Sanatoria anche per cartelle sopra i 1.000 euro

13 Ottobre 2020 | Autore:
Sanatoria anche per cartelle sopra i 1.000 euro

Cancellazione automatica dei debiti inferiori a 1.000 euro anche se il totale è superiore: il limite opera sui singoli carichi. Lo ha stabilito la Cassazione.

Si può beneficiare del saldo e stralcio automatico dei debiti tributari anche quando la cartella esattoriale riporta un totale maggiore di 1.000 euro, se i singoli carichi contenuti nel documento non superano questo importo. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione in una nuova sentenza [1].

La pronuncia di oggi, di fatto, ammette i benefici della pace fiscale tutti coloro che hanno ricevuto una cartella di pagamento che contiene debiti al di sotto di questo valore, purché affidati all’Agente della riscossione nel periodo tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2010 (la cartella può essere stata formata e pervenuta anche successivamente).

Così vengono sanate anche le cartelle superiori a 1.000 euro: ad esempio, se la tua contiene 5 bolli auto da 300 euro ciascuno, il totale supera i 1.000 euro ma il singolo carico no, così come se ci sono voci eterogenee (ad esempio, una multa stradale di 250 euro non pagata, una Tari di 400 euro non versata, un’Irpef o Iva a debito di 900 euro non saldate).

Dunque, se tra le voci che compongono la cartella ciascun ruolo è inferiore a 1.000 euro, si ha diritto alla cancellazione della cartella pure se il suo importo totale è superiore a questa cifra. Per la Suprema Corte, lo stralcio automatico previsto dal Decreto fiscale 2019 [2] riguarda ogni tipo di debito, e precisamente il capitale, gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e le sanzioni applicate.

Per individuare il limite di valore, stabilito dalla legge in 1.000 euro, bisogna riferirsi – spiega la sentenza – ai «debiti di importo residuo comprensivi di sorte capitale, interessi e sanzioni. Non si tiene conto, invece, degli interessi di mora e dell’aggio della riscossione».

Ma questo limite, al di sotto del quale scatta l’azzeramento del debito, non va calcolato sul totale della cartella, perché invece «è riferito al singolo carico affidato, sicché nell’ambito operativo della norma rientrano tutte quelle cartelle, anche di importo complessivo ben superiore a 1000 euro, il cui singolo carico affidato all’agente della riscossione non superi l’importo di 1.000 euro».

La Suprema Corte ha anche precisato che l’importo del debito residuo va calcolato al 24 ottobre 2018, data di entrata in vigore del Decreto sulla pace fiscale. Questa nuova pronuncia ribalta un precedente orientamento espresso dalla stessa Corte di Cassazione la scorsa estate, secondo cui nella sanatoria delle cartelle di pagamento gli importi si sommano.

In sintesi, se hai una cartella esattoriale che contiene carichi affidati all’Agente di riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010 hai diritto all’annullamento automatico, senza necessità di presentare domanda, dei debiti risultanti dai singoli carichi che non superano l’importo di 1.000 euro. Leggi anche “Annullate le cartelle sotto i 1.000 euro“.


note

[1] Cass. sent. n.22018 del 13 ottobre 2020.

[2] Art. 4 D. L. n.119 del 23 ottobre 2018, conv. in Legge n. 136 del 17 dicembre 2018.


1 Commento

  1. Come possiamo verificare che la sentenza sia seguita dalla cancellazione automatica da parte dell’agenzia entrate riscossione o ci dobbiamo sempre rivolgerci a qualche avvocato che verifichi il tutto?
    Questa sentenza è subito operante o bisogna aspettare qualche altra comunicazione?

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