Le norme modificate al Codice della strada

14 Ottobre 2020 | Autore:
Le norme modificate al Codice della strada

L’elenco di tutte le norme modificate dalla riforma, con le sanzioni previste per le violazioni.

Le modifiche al Codice della strada apportate dal Dl 76/2020, convertito con modificazioni dalla legge 120/2020, sono evidenziate in nero.

Articolo 2

(Definizione e classificazione delle strade)
1. Ai fini dell’applicazione delle norme del presente codice si definisce “strada” l’area ad uso pubblico
destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali.
2. Le strade sono classificate, riguardo alle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, nei
seguenti tipi:
A – Autostrade;
B – Strade extraurbane principali;
C – Strade extraurbane secondarie;
D – Strade urbane di scorrimento;
E – Strade urbane di quartiere;
E-bis – Strade urbane ciclabili;
F – Strade locali.
F bis. Itinerari ciclopedonali.
3. Le strade di cui al comma 2 devono avere le seguenti caratteristiche minime:
A – Autostrada: strada extraurbana o urbana a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico
invalicabile, ciascuna con almeno due corsie di marcia, eventuale banchina pavimentata a sinistra e corsia
di emergenza o banchina pavimentata a destra, priva di intersezioni a raso e di accessi privati, dotata di
recinzione e di sistemi di assistenza all’utente lungo l’intero tracciato, riservata alla circolazione di talune
categorie di veicoli a motore e contraddistinta da appositi segnali di inizio e fine. Deve essere attrezzata con
apposite aree di servizio ed aree di parcheggio, entrambe con accessi dotati di corsie di decelerazione e di
accelerazione.
B – Strada extraurbana principale: strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile,
ciascuna con almeno due corsie di marcia e banchina pavimentata a destra, priva di intersezioni a raso, con
accessi alle proprietà laterali coordinati, contraddistinta dagli appositi segnali di inizio e fine, riservata alla
circolazione di talune categorie di veicoli a motore; per eventuali altre categorie di utenti devono essere
previsti opportuni spazi. Deve essere attrezzata con apposite aree di servizio, che comprendano spazi per la
sosta, con accessi dotati di corsie di decelerazione e di accelerazione.
C – Strada extraurbana secondaria: strada ad unica carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia e
banchine.
D – Strada urbana di scorrimento: strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna
con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata
a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste
apposite aree o fasce laterali esterne alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate.
E – Strada urbana di quartiere: strada ad unica carreggiata con almeno due corsie, banchine pavimentate e
marciapiedi; per la sosta sono previste aree attrezzate con apposita corsia di manovra, esterna alla
carreggiata.
E-bis – Strada urbana ciclabile: strada urbana ad unica carreggiata, con banchine pavimentate e
marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale ed
orizzontale, con priorità per i velocipedi;
F – Strada locale: strada urbana od extraurbana opportunamente sistemata ai fini di cui al comma 1 non
facente parte degli altri tipi di strade.
F bis. Itinerario ciclopedonale: strada locale, urbana, extraurbana o vicinale, destinata prevalentemente alla
percorrenza pedonale e ciclabile e caratterizzata da una sicurezza intrinseca a tutela dell’utenza debole
della strada.
4. E’ denominata “strada di servizio” la strada affiancata ad una strada principale (autostrada, strada
extraurbana principale, strada urbana di scorrimento) avente la funzione di consentire la sosta ed il
raggruppamento degli accessi dalle proprietà laterali alla strada principale e viceversa, nonché il
movimento e le manovre dei veicoli non ammessi sulla strada principale stessa.
5. Per le esigenze di carattere amministrativo e con riferimento all’uso e alle tipologie dei collegamenti
svolti, le strade, come classificate ai sensi del comma 2, si distinguono in strade “statali”, “regionali”,
“provinciali”, “comunali”, secondo le indicazioni che seguono. Enti proprietari delle dette strade sono
rispettivamente lo Stato, la regione, la provincia, il comune.
