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Pensione di invalidità: contano i redditi dei familiari?

15 Ottobre 2020 | Autore:
Pensione di invalidità: contano i redditi dei familiari?

Per il diritto all’assegno di assistenza per invalidi civili parziali si deve considerare il reddito del coniuge e degli altri componenti del nucleo familiare?

Gli invalidi civili hanno diritto, nell’ipotesi in cui la riduzione della capacità lavorativa sia almeno pari al 74%, a un assegno di assistenza [1], o pensione d’invalidità civile.

Per ottenere la prestazione assistenziale non è sufficiente, però, il solo riconoscimento dell’invalidità civile in misura almeno pari al 74%, ma è necessario non superare specifiche soglie di reddito, che vengono rivalutate ogni anno.

L’assistenza da parte dello Stato, difatti, è riconosciuta soltanto se l’interessato versa in condizione di bisogno economico: ci si domanda allora se, per verificare le condizioni economiche effettive dell’invalido, sia sufficiente riferirsi al solo reddito dell’interessato, oppure si debba prendere in considerazione anche il reddito del coniuge ed eventualmente quello degli altri componenti del nucleo familiare. In altri termini, ai fini della pensione di invalidità contano i redditi dei familiari?

A chiarire la questione è stata la Cassazione, con una recente ordinanza [2]. Osserviamo allora quali sono i limiti di reddito per il diritto alla pensione d’invalidità e quali redditi devono essere presi in considerazione, facendo attenzione a non confondere l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, o pensione d’invalidità civile, con la pensione d’inabilità civile, spettante alle persone riconosciute invalide civili nella misura del 100%.

La pensione d’inabilità civile, difatti, anche se ha lo stesso importo base della pensione d’invalidità civile, ossia 286,81 euro mensili, può essere incrementata al milione, sino a 651,51 euro mensili. Relativamente all’incremento al milione, influiscono anche i redditi del coniuge dell’inabile. Ma procediamo con ordine.

Requisiti di reddito per la pensione d’invalidità civile

Per percepire l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, o pensione d’invalidità civile, bisogna possedere un’invalidità riconosciuta dall’apposita commissione medica almeno pari al 74% e sino al 99%, essere cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno di almeno un anno, essere residenti stabilmente in Italia e possedere i seguenti requisiti economici:

  • per il 2020, avere un reddito annuo non superiore a 4.926,35 euro;
  • essere in stato di disoccupazione: lo stato di disoccupazione può essere mantenuto, anche se si lavora, se non si superano 8145 euro di reddito su base annua, nel caso in cui l’attività svolta sia di lavoro dipendente o co.co.co., oppure non si superano 4.800 euro su base annua, nell’ipotesi in cui l’attività esercitata sia di lavoro autonomo; non è più previsto, per ottenere l’assegno di assistenza dall’Inps, l’obbligo dell’iscrizione nelle liste di collocamento speciali (qui la Guida alle nuove regole sullo stato di disoccupazione);
  • non percepire un trattamento incompatibile con l’assegno di assistenza stesso.

Che cosa succede se non si superano i requisiti reddituali per mantenere lo stato di disoccupazione ma si superano i requisiti di reddito per il diritto all’assegno? In questo caso, la pensione d’invalidità civile non spetta, anche se l’interessato continua ad avere lo status di disoccupato.

Quali redditi rilevano per la pensione d’invalidità civile?

Nella determinazione della soglia di reddito per il diritto alla pensione di invalidità devono essere valutati i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali.

Nel dettaglio, i redditi da considerare sono i seguenti:

  • stipendi, pensioni, terreni, fabbricati, redditi da impresa e da lavoro autonomo, assegno di mantenimento pagato al coniuge separato o divorziato, etc.:
  • redditi soggetti a tassazione separata riferiti ad anni precedenti a quelli di effettiva corresponsione;
  • redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (interessi derivanti da depositi bancari o postali, titoli di Stato, etc.);
  • redditi prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettabili all’Irpef;
  • redditi da lavoro, conseguiti presso enti internazionali operanti in Italia e non soggetti alla normativa tributaria italiana;
  • redditi da pensione concessa da organismi esteri o enti internazionali;
  • redditi relativi a indennità corrisposte ai cittadini colpiti da tubercolosi;
  • trattamenti di fine rapporto comunque denominati (Tfr, Tfs) e loro anticipazioni.

