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Separazione e pensione di reversibilità: ultime sentenze

21 Novembre 2020
Separazione e pensione di reversibilità: ultime sentenze

Decesso dell’ex coniuge; ripartizione del trattamento di reversibilità; diritto del coniuge separato per colpa o con addebito.

I diritti del coniuge separato

In tema di diritti del coniuge separato, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 286 del 1987, anche il coniuge separato per colpa o con addebito della separazione, in quanto equiparato sotto ogni profilo al coniuge superstite (separato e non), può richiedere la pensione di reversibilità, atteso che a questi fini opera in suo favore la presunzione legale di vivenza a carico del lavoratore al momento della morte.

Cassazione civile sez. lav., 19/07/2005, n.15174

Diritto del coniuge separato con addebito

Il coniuge superstite al quale sia stata addebitata la separazione, come già il coniuge separato per colpa nella previgente disciplina della separazione coniugale, ha diritto alla pensione di reversibilità, indipendentemente dalla circostanza che versi o meno in stato di bisogno e senza che rilevi l’attribuzione di un assegno di mantenimento o altra provvidenza di tipo alimentare.

Cassazione civile sez. lav., 15/03/2019, n.7464

L’erogazione della pensione di reversibilità

L’addebito della separazione non è un elemento discriminante ai fini dell’erogazione della pensione di reversibilità in favore del coniuge “superstite” nei cui confronti e stata dichiarata la separazione per colpa e con addebito. A tal fine non rileva che il coniuge defunto non fosse tenuto a corrispondere l’assegno di mantenimento o alimentare.

Corte Conti sez. III, 27/02/2013, n.146

Pensione di reversibilità del coniuge superstite

Il coniuge superstite al quale sia stata addebitata la separazione, come già il coniuge separato per colpa nella previgente disciplina della separazione coniugale, ha diritto alla pensione di reversibilità, indipendentemente dalla circostanza che versi o meno in stato di bisogno e senza che rilevi l’attribuzione di un assegno di mantenimento o altra provvidenza di tipo alimentare.

Cassazione civile sez. lav., 02/02/2018, n.2606

Pensione di reversibilità: determinazione delle quote

La ripartizione del trattamento di reversibilità, in caso di concorso tra coniuge divorziato e coniuge superstite, deve essere effettuata ponderando, con prudente apprezzamento, in armonia con la finalità solidaristica dell’istituto, il criterio principale della durata dei rispettivi matrimoni, con quelli correttivi, eventualmente presenti, della durata della convivenza prematrimoniale, delle condizioni economiche, dell’entità dell’assegno divorzile.

(In applicazione del sopraindicato principio, la S.C. ha precisato che va valutato anche il periodo di convivenza prematrimoniale coevo al periodo di separazione che precede il divorzio, ancorché in detto lasso temporale permanga il vincolo matrimoniale).

Cassazione civile sez. lav., 28/04/2020, n.8263

Riconoscimento del diritto alla pensione di reversibilità

Ai fini del riconoscimento del diritto alla pensione di reversibilità in favore dell’ex coniuge non è richiesto dalla legge in via generale, né in particolare da parte dell’art. 5, comma 1, l. n. 263 del 2005, quale interpretazione autentica, che la pronuncia attributiva dell’assegno divorzile — rappresentante un requisito legale per detto riconoscimento — sia passata in giudicato, essendo sufficiente che essa sia emessa dal Tribunale e che non sia semplicemente interna ad un provvedimento emanato dal Presidente dello stesso in sede di comparizione delle parti.

Cassazione civile sez. I, 20/02/2018, n.4107

La normativa antecedente alla legge del 1975

Il coniuge superstite, separato per colpa (secondo la normativa antecedente alla l. n. 151 del 1975) o con addebito della separazione, ha diritto alla pensione di reversibilità, senza che sia richiesta la sussistenza dei diritto al mantenimento; una diversa interpretazione, infatti, verrebbe a porsi in contrasto con l’art. 38 cost., legittimando un regime previdenziale ingiustificatamente differenziato, sul requisito della separazione per colpa od addebitata.

Cassazione civile sez. lav., 16/10/2003, n.15516

L’istanza volta al conseguimento della pensione di reversibilità

La morte di uno dei coniugi sopravvenuta nel corso del giudizio di separazione personale comporta non l’estinzione del processo, bensì il venir meno della materia del contendere, travolgendo tutte le pronunce, emesse nel corso del procedimento, e non ancora passate in giudicato, comprese quelle relative alle istanze accessorie, comunque connesse alla separazione.

(La Corte, nella specie, ha ritenuto non ostativa all’applicazione del principio di cui alla massima, l’istanza del coniuge volta al conseguimento della pensione di reversibilità di quello defunto).

Cassazione civile sez. I, 29/02/2008, n.5441

Ripartizione della pensione di reversibilità: cosa bisogna considerare?

In tema di ripartizione della pensione di reversibilità a seguito della cessazione degli effetti civili di un matrimonio, occorre considerare la data di separazione e la convivenza prematrimoniale della moglie superstite con il marito defunto, prestando attenzione alla presenza di eventuali figli con la moglie divorziata e, nello stesso tempo, all’assistenza fino alla morte prestata dalla seconda moglie.

Cassazione civile sez. I, 14/03/2014, n.6019

Coniuge separato: ha sempre diritto alla pensione di reversibilità?

L’addebito della separazione non può essere considerato un elemento discriminante ai fini dell’erogazione della pensione di reversibilità al coniuge separato per colpa con verdetto passato in giudicato. Venuta meno l’esclusione disposta dalle norme dichiarate incostituzionali (Corte cost. n. 286 del 1987), il coniuge separato per colpa o per addebito è equiparato in tutto o per tutto al coniuge superstite, separato o non, per ottenere il trattamento di reversibilità.

Cassazione civile sez. lav., 25/02/2009, n.4555

Diritto alla pensione di reversibilità: va riconosciuto anche al coniuge separato con addebito?

Deve ritenersi che la pensione di reversibilità spetti al coniuge separato con addebito a prescindere dalla vivenza a carico al momento del decesso dell’ex coniuge e senza che rilevi lo stato di bisogno e l’attribuzione di un assegno di mantenimento o alimentare a carico del defunto titolare del trattamento previdenziale.

Tribunale Modena sez. lav., 10/02/2020, n.455



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2 Commenti

  1. Buongiorno, ho un paio di domande sulla reversibilità….Il mio ex marito è venuto a mancare…Ora, vorrei capire un po’ alcuni aspetti. A quali familiari spetta la reversibilità? Che cosa succede se il coniuge superstite si risposa?

    1. La pensione ai superstiti, di reversibilità o indiretta, spetta ai seguenti familiari: al coniuge; ai figli: sino a 26 anni se studenti universitari, sino a 21 anni se studenti non universitari, sino alla maggiore età negli altri casi, senza limiti se inabili a proficuo lavoro; in specifiche situazioni, i nipoti sono equiparati ai figli; ai genitori over 65 senza pensione; ai fratelli ed alle sorelle inabili. Ma che cosa accade se il defunto era separato o divorziato? In quali casi l’ex coniuge ha diritto al trattamento ai superstiti? Se il coniuge superstite avente diritto alla pensione ai superstiti passa a nuove nozze, perde il diritto alla prestazione, ma riceve un assegno una tantum, pari a due annualità della quota di pensione in pagamento, compresa la tredicesima mensilità. Per quanto riguarda la misura spettante, si fa riferimento alla data del nuovo matrimonio.

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