6. Le strade extraurbane di cui al comma 2, lettere B, C ed F si distinguono in:
A – Statali, quando: a) costituiscono le grandi direttrici del traffico nazionale; b) congiungono la rete viabile
principale dello Stato con quelle degli Stati limitrofi; c) congiungono tra loro i capoluoghi di regione ovvero i
capoluoghi di provincia situati in regioni diverse, ovvero costituiscono diretti ed importanti collegamenti tra
strade statali; d) allacciano alla rete delle strade statali i porti marittimi, gli aeroporti, i centri di particolare
importanza industriale, turistica e climatica; e) servono traffici interregionali o presentano particolare
interesse per l’economia di vaste zone del territorio nazionale.
B – Regionali, quando allacciano i capoluoghi di provincia della stessa regione tra loro o con il capoluogo di
regione ovvero allacciano i capoluoghi di provincia o i comuni con la rete statale se ciò sia particolarmente
rilevante per ragioni di carattere industriale, commerciale, agricolo, turistico e climatico.
C – Provinciali, quando allacciano al capoluogo di provincia capoluoghi dei singoli comuni della rispettiva
provincia o più capoluoghi di comuni tra loro ovvero quando allacciano alla rete statale o regionale i
capoluoghi di comune, se ciò sia particolarmente rilevante per ragioni di carattere industriale, commerciale,
agricolo, turistico e climatico.
D – Comunali, quando congiungono il capoluogo del comune con le sue frazioni o le frazioni fra loro, ovvero
congiungono il capoluogo con la stazione ferroviaria, tranviaria o automobilistica, con un aeroporto o porto
marittimo, lacuale o fluviale, con interporti o nodi di scambio intermodale o con le località che sono sede di
essenziali servizi interessanti la collettività comunale. Ai fini del presente codice, le strade “vicinali” sono
assimilate alle strade comunali.
7. Le strade urbane di cui al comma 2, lettere D, E e F, sono sempre comunali quando siano situate
nell’interno dei centri abitati, eccettuati i tratti interni di strade statali, regionali o provinciali che
attraversano centri abitati con popolazione non superiore a diecimila abitanti.
8. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti , nel termine indicato dall’art. 13, comma 5, procede alla
classificazione delle strade statali ai sensi del comma 5, seguendo i criteri di cui ai commi 5, 6 e 7, sentiti il
Consiglio superiore dei lavori pubblici, il consiglio di amministrazione dell’Azienda nazionale autonoma per
le strade statali, le regioni interessate, nei casi e con le modalità indicate dal regolamento. Le regioni, nel
termine e con gli stessi criteri indicati, procedono, sentiti gli enti locali, alle classificazioni delle rimanenti
strade ai sensi del comma 5. Le strade così classificate sono iscritte nell’archivio nazionale delle strade
previsto dall’art. 226.
9. Quando le strade non corrispondono più all’uso e alle tipologie di collegamento previste sono
declassificate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dalle regioni, secondo le rispettive
competenze, acquisiti i pareri indicati nel comma 8. I casi e la procedura per tale declassificazione sono
indicati dal regolamento.
10. Le disposizioni di cui alla presente disciplina non modificano gli effetti del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377, emanato in attuazione della legge 8 luglio 1986, n. 349, in
ordine all’individuazione delle opere sottoposte alla procedura di valutazione d’impatto ambientale. (1)
10-bis. Resta ferma, per le strade e veicoli militari, la disciplina specificamente prevista dal codice
dell’ordinamento militare.

Articolo 3

(Definizioni stradali e di traffico)
1. Ai fini delle presenti norme le denominazioni stradali e di traffico hanno i seguenti significati:
1) Area di intersezione: parte della intersezione a raso, nella quale si intersecano due o più correnti di
traffico.
2) Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i
velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonché eventuali
deroghe per i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai
velocipedi. In particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso apposita segnalazione, ulteriori
restrizioni alla circolazione su aree pedonali.
3) Attraversamento pedonale: parte della carreggiata, opportunamente segnalata ed organizzata, sulla
quale i pedoni in transito dall’uno all’altro lato della strada godono della precedenza rispetto ai veicoli.
4) Banchina: parte della strada compresa tra il margine della carreggiata ed il più vicino tra i seguenti
elementi longitudinali: marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore
della scarpata nei rilevati.
5) Braccio di intersezione: cfr. Ramo di intersezione.
6) Canalizzazione: insieme di apprestamenti destinato a selezionare le correnti di traffico per guidarle in
determinate direzioni.
