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Aspettativa per motivi di salute: ultime sentenze

18 Novembre 2020
Aspettativa per motivi di salute: ultime sentenze

Accertamento clinico; cessazione del servizio; certificato medico attestante una malattia di tipo neurologico.

Malattia neurologica

È legittimo il provvedimento della Questura che, preso atto della presentazione da parte di un appartenente alla Polizia di stato di un certificato medico attestante una malattia di tipo neurologico, gli ritira in via cautelativa l’arma e il tesserino, dei quali comunque l’interessato non aveva necessità essendo assente dal servizio per motivi di salute, e gli restituisce il tutto non appena verificato che, all’esito degli accertamenti effettuati, era risultato idoneo al servizio; ed infatti, se è vero che l’art. 48, d.P.R. 28 ottobre 1985 n. 782 prevede il ritiro dell’arma e del tesserino nel caso di sospensione dal servizio o di aspettativa per motivi di salute determinata da infermità neuro psichiche, deve comunque ritenersi consentito all’ amministrazione di esercitare, anche prima del verificarsi di tali fattispecie, il potere cautelare di impedire, nelle more dell’adozione dei successivi provvedimenti definitivi, il possibile uso delle armi in dotazione per gli appartenenti al corpo di polizia che sono assenti dal servizio per una malattia di tipo neurologico.

Consiglio di Stato sez. III, 27/04/2015, n.2144

Aspettativa per motivi di salute

Ai fini della configurazione del reato di disobbedienza militare punito ai sensi dell’art. 173 cod. pen. mil. pace si considera in servizio il sottoufficiale anche se collocato in aspettativa, ma non se sospeso dall’impiego.

(In applicazione del principio la Corte ha ritenuto corretta la condanna dell’imputato per l’inottemperanza, nel periodo in cui era stato collocato in aspettativa per motivi di salute, all’ordine di sgombero del locale occupato durante il servizio dagli effetti personali; mentre ha annullato la condanna del medesimo sottoufficiale per le condotte di disobbedienza poste in essere nel periodo in cui era stato sospeso precauzionalmente dal servizio ai sensi dell’art. 916 D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66).

Cassazione penale sez. I, 13/09/2016, n.51398

Giudizio di idoneità al servizio

L’Amministrazione può richiedere il giudizio di idoneità al servizio nelle ipotesi di istanze presentate dal personale per congedo straordinario, aspettativa per motivi di salute, riconoscimento di dipendenza da causa di servizio di infermità, concessioni di equo indennizzo, ai fini della dispensa dal servizio per motivi di salute oppure, con motivazione adeguata, con riferimento a specifiche circostanze rilevate d’ufficio dalle quali emerga la necessità di tale giudizio.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 09/07/2018, n.7582

Cessazione dal servizio per motivi di salute

Il provvedimento di cessazione dal servizio dei militari, adottato al termine del biennio di aspettativa per motivi di salute non dipendenti da causa di servizio, ha natura assolutamente vincolata, tanto che i suoi effetti si producono in modo automatico; di conseguenza l’Amministrazione non deve effettuare un ulteriore accertamento clinico delle condizioni di salute del militare negli anni successivi al biennio citato, atteso che la cessazione dal servizio costituisce un effetto diretto, previsto automaticamente dalla legge per il compimento del periodo massimo di aspettativa per ragioni di salute.

Consiglio di Stato sez. IV, 15/07/2011, n.4307

Accertamento clinico delle condizioni di salute

Il provvedimento di cessazione dal servizio del militare, adottato al termine del biennio di aspettativa per motivi di salute non dipendenti da causa di servizio, ha natura vincolata, con effetti che si producono in modo automatico al compimento del periodo massimo di aspettativa, sicché l’amministrazione non deve effettuare un ulteriore accertamento clinico delle condizioni di salute dell’interessato.

Consiglio di Stato sez. IV, 28/11/2012, n.6030

Periodo di aspettativa per motivi di salute

Al dipendente della polizia di Stato spetta l’indennità per ferie non godute durante il periodo di aspettativa per motivi di salute (nella specie, gravemente pregiudicata a seguito di un attentato) culminato nella cessazione dal servizio per infermità, posto che il diritto alle ferie si considera, in quel periodo, ugualmente maturato.

