaterali;
  • consulenti del lavoro;
  • sedi territoriali dell’Inl (Ispettorato nazionale lavoro).

Revoca delle dimissioni telematiche: è possibile?

La procedura di dimissioni telematiche serve soprattutto a verificare la reale identità del lavoratore dimissionario tramite l’inserimento di dati univoci che certificano l’identità del dipendente.

Al fine, invece, di accertare la reale volontà del dipendente si prevede la possibilità di revocare le dimissioni telematiche entro 7 giorni dalla data in cui sono state caricate sul portale.

In questo modo, se il lavoratore ha compilato il form online su pressione del datore di lavoro, gli sarà concesso di revocare le dimissioni in un momento successivo.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] D. Lgs. 151/2015.


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