7) Carreggiata: parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli; essa è composta da una o più corsie
di marcia ed, in genere, è pavimentata e delimitata da strisce di margine.
7- bis) Casa avanzata: linea di arresto per le biciclette in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per
tutti gli altri veicoli;
8) Centro abitato: insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e fine.
Per insieme di edifici si intende un raggruppamento continuo, ancorché intervallato da strade, piazze,
giardini o simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi
veicolari o pedonali sulla strada.
9) Circolazione: è il movimento, la fermata e la sosta dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulla strada.
10) Confine stradale: limite della proprietà stradale quale risulta dagli atti di acquisizione o dalle fasce di
esproprio del progetto approvato; in mancanza, il confine è costituito dal ciglio esterno del fosso di guardia
o della cunetta, ove esistenti, o dal piede della scarpata se la strada è in rilevato o dal ciglio superiore della
scarpata se la strada è in trincea.
11) Corrente di traffico: insieme di veicoli (corrente veicolare), o pedoni (corrente pedonale), che si
muovono su una strada nello stesso senso di marcia su una o più file parallele, seguendo una determinata
traiettoria.
12) Corsia: parte longitudinale della strada di larghezza idonea a permettere il transito di una sola fila di
veicoli.
12-bis) Corsia ciclabile: parte longitudinale della carreggiata, posta di norma a destra, delimitata
mediante una striscia bianca, continua o discontinua, destinata alla circolazione sulle strade dei
velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede. La
corsia ciclabile può essere impegnata, per brevi tratti, da altri veicoli se le dimensioni della carreggiata
non ne consentono l’uso esclusivo ai velocipedi; in tal caso essa è parte della corsia veicolare e deve
essere delimitata da strisce bianche discontinue. La corsia ciclabile può essere impegnata da altri veicoli
anche quando sono presenti fermate del trasporto pubblico collettivo e risulta sovrapposta alle strisce di
delimitazione di fermata di cui all’articolo 151 del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495. La corsia ciclabile si intende valicabile, limitatamente allo spazio
necessario per consentire ai veicoli, diversi dai velocipedi, di effettuare la sosta o la fermata nei casi in cui
vi sia fascia di sosta veicolare laterale, con qualsiasi giacitura;
12-ter) Corsia ciclabile per doppio senso ciclabile: parte longitudinale della carreggiata urbana a senso
unico di marcia, posta a sinistra rispetto al senso di marcia, delimitata mediante una striscia bianca
discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la circolazione sulle strade urbane dei
velocipedi in senso contrario a quello di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del
velocipede. La corsia ciclabile è parte della carreggiata destinata alla circolazione dei velocipedi in senso
opposto a quello degli altri veicoli;
13) Corsia di accelerazione: corsia specializzata per consentire ed agevolare l’ingresso ai veicoli sulla
carreggiata.
14) Corsia di decelerazione: corsia specializzata per consentire l’uscita dei veicoli da una carreggiata in
modo da non provocare rallentamenti ai veicoli non interessati a tale manovra.
15) Corsia di emergenza: corsia, adiacente alla carreggiata, destinata alle soste di emergenza, al transito dei
veicoli di soccorso ed, eccezionalmente, al movimento dei pedoni, nei casi in cui sia ammessa la
circolazione degli stessi.
16) Corsia di marcia: corsia facente parte della carreggiata, normalmente delimitata da segnaletica
orizzontale.
17) Corsia riservata: corsia di marcia destinata alla circolazione esclusiva di una o solo di alcune categorie di
veicoli.
18) Corsia specializzata: corsia destinata ai veicoli che si accingono ad effettuare determinate manovre,
quali svolta, attraversamento, sorpasso, decelerazione, accelerazione, manovra per la sosta o che
presentano basse velocità o altro.
19) Cunetta: manufatto destinato allo smaltimento delle acque meteoriche o di drenaggio, realizzato
longitudinalmente od anche trasversalmente all’andamento della strada.
20) Curva: raccordo longitudinale fra due tratti di strada rettilinei, aventi assi intersecantisi, tali da
determinare condizioni di limitata visibilità.
21) Fascia di pertinenza: striscia di terreno compresa tra la carreggiata ed il confine stradale. E’ parte della
proprietà stradale e può essere utilizzata solo per la realizzazione di altre parti della strada.