Consiglio di Stato sez. VI, 07/05/2010, n.2663

Collocamento in aspettativa d’autorità per infermità

Il provvedimento di cessazione dal servizio dei militari, adottato al termine del periodo massimo di due anni di aspettativa per motivi di salute non dipendenti da causa di servizio, in applicazione degli art. 16 e 29, l. 31 luglio 1954 n. 599, ha natura vincolata, concernendo dati e situazioni di servizio ai quali la legge direttamente riconnette effetti specificamente determinati, una volta verificata la loro oggettiva sussistenza.

Consiglio di Stato sez. IV, 01/04/2011, n.2049

Lunghi periodi di aspettativa per motivi di salute

Lede il prestigio dell’ordine giudiziario, essendo ragionevolmente sussumibile nell’ambito della clausola generale di cui all’art. 18 r.d.l. n. 511 del 1946, il comportamento del magistrato che si assenti dall’ufficio per molti mesi, chiedendo e ottenendo lunghi periodi di aspettativa per motivi di salute o di congedo straordinario, e nello stesso periodo svolga attività sportiva, incompatibile con le lamentate condizioni fisiche, anche diffusa attraverso i mezzi di informazione.

(Sulla base del suddetto principio la S.C. ha confermato la sentenza di merito relativa a magistrato che, durante i suddetti periodi, si allenava alla partecipazione di regata transoceanica).

Cassazione civile sez. un., 01/07/2008, n.17929

Motivi di salute dipendenti da causa di servizio

Nell’ipotesi di collocamento in aspettativa per motivi di salute asseritamente dipendenti da causa di servizio, all’impiegato spetta il trattamento economico sostitutivo di ferie non godute nel periodo dell’aspettativa predetta.

Consiglio di Stato sez. VI, 08/11/2005, n.6227

Aspettativa per motivi di salute: norme disciplinanti

Le norme disciplinanti l’aspettativa per motivi di salute sono norme di “status” che devono essere applicate non appena intervengono in maniera uniforme, senza la possibilità che si determinino situazioni personali irreversibili.

Consiglio di Stato sez. IV, 19/10/2004, n.6704



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4 Commenti

  1. Buonasera, a proposito di aspettativa retribuita per motivi di salute, vorrei chiedervi se il periodo di comporto massimo previsto dalla legge per il settore scuola?

    1. Il periodo di comporto massimo previsto dalla legge per il settore scuola è di diciotto mesi nell’arco di un triennio; nel computo sono incluse le assenze dovute all’ultima malattia e quelle per malattia che si sono verificate nei tre anni precedenti. Se i diciotto mesi non dovessero bastare, il dipendente potrà prendere un’aspettativa per gravi motivi personali, per un periodo massimo di ulteriori diciotto mesi, questa volta non retribuiti. In genere ciò viene fatto in presenza di malattie particolarmente gravi e che richiedano terapie salvavita ed altre assimilabili, come ad esempio l’emodialisi e la chemioterapia.

  2. Ho richiesto un periodo di aspettativa dal lavoro e vorrei nel frattempo svolgerne un altro, ma non sono sicuro che si possa fare….quindi, posso svolgere un altro lavoro durante l’aspettativa non retribuita?

    1. In realtà se siamo in aspettativa già abbiamo un lavoro, non è possibile farsi assumere da un altro datore di lavoro. La legge non permette lo svolgimento di un’altra attività lavorativa, a meno che questo non sia previsto espressamente dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato al nostro rapporto di lavoro. Se non dovesse essere previsto dal contratto collettivo allora si rischia il licenziamento. Non è neppure consentito dalla legge assentarsi dall’attuale lavoro e fruire dell’aspettativa per svolgere un periodo di prova di un nuovo lavoro. Alcuni contratti potrebbero anche prevedere delle clausole di non concorrenza, le quali non ci permettono di svolgere delle collaborazioni nel nostro settore. Devi fare attenzione, informarti e magari se ne hai la possibilità parlare direttamente con il tuo datore di lavoro, in modo da chiarire se esistono incompatibilità tra il tuo lavoro e le idee che vuoi realizzare durante l’aspettativa (avviare un’attività autonoma oppure svolgere dei lavoretti per poter arrotondare la tua situazione finanziaria). Cosi non rischierai di perdere il lavoro che, in realtà, vuoi mantenere.

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