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Comodato d’uso gratuito: ultime sentenze

13 Novembre 2020
Comodato d’uso gratuito: ultime sentenze

Recesso ad nutum del comodatario; vincolo di destinazione alle esigenze abitative familiari; cessazione del contratto di comodato.

Contratto di comodato immobiliare

Non sono applicabili al comodato immobiliare le norme contenute nell’art. 6 l. 9 dicembre 1998 n. 431, ed in particolare quella di cui al comma 6 di detto articolo, che ha introdotto un criterio di quantificazione predeterminato e forfettario del risarcimento del danno da occupazione illegittima degli immobili, individuandolo nella misura del 20% del canone di locazione, con esclusione di ogni altro risarcimento previsto dall’art. 1591 c.c.

Trattasi, infatti, di norme eccezionali, di efficacia temporanea e destinate ad agevolare la transizione verso il nuovo regime pattizio delle locazioni e, pertanto, la loro applicazione è rigorosamente limitata ai contratti di locazione.

Cassazione civile sez. III, 04/06/2009, n.12882

Cessazione del comodato gratuito

In caso di domanda di rilascio dell’immobile concesso in comodato, per esigenze impreviste e urgenti del comodante, la destinazione ad uso familiare dell’immobile deve essere accertata positivamente ed, in mancanza di prove, il cui onere è in capo al comodatario, deve essere adottata la soluzione più favorevole della cessazione del contratto di comodato.

Cassazione civile sez. VI, 03/07/2018, n.17332

Comodato gratuito di un bene immobile

Il comodato gratuito di un bene immobile concesso da una società in favore del dipendente a fini abitativi, in mancanza dell’espressa menzione di un vincolo di destinazione, è da considerarsi precario ed è quindi revocabile ad nutum in virtù del fatto che, in mancanza delle finalità solidaristiche sottese all’attribuzione del bene, tipiche dei rapporti familiari e incompatibili con il fine di lucro del comodante, il diritto di quest’ultimo è prevalente rispetto a quello abitativo del coniuge e della prole del comodatario in caso di separazione personale, con conseguente obbligo di restituzione del bene .

Corte appello Palermo, 24/10/2018, n.1845

Richiesta del comodante e risarcimento

In tema di comodato gratuito e controversie in materia (di), va condannato al risarcimento il convenuto chiamato in causa per occupazione senza titolo che non abbia rilasciato l’immobile al momento della richiesta da parte di chi lo aveva concesso in comodato.

Tribunale Bari sez. III, 26/01/2015, n.267

Durata del comodato e destinazione dell’immobile

Dalla clausola che condiziona la durata del comodato alle nuove nozze del comodatario, emergono i connotati di un mero comodato gratuito, sottoposto a condizione risolutiva, atteso il carattere incerto della verificazione dell’evento, ma non può automaticamente inferirsi che il comodato sia soggetto a recesso “ad nutum”, poiché, ai sensi dell’art. 1810 c.c., una tale conclusione postula che nessun termine possa risultare dall’uso a cui era destinato l’immobile.

Tuttavia, in presenza di elementi tali da suggerire che l’immobile concesso in comodato possa essere destinato ad usi diversi da quello di abitazione familiare è necessario un rigoroso accertamento della configurabilità di un termine implicito di durata del comodato, collegato alla destinazione dell’immobile.

Cassazione civile sez. I, 10/09/2014, n.19005

Stipulazione del contratto di comodato gratuito

Il contratto di comodato gratuito non rientrando tra quelli per i quali è richiesta la forma scritta “ad substantiam” ai sensi dell’art. 1350 c.c., il rapporto acquisisce una consistenza ontologico – giuridica anche mediante una stipulazione in forma orale, che legittima l’esperimento del rito locatizio di cui agli art. 447 bis ss. c.p.c. per la risoluzione delle controversie che lo riguardano.

Tribunale Lamezia Terme, 12/10/2011, n.1276

Concessione dell’immobile in comodato gratuito al figlio

Ove coniugi in regime di comunione legale dei beni abbiano concesso un immobile di loro proprietà in comodato gratuito (nella specie: a uno dei figli) l’azione di rilascio deve essere esercitata da entrambi o da uno di essi, ma con il consenso dell’altro.

Correttamente, pertanto, il giudice del merito rigetta la domanda proposta da uno solo dei comproprietari qualora nel corso del giudizio, ancorché tardivamente – e in particolare in sede di discussione orale nella fase di primo grado – l’altro intervenga in causa manifestando la propria opposizione alla iniziativa del primo.

Cassazione civile sez. III, 21/06/2011, n.13593

Immobile in comodato e urgente bisogno del comodante

La concessione di un immobile in comodato gratuito al proprio figlio coniugato con prole, con la generica indicazione di durata: “fino a quando non riesca a trovare altra residenza adeguata”, vale ad imprimere al bene un vincolo di destinazione alle esigenze abitative familiari, anche oltre la crisi coniugale e senza possibilità di far dipendere la cessazione del vincolo esclusivamente dalla volontà “ad nutum”, del comodante, salva la facoltà di quest’ultimo di chiedere la restituzione nell’ipotesi di sopravvenienza di un bisogno, ai sensi dell’art. 1809, comma 2, c.c. segnato dai requisiti della urgenza e della non previsione.

