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Redditi di case e terreni: riducono la pensione?

15 Ottobre 2020 | Autore:
Redditi di case e terreni: riducono la pensione?

Se il pensionato è proprietario di uno o più immobili, l’importo dell’assegno pensionistico viene tagliato?

Quale sarà la mia pensione netta? È questa una delle domande che i lavoratori prossimi alla pensione pongono più frequentemente: come tutti (ahimè) sappiamo, le imposte incidono non poco sulla pensione: pertanto, la differenza tra l’importo lordo spettante ed il netto liquidato dall’Inps (o dalla diversa gestione previdenziale) può essere notevole.

La differenza tra pensione lorda e netta risulta tanto più elevata quanto più è ingente l’importo dell’assegno liquidato dall’ente previdenziale: la pensione lorda infatti è imponibile ai fini fiscali, pertanto più risulta elevata e più sarà “pesante” l’imposta dovuta e trattenuta nel cedolino mensile.

Occorre però fare attenzione: l’importo della pensione netta dipende anche dagli altri redditi imponibili del pensionato. L’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, si applica infatti al reddito complessivo del contribuente, che comprende anche eventuali redditi di lavoro, d’impresa, di capitale, redditi diversi e derivanti dal possesso d’immobili.

Quindi, i redditi di case e terreni riducono la pensione? Per rispondere alla domanda, dobbiamo innanzitutto capire a quali imposte sono assoggettati i redditi di pensione, per poi comprendere come si calcola il reddito complessivo del pensionato, com’è calcolata l’Irpef e come gli immobili influiscono sulla determinazione dell’imposta.

La pensione è esente da imposte?

Le pensioni dirette, come la pensione anticipata o di vecchiaia, non scontano una tassazione separata, ma sono assoggettate all’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, assieme alle addizionali comunali e regionali sulla stessa. Fanno eccezione le sole pensioni che costituiscono trattamenti di assistenza e non di previdenza, come la pensione d’inabilità civile o l’accompagnamento.

La pensione, intesa come trattamento di previdenza, pur essendo generalmente imponibile può avere delle “voci” esenti. L’Inps difatti può erogare, unitamente all’assegno di pensione, i trattamenti di famiglia, cioè gli assegni per il nucleo familiare del pensionato: si tratta di una prestazione aggiuntiva riconosciuta dall’Inps a favore del titolare della pensione e dei suoi familiari, se sussistono determinati requisiti. Questa voce è esente da imposizione, ma non fa realmente parte della pensione.

Per saperne di più, leggi “Guida agli assegni familiari del pensionato“.

Quali imposte si applicano alla pensione?

L’Irpef viene trattenuta mensilmente dall’Inps, nel cedolino pensione. Il cedolino normalmente non viene calcolato tenendo conto degli altri redditi del pensionato: ecco perché accade spesso che il contribuente beneficiario di pensione, presentando il modello 730 (o il modello redditi persone fisiche), in sede di dichiarazione dei redditi si ritrovi a debito. Il pensionato con altri introiti oltre a quelli derivanti dal trattamento previdenziale, difatti, è assoggettato all’Irpef anche in relazione agli ulteriori redditi, pertanto paga un’imposta maggiore rispetto a quella calcolata mese per mese sulla pensione.

L’Irpef, come già esposto, non si applica alla sola pensione, ma a tutti i redditi del contribuente, cioè al reddito complessivo.

Come si calcola il reddito complessivo del pensionato?

Il reddito complessivo del pensionato coincide con la pensione solo nell’ipotesi in cui il trattamento costituisca la sua unica entrata, quindi nel caso in cui sia privo di altri redditi, anche riferiti a case e terreni.

Per calcolare il reddito su cui applicare l’imposta, cioè il reddito imponibile del pensionato che ha percepito nell’anno diverse entrate o che possiede terreni o fabbricati, bisogna considerare tutti i suoi redditi che risultano assoggettati ad imposizione secondo il Tuir, il testo unico delle imposte sui redditi [1].

Fanno parte del reddito complessivo, oltre ai redditi di pensione, i redditi fondiari, che derivano dagli immobili (si deve aver riguardo, ad esempio, alla rendita catastale dei fabbricati, oppure ai redditi dominicali o agrari dei terreni, in determinati casi al valore, oppure all’eventuale importo del canone di locazione), assieme ai redditi di capitale, ai redditi d’impresa, ai redditi di lavoro dipendente, autonomo ed ai redditi diversi.

Case e terreni fanno parte del reddito imponibile?

Non sempre le case ed i terreni fanno parte del reddito imponibile Irpef e possono quindi determinare un taglio della pensione dovuto alla maggiore tassazione. La prima casa, ad esempio, non incrementa l’Irpef in quanto viene applicata una deduzione corrispondente alla rendita catastale relativa all’abitazione principale ed alle pertinenze.

Non rientrano nell’imponibile, poi, gli immobili sottoposti alla cedolare secca, un regime di tassazione separata e quelli non affittati per i quali l’Imu sostituisce l’Irpef (in determinati casi la sostituzione è parziale). Non danno luogo a reddito dei fabbricati, pertanto non rientrano nel reddito complessivo, anche alcune tipologie di fabbricati rurali, le parti comuni condominiali, gli immobili utilizzati per l’esercizio del culto o adibiti a usi pubblici.

Come si calcola l’Irpef sulla pensione?

Una volta determinato il reddito su cui applicare l’Irpef, che può essere costituito dalla sola pensione o dal trattamento assieme a ulteriori voci imponibili, compresi i redditi di case e terreni, si deve calcolare l’imposta dovuta.