22) Fascia di rispetto: striscia di terreno, esterna al confine stradale, sulla quale esistono vincoli alla
realizzazione, da parte dei proprietari del terreno, di costruzioni, recinzioni, piantagioni, depositi e simili.
23) Fascia di sosta laterale: parte della strada adiacente alla carreggiata, separata da questa mediante
striscia di margine discontinua e comprendente la fila degli stalli di sosta e la relativa corsia di manovra.
24) Golfo di fermata: parte della strada, esterna alla carreggiata, destinata alle fermate dei mezzi collettivi
di linea ed adiacente al marciapiede o ad altro spazio di attesa per i pedoni.
25) Intersezione a livelli sfalsati: insieme di infrastrutture (sovrappassi; sottopassi e rampe) che consente lo
smistamento delle correnti veicolari fra rami di strade poste a diversi livelli.
26) Intersezione a raso (o a livello): area comune a più strade, organizzata in modo da consentire lo
smistamento delle correnti di traffico dall’una all’altra di esse.
27) Isola di canalizzazione: parte della strada, opportunamente delimitata e non transitabile, destinata a
incanalare le correnti di traffico.
28) Isola di traffico: cfr. Isola di canalizzazione.
29) Isola salvagente: cfr. Salvagente.
30) Isola spartitraffico: cfr. Spartitraffico.
31) Itinerario internazionale: strade o tratti di strade facenti parte degli itinerari così definiti dagli accordi
internazionali.
32) Livelletta: tratto di strada a pendenza longitudinale costante.
33) Marciapiede: parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta,
destinata ai pedoni.
34) Parcheggio: area o infrastruttura posta fuori della carreggiata, destinata alla sosta regolamentata o non
dei veicoli.
34 bis) Parcheggio scambiatore: parcheggio situato in prossimità di stazioni o fermate del trasporto
pubblico locale o del trasporto ferroviario, per agevolare l’intermodalità.
35) Passaggio a livello: intersezione a raso, opportunamente attrezzata e segnalata ai fini della sicurezza, tra
una o più strade ed una linea ferroviaria o tranviaria in sede propria.
36) Passaggio pedonale (cfr. anche Marciapiede): parte della strada separata dalla carreggiata, mediante
una striscia bianca continua o una apposita protezione parallela ad essa e destinata al transito dei pedoni.
Esso espleta la funzione di un marciapiede stradale, in mancanza di esso.
37) Passo carrabile: accesso ad un’area laterale idonea allo stazionamento di uno o più veicoli.
38) Piazzola di sosta: parte della strada, di lunghezza limitata, adiacente esternamente alla banchina,
destinata alla sosta dei veicoli.
39) Pista ciclabile: parte longitudinale della strada, opportunamente delimitata, riservata alla circolazione
dei velocipedi.
40) Raccordo concavo (cunetta): raccordo tra due livellette contigue di diversa pendenza che si intersecano
al di sotto della superficie stradale. Tratto di strada con andamento longitudinale concavo.
41) Raccordo convesso (dosso): raccordo tra due livellette contigue di diversa pendenza che si intersecano
al di sopra della superficie stradale. Tratto di strada con andamento longitudinale convesso.
42) Ramo di intersezione: tratto di strada afferente una intersezione.
43) Rampa (di intersezione): strada destinata a collegare due rami di un’intersezione.
44) Ripa: zona di terreno immediatamente sovrastante o sottostante le scarpate del corpo stradale
rispettivamente in taglio o in riporto sul terreno preesistente alla strada.
45) Salvagente: parte della strada, rialzata o opportunamente delimitata e protetta, destinata al riparo ed
alla sosta dei pedoni, in corrispondenza di attraversamenti pedonali o di fermate dei trasporti collettivi.
46) Sede stradale: superficie compresa entro i confini stradali. Comprende la carreggiata e le fasce di
pertinenza.
47) Sede tranviaria: parte longitudinale della strada, opportunamente delimitata, riservata alla circolazione
dei tram e dei veicoli assimilabili.
48) Sentiero (o Mulattiera o Tratturo): strada a fondo naturale formatasi per effetto del passaggio di pedoni
o di animali.
49) Spartitraffico: parte longitudinale non carrabile della strada destinata alla separazione di correnti
veicolari.
50) Strada extraurbana: strada esterna ai centri abitati.