Corte appello Ancona sez. I, 28/09/2010, n.634

Contratto di comodato gratuito dissimulante un contratto di locazione

In tema di locazioni abitative, deve escludersi che l’art. 13, comma 1 l. n. 431 del 1998 sanzioni con la nullità, in conseguenza della mancata registrazione, la pattuizione di un canone superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato, dovendo intendersi riferita tale disposizione (e, conseguentemente, quella di cui al comma 2 dello stesso articolo, che concede al conduttore l’azione di ripetizione delle somme indebitamente corrisposte) non all’ipotesi della simulazione parziale del contratto di locazione relativa alla misura del canone, bensì al caso in cui nel corso di svolgimento del rapporto venga pattuito un canone più elevato rispetto a quello risultante dal contratto originario, che deve restare invariato, a parte l’eventuale aggiornamento Istat, per tutta la durata del rapporto legalmente imposta (nella specie, come risultava da controdichiarazione scritta, le parti avevano stipulato un contratto di comodato gratuito dissimulante un contratto di locazione, per il quale avevano pattuito la corresponsione di un canone determinato).

Cassazione civile sez. III, 27/10/2003, n.16089

Liberazione tardiva dell’immobile in comodato d’uso gratuito

Il proprietario di un immobile concesso in comodato gratuito non può chiedere un ristoro al comodatario che usufruiva dell’alloggio e che, su richiesta del comodante, non lo abbia liberato per tempo, a meno che lo stesso proprietario non sia in grado di fornire le prove del danno procurato dal ritardo.

Tribunale Rieti, 08/09/2020, n.367



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7 Commenti

  1. Salve, mi potreste spiegare in parole semplici semplici cos’è e come funziona il comodato d’uso? Trovo molto interessanti queste pronunce dei giudici e vorrei sapere di più sull’argomento. Grazie mille in anticipo

    1. Il comodato d’uso è quel contratto mediante il quale una parte, detta comodante, consegna all’altra, detta comodataria, una cosa mobile o immobile (non denaro) affinché se ne serva per un determinato periodo di tempo o per un determinato uso, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Si realizza una concessione a titolo gratuito da parte del proprietario del bene e a favore di una persona che lo utilizzerà per un periodo di tempo (determinato dalle parti o derivante dall’uso che viene concordato). Si tratta, appunto, di un prestito in quanto la consegna del bene avviene solo per un periodo di tempo, per cui il trasferimento è solo temporaneo e la proprietà del bene resta in capo a chi lo consegna solo momentaneamente. Aspetto rilevante e peculiare del comodato è la sua gratuità. Se pensi ad un soggetto che dà in prestito una casa, probabilmente penserai all’istituto della locazione (dell’affitto, per intenderci). Il comodato si distingue dalla locazione proprio in quanto gratuito, non prevedendo alcuna forma di corrispettivo o di pagamento. Questa gratuità non deve confonderti: non si tratta di una donazione. Il bene non viene donato, ma dato in prestito gratuitamente (poi dovrà comunque essere restituito).

  2. Tempo fa, ho ottenuto dai miei genitori la possibilità di vivere, con la mia moglie, all’interno di una seconda casa di loro proprietà. La situazione matrimoniale non stava andando molto bene così, in odore di crisi del matrimonio, mio padre ha chiesto subito la restituzione dell’immobile in comodato per evitare che un giudice potesse assegnarlo a lei. Infatti, ha fatto bene perché poi ci siamo lasciati

  3. Da madre ho deciso di concedere in comodato gratuito un appartamento che prima avevamo dato in affitto. L’appartamento era destinato a nostro figlio e alla sua convivente. Poi, la convivenza è cessata, ma l’ex di mio figlio continua ad abitare lì. Nel frattempo, si è presentata un’esigenza familiare e vorrei indietro la casa. Ne ho diritto giusto?

    1. Certo. Potrà riaverlo perché, quando le esigenze connesse all’uso familiare dell’immobile in comodato vengono meno, rientra nel diritto del comodante esigere la restituzione del bene.

  4. Io e mia moglie vorremmo dare in comodato la casa ad un nostro parente che si trova in situazione di difficoltà economica. Ora, vorrei sapere quanto dura il contratto di comodato? Possiamo fissare un termine?

    1. Le parti, al momento della stipulazione del contratto di comodato, possono decidere di: fissare la scadenza del contratto in modo preciso (ad esempio: 31 dicembre 2020). Si parla, a riguardo, di comodato non precario; lasciare che la scadenza sia desumibile dalla finalità per cui il bene viene concesso in prestito (ad esempio, fino a quando l’autoveicolo è coperto da assicurazione oppure fino a quando il figlio potrà acquistare una propria casa). In mancanza di tale destinazione, l’uso del bene, il comodato, si considera a tempo indeterminato. La durata del comodato può desumersi anche dalla professione del comodatario o dall’esame degli interessi e delle utilità perseguite dalle parti (ad esempio, fino a quando il macchinario serve alla società per svolgere un certo lavoro). Si parla, a riguardo, di comodato precario. È ammessa la clausola di proroga automatica della durata del contratto per periodi successivi predeterminati. Se la durata del contratto è totalmente mancante e non ricavabile, il comodato si definisce “precario” ed è sottoposto a una particolare disciplina in tema di restituzione. La durata del comodato può essere prevista per tutta la durata della vita del comodatario, ma occorre un esplicito accordo: in mancanza di esso, l’estensione del comodato all’intera vita del comodatario comporta un illimitato sacrificio per il comodante, che mal si concilia con il carattere gratuito del comodato.

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