L’imposta si determina applicando delle percentuali, le aliquote, al reddito imponibile, suddiviso per fasce d’importo.

Ricordiamo che l’Irpef è un’imposta che prevede l’applicazione di aliquote crescenti per scaglioni di reddito, cioè di aliquote man mano più elevate al crescere delle fasce di reddito.

Per la precisione:

  • se il reddito complessivo dell’interessato si trova nella fascia tra zero e 15mila euro, si applica l’aliquota del 23%;
  • nello scaglione di reddito tra 15.001 e 28mila euro, si applica l’aliquota del 27%;
  • nella fascia di reddito tra 28.001 e 55mila euro, si applica l’aliquota del 38%;
  • nello scaglione di reddito tra 55.001 e 75 mila euro si applica l’aliquota del 41%;
  • nella fascia di reddito che va dai 75.001 in su, si applica l’aliquota del 43%.

L’Inps ha calcolato a Rebecca, sulla base degli assegni di pensione erogati, un reddito imponibile pari a 25mila euro, applicandole dunque l’aliquota del 23% sino a 15mila euro e del 27% per i redditi tra 15.001 e 25mila euro. Rebecca, però, nell’anno ha percepito altri 10mila euro di redditi imponibili relativi ai fabbricati posseduti. Le aliquote applicate in sede di dichiarazione dei redditi saranno dunque: l’aliquota del 23% sino a 15mila euro, del 27% per i redditi tra 15.001 e 28mila euro e del 38% nella fascia di reddito tra 28.001 e 35mila euro.

Come si calcola la detrazione fiscale sulla pensione?

Una volta calcolata l’Irpef lorda, non bisogna dimenticare che al contribuente, avente diritto alla pensione anticipata, spettano le detrazioni per redditi di pensione, se l’importo del reddito complessivo è inferiore a 55mila euro.

Possono poi spettargli ulteriori detrazioni, ad esempio se ha coniuge e figli a carico, oppure se ha sostenuto spese mediche, per interventi di ristrutturazione o altri oneri che prevedono il diritto a una detrazione. Che cos’è la detrazione? Si tratta di un importo che si sottrae dall’imposta dovuta, da non confondere con la deduzione che invece è un importo che si sottrae dal reddito da tassare (ad esempio, come abbiamo osservato, la rendita corrispondente all’abitazione principale è aggiunta poi dedotta dal reddito imponibile, venendo così neutralizzata ai fini Irpef).

Filiberto, nella dichiarazione dei redditi, ha diritto a 3mila euro di deduzioni complessive ed a 600 euro di detrazioni. Filiberto deve quindi calcolare il reddito imponibile sottraendo dal valore ottenuto 3mila euro e, dopo aver calcolato l’Irpef lorda, deve sottrarre i 600 euro di detrazioni.

Per conoscere tutte le detrazioni, leggi l’articolo “Detrazione fiscale, come funziona“.

Ma vediamo più nel dettaglio come funzionano le detrazioni per reddito di pensione. Le detrazioni per il possesso di redditi di pensione, dall’anno d’imposta 2017 in poi (quindi anche per l’anno d’imposta 2020), sono pari a:

  • 1.880 euro, se il reddito complessivo del pensionato non supera 8mila euro; chi appartiene alla fascia di reddito sino a 8mila euro si trova nella cosiddetta no tax area pensionati, in quanto le detrazioni per redditi di pensione superano l’imposta dovuta; semplificando, il pensionato sotto gli 8mila euro non paga tasse;
  • se il reddito complessivo del pensionato è compreso tra 8mila e 15mila euro si deve applicare la seguente formula: 1297 + [583 × (15mila – reddito complessivo) / 7mila];
  • se il reddito complessivo del pensionato è compreso tra 15 mila e 55 mila euro si deve applicare la seguente formula: 1.297 × [(55 mila – reddito complessivo) / 40 mila].

Nessuna detrazione deve essere applicata sopra i 55mila euro di reddito.

Se la pensione non è stata percepita per tutti i 365 giorni dell’anno (366 se bisestile), la detrazione spettante deve essere rapportata ai giorni in cui spetta il diritto al trattamento previdenziale, ma non è cumulabile con le altre detrazioni sui redditi per le giornate coincidenti ed è assolutamente incumulabile, relativamente allo stesso anno, con le detrazioni per reddito di lavoro autonomo e d’impresa minore. Queste detrazioni, difatti, non sono rapportate all’anno, quindi non possono essere fruite contemporaneamente alle detrazioni per redditi di lavoro dipendente, né alle detrazioni per reddito di pensione, con riferimento alla medesima annualità.

Come si arriva alla pensione netta?

Riepiloghiamo dunque i passaggi per arrivare alla pensione al netto della tassazione effettiva:

  • imponibile lordo
  • – Irpef netta (il cui calcolo è effettuato determinando aliquote e detrazioni sulla base del reddito complessivo e non solo del reddito di pensione)
  • + eventuali trattamenti di famiglia
  • – altre trattenute (sindacali, prestiti, pignoramenti)
  • = pensione netta.

Gesuino, con una pensione lorda pari a 13mila euro annui, al netto di Irpef e addizionali percepisce circa 850 euro di pensione mensile, anziché mille. Nell’anno figurano però 13mila euro di redditi di fabbricati. Al netto della tassazione, restano circa 530 euro di pensione effettivi.


note

[1] DPR 917/1986.


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