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Causale bonifico: ultime sentenze

23 Novembre 2020
Causale bonifico: ultime sentenze

Trattamento dei dati sensibili da parte dei soggetti pubblici e delle persone giuridiche private; carattere anomalo delle operazioni, segnalazioni antiriciclaggio e responsabilità.

Causale del bonifico

I soggetti pubblici e le persone giuridiche private, anche quando agiscano rispettivamente in funzione della realizzazione di una finalità di pubblico interesse o in adempimento di un obbligo contrattuale, possono trattare dati idonei a rivelare lo stato di salute (nella specie, nella causale del bonifico richiesto in favore di un beneficiario dell’indennizzo previsto dalla l. n. 210 del 1992) soltanto mediante modalità organizzative, quali tecniche di cifratura o criptatura, che rendano non identificabile l’interessato.

Cassazione civile sez. un., 27/12/2017, n.30981

L’indicazione della causale di un pagamento

Non costituisce illegittimo trattamento di dati sensibili, da parte della pubblica amministrazione, l’indicazione della causale d’un pagamento effettuato per ragioni di assistenza o previdenza pubbliche, a nulla rilevando che quella causale possa in astratto rivelare le condizioni di salute del percettore (fattispecie relativa all’azione nei confronti di una banca e di un ente pubblico per diffusione illecita di dati sensibili, a seguito dell’indicazione, nell’ordine di bonifico e nel conto corrente, della causale di un indennizzo di un danno alla salute).

Cassazione civile sez. III, 20/05/2015, n.10280

Errata indicazione della causale del bonifico

Gli interventi di ristrutturazione su beni immobili del contribuente, ove non avvenga la demolizione dell’edificio esistente ovvero l’ampliamento dello stesso, legittimano la detrazione delle spese sostenute; conseguentemente anche le spese per mobili ed arredi possono essere detratte.

Con riferimento agli interventi di riqualificazione energetica ciò che rileva ai fini della detrazione è che sull’immobile siano realizzati interventi di riqualificazione energetica indipendentemente dal fatto che l’utilizzo faccia capo alla proprietà o a un terzo.

La errata indicazione della causale del bonifico non preclude da sola il diritto ad avvalersi della detrazione fiscale invocata.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XXVI, 11/10/2018, n.4256

Causale del bonifico e risarcimento del danno

In materia di trattamento dei dati personali, i dati sensibili idonei a rivelare lo stato di salute ai sensi dell’art 4 del 30 giugno 2003, n. 196, la cui tutela è posta a protezione dei diritti fondamentali alla salute e alla riservatezza, possono essere diffusi e conservati solo mediante l’uso di cifrature o numeri di codici non identificabili. Tale accorgimento costituisce la misura minima idonea ad impedire il danno e, qualora non sia attuato, obbliga chi compie l’attività di trattamento di tali dati, da considerarsi pericolosa ai sensi dell’art. 2050 cod. civ., al relativo risarcimento.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso l’illegittimità del comportamento tenuto dalla regione e dalla banca, che avevano entrambe contribuito alla diffusione di un dato sensibile del ricorrente, costituito dal riferimento alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, che riconosce un indennizzo a chi abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie, una menomazione permanente all’integrità psicofisica o a chi risulti contagiato da infezioni HIV a seguito di somministrazione di sangue o derivati: la prima trasmettendolo e la seconda riportandolo nell’estratto conto quale causale del bonifico disposto in suo favore).

Cassazione civile sez. I, 19/05/2014, n.10947

Bonifico con la causale «sussidi e regalie»

In ipotesi di omessa presentazione della dichiarazione, l’accertamento ex art. 41 d.P.R. n. 600 del 1973 va annullato se il contribuente produce la documentazione bancaria che attesta la provenienza non reddituale delle somme impiegate per l’acquisto del bene, poiché rimesse da un terzo (nella specie, il futuro coniuge) a titolo di ‘regalia’.