51) Strada urbana: strada interna ad un centro abitato.
52) Strada vicinale (o Poderale o di Bonifica): strada privata fuori dai centri abitati ad uso pubblico.
53) Svincolo: intersezione a livelli sfalsati in cui le correnti veicolari non si intersecano tra loro.
53 bis) Utente debole della strada: pedoni, disabili in carrozzella, ciclisti e tutti coloro i quali meritino una
tutela particolare dai pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade.
54) Zona a traffico limitato: area in cui l’accesso e la circolazione veicolare sono limitati ad ore prestabilite o
a particolari categorie di utenti e di veicoli.
55) Zona di attestamento: tratto di carreggiata, immediatamente a monte della linea di arresto, destinato
all’accumulo dei veicoli in attesa di via libera e, generalmente, suddiviso in corsie specializzate separate da
strisce longitudinali continue.
56) Zona di preselezione: tratto di carreggiata, opportunamente segnalato, ove è consentito il cambio di
corsia affinché i veicoli possano incanalarsi nelle corsie specializzate.
57) Zona di scambio: tratto di carreggiata a senso unico, di idonea lunghezza, lungo il quale correnti di
traffico parallele, in movimento nello stesso verso, possono cambiare la reciproca posizione senza doversi
arrestare.
58) Zona residenziale: zona urbana in cui vigono particolari regole di circolazione a protezione dei pedoni e
dell’ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine.
58-bis) Zona scolastica: zona urbana in prossimità della quale si trovano edifici adibiti ad uso scolastico,
in cui è garantita una particolare protezione dei pedoni e dell’ambiente, delimitata lungo le vie di accesso
dagli appositi segnali di inizio e di fine.
2. Nel regolamento sono stabilite altre definizioni stradali e di traffico di specifico rilievo tecnico.

Articolo 7

(Regolamentazione della circolazione nei centri abitati)
1. Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco:
a) adottare i provvedimenti indicati nell’art. 6, commi 1, 2 e 4;
b) limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli per accertate e motivate esigenze di
prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale, conformemente
alle direttive impartite dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti, per le rispettive competenze,
il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio ed il Ministro per i beni culturali e ambientali;
c) stabilire la precedenza su determinate strade o tratti di strade, ovvero in una determinata intersezione,
in relazione alla classificazione di cui all’art. 2, e, quando la intensità o la sicurezza del traffico lo richiedano,
prescrivere ai conducenti, prima di immettersi su una determinata strada, l’obbligo di arrestarsi
all’intersezione e di dare la precedenza a chi circola su quest’ultima;
d) riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, dei vigili del
fuoco, dei servizi di soccorso, nonché di quelli adibiti al servizio di persone con limitata o impedita capacità
motoria, munite del contrassegno speciale, ovvero a servizi di linea per lo stazionamento ai capilinea;
e) stabilire aree nelle quali è autorizzato il parcheggio dei veicoli;
f) stabilire, previa deliberazione della giunta, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è
subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della
sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe in conformità alle direttive
del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento per le aree urbane;
g) prescrivere orari e riservare spazi per i veicoli di categoria N, ai sensi della lettera c) del comma 2
dell’articolo 47, utilizzati per il carico e lo scarico di cose; (9)
h) istituire le aree attrezzate riservate alla sosta e al parcheggio delle autocaravan di cui all’art. 185;
i) riservare strade alla circolazione dei veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto, al fine di favorire la
mobilità urbana.
i-bis) stabilire che su strade classificate di tipo E, E-bis, F o F-bis, ove il limite massimo di velocità sia
inferiore o uguale a 30 km/h ovvero su parte di una zona a traffico limitato, i velocipedi possano circolare
anche in senso opposto all’unico senso di marcia prescritto per tutti gli altri veicoli, lungo la corsia
ciclabile per doppio senso ciclabile presente sulla strada stessa. La facoltà può essere prevista
indipendentemente dalla larghezza della carreggiata, dalla presenza e dalla posizione di aree per la sosta
veicolare e dalla massa dei veicoli autorizzati al transito. Tale modalità di circolazione dei velocipedi è
denominata ‘doppio senso ciclabile’ ed è individuata mediante apposita segnaletica;
i-ter) consentire la circolazione dei velocipedi sulle strade di cui alla lettera i), purché non siano presenti
binari tramviari a raso ed a condizione che, salvo situazioni puntuali, il modulo delle strade non sia
inferiore a 4,30 m.
