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Lo sai che? Guida in stato di ebbrezza: necessarie due prove dell’alcoltest

Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2013

Etilometro: bastano due prove a distanza di almeno cinque minuti a rendere valido il responso dell’alcoltest; si può chiedere alla Stradale di vedere il libretto di bordo dell’etilometro.

Affinché la multa con l’alcoltest sia valida è necessario fare due prove; inoltre, tra l’una e l’altra prova è sufficiente che intercorrano almeno cinque minuti. Non vi sono, invece, termini massimi: del resto, più è ampio il lasso di tempo che intercorre tra il primo e il secondo rilevamento, più aumentano le possibilità per il reo di farla franca (infatti, il tasso alcolemico viene poco alla volta assorbito dal corpo del conducente).

Inoltre, al reo si possono anche concedere le attenuanti generiche nel caso di giovane  [1].

Infine l’alcoltest deve ritenersi sempre in regola fino a prova contraria: è infatti la difesa a dover dimostrare la mancanza di omologazione, gli eventuali difetti dello strumento o l’errore nella metodologia di esecuzione dell’esame.

È tuttavia diritto del conducente, al momento della contravvenzione, chiedere di vedere i libretto di bordo dell’apparecchio; i poliziotti non possono negarlo.

Sono questi i principi fissati da una sentenza di ieri della Cassazione [2].

note

[1] 1) l’aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale;

2) l’aver agito in stato di ira, determinato da un fatto ingiusto altrui;

3) l’avere agito per suggestione di una folla in tumulto, quando non si tratta di riunioni o assembramenti vietati dalla legge o dall’Autorità, e il colpevole non è delinquente o contravventore abituale o professionale o delinquente per tendenza;

4) l’avere nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di speciale tenuità, ovvero, nei delitti determinati da motivi di lucro, l’avere agito per conseguire o l’avere comunque conseguito un lucro di speciale tenuità, quando anche l’evento dannoso o pericoloso sia di speciale tenuità;

5) l’essere concorso a determinare l’evento, insieme con la azione o l’omissione del colpevole, il fatto doloso della persona offesa;

6) l’avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno, mediante il risarcimentodi esso, e, quando sia possibile, mediante le restituzioni; o l’essersi prima del giudizio e fuori del caso preveduto nell’ultimo capoverso dell’articolo 56, adoperato spontaneamente ed efficacemente per elidere o attenuare le conseguenze dannose o pericolose del reato.

[2] Cass. sent. n. 48531/13, pubblicata il 4.12.13.

Autore foto: 123rf.com


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