Cassazione civile sez. trib., 22/03/2017, n.7258

Segnalazioni antiriciclaggio e responsabilità

Risponde a titolo di concorso nel delitto di riciclaggio il soggetto che, anche solo in via di fatto, eserciti le funzioni di direttore o capo-sala di una filiale di istituto bancario responsabile delle segnalazioni antiriciclaggio, previste dal d.l. 3 maggio 1991 n. 143 conv. con modificazioni nella l. 5 luglio 1991 n. 197, allorché autorizzi operazioni di versamento di assegni circolari su un conto corrente e successive operazioni di prelievo e versamento su altro conto, intestato allo stesso titolare o comunque a soggetti a lui ricollegabili, attribuendo scorrettamente, anziché un’unica causale (giroconto o bonifico) che consentirebbe di conservare traccia del percorso del denaro, due causali distinte (versamento contante e prelievo contante, in realtà solo virtuale), con la consapevolezza del carattere anomalo delle predette operazioni reso palese dalle puntuali indicazioni fornite dalla Banca d’Italia nel suo “Decalogo” alla cui conoscenza è evidentemente tenuto un direttore di sala.

Tribunale Milano sez. IV, 17/05/2007

Bonifico ulteriore rispetto alla descrizione dell’operazione

In materia di prova dei contratti, il limite di valore può essere superato dal giudice in relazione alla peculiarità della fattispecie ex art. 2721, comma 2, c.c., tipicamente, in caso di rapporti e relazioni di natura familiare, che danno altresì ragione della mancanza di documentazione scritta per il mutuo e, per il bonifico, di una causale specifica, ulteriore rispetto alla descrizione dell’operazione che si legge sul relativo documento, sia perché l’ex coniuge in quanto tale (tanto più ove si tratti di rapporti di carattere familiare) non può essere considerato incapace ex art. 246 c.p.c., ma semmai soggetto la cui attendibilità richiede un attento esame

Corte appello Milano sez. I, 12/01/2016, n.51



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4 Commenti

  1. Io e mia moglie ci siamo separati. Il giudice ha disposto l’affidamento condiviso di nostro figlio e l’obbligo di corrispondergli 400 euro mensili. Ora, vorrei capire se devo inserire la causale nel bonifico di mantenimento dei figli, onde evitare eventuali accuse di mancato pagamento. Vi ringrazio

    1. In assenza di accordo è il giudice a stabilire l’entità dell’importo del mantenimento, i termini e le modalità del versamento. Nella prassi, il contributo viene versato mensilmente con bonifico sul conto bancario o postale dell’avente diritto. In questo modo, è possibile avere una traccia dei soldi trasferiti. Pertanto, se devi pagare il mantenimento tramite bonifico bancario è consigliabile inserire sempre la causale, ad esempio “mantenimento figlio Tizio settembre 2020”, in caso contrario rischi che l’ex coniuge possa accusarti di inadempimento (perché magari sostiene che quei soldi siano dovuti per un’altra ragione). Se invece devi pagare il mantenimento in contanti, non dimenticare di farti rilasciare una ricevuta o una quietanza di pagamento firmata e datata.

  2. Ho deciso di regalare del denaro a mio figlio per il suo compleanno e consentirgli di comprarsi un’auto usata che gli è piaciuta. Voglio aiutarlo a far fronte alle esigenze economiche quotidiane visto che vive fuori da poco tempo per cercare di avere la sua indipendenza. Ora, vorrei capire come procedere con il bonifico. Che devo scriverci nella causale?

    1. Il valore, modesto o meno, della donazione è un concetto relativo, che si valuta caso per caso in base alle possibilità economiche di chi lo dispone: un regalo da 500 euro potrebbe equivalere allo stipendio di una persona, oppure essere una cifra irrisoria per un’altra che ha un alto tenore di vita. In questi casi nella causale del bonifico è sufficiente indicare che si tratta di un regalo, oppure di un contributo per l’acquisto di qualcosa (ad esempio, si potrà scrivere: “regalo di compleanno”, “regalo di nozze”, “regalo per mio figlio”, “contributo per spese di casa”, ecc..). Se la donazione non è di modico valore, è necessario prima recarsi dal notaio e formalizzare il tutto con atto pubblico alla presenza di due testimoni. Solo a seguito di questo preliminare atto si potrà eseguire il bonifico indicando come causale gli estremi dell’atto redatto dal notaio (ad esempio: “atto di donazione del …. registrato in data …. n. … ”). Se manca la forma dell’atto pubblico, il versamento del denaro da un conto a un altro – pur corretto da un punto di vista fiscale – sarà nullo per il diritto civile: questo significa che chi effettua e chi riceve il pagamento non dovrà temere un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma l’operazione potrebbe essere impugnata da un controinteressato (si pensi un creditore o un parente invidioso).

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