2. I divieti di sosta si intendono imposti dalle ore 8 alle ore 20, salvo che sia diversamente indicato nel
relativo segnale.
3. Per i tratti di strade non comunali che attraversano centri abitati, i provvedimenti indicati nell’art. 6,
commi 1 e 2, sono di competenza del prefetto e quelli indicati nello stesso articolo, comma 4, lettera a),
sono di competenza dell’ente proprietario della strada. I provvedimenti indicati nello stesso comma 4,
lettere b), c), d), e) ed f) sono di competenza del comune, che li adotta sentito il parere dell’ente
proprietario della strada.
4. Nel caso di sospensione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione
o per esigenze di carattere militare, ovvero laddove siano stati stabiliti obblighi, divieti o limitazioni di
carattere temporaneo o permanente, possono essere accordati, per accertate necessità, permessi
subordinati a speciali condizioni e cautele. Nei casi in cui sia stata vietata o limitata la sosta, possono essere
accordati permessi subordinati a speciali condizioni e cautele ai veicoli riservati a servizi di polizia e a quelli
utilizzati dagli esercenti la professione sanitaria, nell’espletamento delle proprie mansioni, nonché dalle
persone con limitata o impedita capacità motoria, muniti del contrassegno speciale.
5. Le caratteristiche, le modalità costruttive, la procedura di omologazione e i criteri di installazione e di
manutenzione dei dispositivi di controllo di durata della sosta sono stabiliti con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti .
6. Le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i
veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico.
7. I proventi dei parcheggi a pagamento, in quanto spettanti agli enti proprietari della strada, sono destinati
alla installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro
miglioramento nonché a interventi per il finanziamento del trasporto pubblico locale e per migliorare la
mobilità urbana.
8. Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero
disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su parte
della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a
parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Tale obbligo
non sussiste per le zone definite a norma dell’art. 3 “area pedonale” e “zona a traffico limitato”, nonché per
quelle definite “A” dall’art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica,
opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni
particolari di traffico.
9. I comuni, con deliberazione della giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico
limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine
pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio. In caso di urgenza il provvedimento potrà
essere adottato con ordinanza del sindaco, ancorché di modifica o integrazione della deliberazione della
giunta. Analogamente i comuni provvedono a delimitare altre zone di rilevanza urbanistica nelle quali
sussistono esigenze particolari di traffico, di cui al secondo periodo del comma 8. I comuni possono
subordinare l’ingresso o la circolazione dei veicoli a motore, all’interno delle zone a traffico limitato, anche
al pagamento di una somma. Con direttiva emanata dall’Ispettorato generale per la circolazione e la
sicurezza stradale entro un anno dall’entrata in vigore del presente codice, sono individuate le tipologie dei
comuni che possono avvalersi di tale facoltà, nonché le modalità di riscossione del pagamento e le
categorie dei veicoli esentati.
9-bis. Nel delimitare le zone di cui al comma 9 i comuni consentono, in ogni caso, l’accesso libero a tali zone
ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida.
10. Le zone di cui ai commi 8 e 9 sono indicate mediante appositi segnali.
11. Nell’ambito delle zone di cui ai commi 8 e 9 e delle altre zone di particolare rilevanza urbanistica nelle
quali sussistono condizioni ed esigenze analoghe a quelle previste nei medesimi commi, i comuni hanno
facoltà di riservare, con ordinanza del sindaco, superfici o spazi di sosta per veicoli privati dei soli residenti
nella zona, a titolo gratuito od oneroso.
11-bis. Nelle zone scolastiche urbane può essere limitata o esclusa la circolazione, la sosta o la fermata di
tutte o di alcune categorie di veicoli, in orari e con modalità definiti con ordinanza del sindaco. I divieti di
circolazione, di sosta o di fermata non si applicano agli scuolabus, agli autobus destinati al trasporto degli
alunni frequentanti istituti scolastici, nonché ai titolari di contrassegno di cui all’articolo 381, comma 2,
del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495. Chiunque
viola gli obblighi, le limitazioni o i divieti previsti al presente comma è soggetto alla sanzione
amministrativa di cui al comma 13-bis.