Secondo quanto indicato dall’Inps nelle istruzioni del modello AP70 (il modello “Dati socio-economici necessari per la concessione e l’erogazione delle prestazioni d’invalidità civile”, che serve, una volta riconosciuta l’invalidità, per ottenere l’assegno di assistenza), è necessario considerare tra i redditi anche:

  • gli arretrati;
  • i conguagli;
  • le indennità di fine rapporto;
  • le eredità.

Quali redditi non rilevano per la pensione d’invalidità civile?

I redditi che invece non sono rilevanti e non rientrano dunque nella soglia limite per il diritto alla pensione d’invalidità civile sono invece i seguenti:

  • pensioni, assegni e indennità corrisposti o da corrispondere agli invalidi civili: si tratta di prestazioni esenti dall’Irpef;
  • rendita dell’abitazione principale e delle relative pertinenze;
  • rendite infortunistiche Inail aventi natura di risarcimento;
  • assegni per l’assistenza personale continuativa;
  • rendita Inail ai superstiti, in caso di morte del titolare della rendita;
  • assegno funerario;
  • rendite di passaggio per silicosi e asbestosi;
  • pensioni di guerra di ogni tipo, assieme alle relative indennità accessorie;
  • assegni annessi alle pensioni privilegiate ordinarie;
  • pensioni annesse alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia;
  • soprassoldi concessi ai decorati al valore militare;
  • sussidi e prestazioni assistenziali pagati dallo Stato e da altri Enti pubblici;
  • sussidi a carattere assistenziale e prestazioni assimilate;
  • rendite corrisposte in Italia dall’assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera AVS.

Redditi incompatibili con la pensione d’invalidità

Vi sono poi dei redditi che, a prescindere dalla soglia, risultano incompatibili con la pensione d’invalidità civile. Si tratta dei redditi derivanti da:

  • pensioni dirette di invalidità (erogate a qualsiasi titolo dall’Assicurazione generale obbligatoria e da altri enti ai lavoratori dipendenti e autonomi);
  • pensioni dirette di invalidità per causa di guerra, di lavoro (Inail) o di servizio (comprese le rendite Inail).

Come si accerta il reddito dell’invalido?

Ai fini dell’accertamento del requisito reddituale, in sede di prima liquidazione della pensione d’invalidità civile si considerano i redditi dell’anno in corso dichiarati dall’interessato in via presuntiva.

Per gli anni successivi si considerano, per le pensioni, i redditi percepiti nell’anno di riferimento, mentre per le altre tipologie di redditi gli importi percepiti negli anni precedenti.

In condizioni particolari di reddito, l’importo dell’assegno può essere incrementato su base mensile con il beneficio della cosiddetta maggiorazione sociale.

Il reddito del coniuge si deve considerare per il diritto alla pensione d’invalidità?

La valutazione della soglia di reddito limite per il diritto a pensione deve essere effettuata nei confronti del solo invalido beneficiario del sostegno economico, senza considerare il coniuge o gli altri familiari. Lo ha confermato una recente ordinanza della Cassazione [2].

Tuttavia, il reddito del coniuge rileva per il diritto alla maggiorazione sociale. Nel dettaglio, sull’importo base dell’assegno di invalidità civile spetta una maggiorazione di 10,33 euro al mese (per 13 mensilità) qualora il titolare e l’eventuale coniuge non possiedano redditi superiori ad un determinato importo, pari a:

  • 112,08 euro annui, quale limite di reddito personale dell’invalido;
  • 809,99 euro annui, quale limite di reddito personale cumulato con quello del coniuge.

I valori sono relativi all’anno 2020 e vengono aggiornati periodicamente; nella valutazione del reddito per il diritto alla maggiorazione sociale si considerano le stesse voci rilevanti per il diritto all’assegno di invalidità.

Sia la pensione di invalidità civile che la maggiorazione sociale aspettano sempre in misurapiena.se non si superano i limiti di reddito. Se le soglie reddituali sono superate, i benefici non spettano in modo assoluto.


note

[1] Art 13 L. 118/1971

[2] Cass ord. 21763/2020.

[3] Circ. Inps 77/2002.


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