12. Per le città metropolitane le competenze della giunta e del sindaco previste dal presente articolo sono
esercitate rispettivamente dalla giunta metropolitana e dal sindaco metropolitano.
13. Chiunque non ottemperi ai provvedimenti di sospensione o divieto della circolazione, è soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 87,00 a Euro 345,00.
13-bis. Chiunque, in violazione delle limitazioni previste ai sensi della lettera b) del comma 1, circola con
veicoli appartenenti, relativamente alle emissioni inquinanti, a categorie inferiori a quelle prescritte, e’
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168 a euro 679 e, nel caso di
reiterazione della violazione nel biennio, alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della
patente di guida da quindici a trenta giorni ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
14. Chiunque viola gli altri obblighi, divieti o limitazioni previsti nel presente articolo, è soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 42,00 a Euro 173,00. La violazione del
divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici di trasporto, nelle aree pedonali e nelle zone a
traffico limitato è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 83,00 a euro
333,00.
15. Nei casi di sosta vietata, in cui la violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione
amministrativa pecuniaria è applicata per ogni periodo di ventiquattro ore, per il quale si protrae la
violazione. Se si tratta di sosta limitata o regolamentata, la sanzione amministrativa è del pagamento di una
somma da Euro 26,00 a Euro 102,00 e la sanzione stessa è applicata per ogni periodo per il quale si protrae
la violazione.
15-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano senza autorizzazione, anche avvalendosi di
altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare senza autorizzazione l’attività di parcheggiatore o
guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 771 ad
euro 3.101. Se nell’attività sono impiegati minori, o se il soggetto è già stato sanzionato per la medesima
violazione con provvedimento definitivo, si applica la pena dell’arresto da sei mesi a un anno e
dell’ammenda da 2.000 a 7.000 euro. È sempre disposta la confisca delle somme percepite, secondo le
modalità indicate al titolo VI, capo I, sezione II.

Articolo 25

(Attraversamenti ed uso della sede stradale)
1. Non possono essere effettuati, senza preventiva concessione dell’ente proprietario, attraversamenti od
uso della sede stradale e relative pertinenze con corsi d’acqua, condutture idriche, linee elettriche e di
telecomunicazione, sia aeree che in cavo sotterraneo, sottopassi e sovrappassi, teleferiche di qualsiasi
specie, gasdotti, serbatoi di combustibili liquidi, o con altri impianti ed opere, che possono comunque
interessare la proprietà stradale. Le opere di cui sopra devono, per quanto possibile, essere realizzate in
modo tale che il loro uso e la loro manutenzione non intralci la circolazione dei veicoli sulle strade,
garantendo l’accessibilità dalle fasce di pertinenza della strada.
1-bis. In caso di attraversamento a livelli sfalsati tra due strade appartenenti a enti diversi, ferma
restando l’obbligatorietà della concessione di cui al comma 1, le strutture che realizzano l’opera d’arte
principale del sottopasso o sovrappasso, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi, sono di
titolarità dell’ente che rilascia la concessione qualora la strada interferita sia di tipo superiore, con
riferimento ai tipi definiti dall’articolo 2, comma 2, a quello della strada interferente.
1-ter. Per ragioni di sicurezza e di importanza dei flussi di traffico:
a) le strutture dei sottopassi e sovrappassi di strade di tipo A e B con strade di tipo inferiore, comprese le
barriere di sicurezza nei sovrappassi, sono di titolarità degli enti proprietari delle strade di tipo A e B,
anche quando tali enti rilasciano la concessione all’attraversamento;
b) nel caso di attraversamento tra strada di tipo A e strada di tipo B, le strutture dei sottopassi e
sovrappassi, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi, sono di titolarità dell’ente proprietario
della strada di tipo A;
c) nel caso di attraversamento tra strade di tipo A appartenenti a enti diversi, la titolarità delle strutture
dei sottopassi e sovrappassi, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi, è indicata nell’atto di
concessione di cui al comma 1, che va rinnovato o rilasciato se privo di tale indicazione;
c-bis) nel caso di attraversamento tra strade di tipo B appartenenti a enti diversi, la titolarità delle
strutture dei sottopassi e sovrappassi, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi, è indicata, con
preferenza per l’ente cui appartiene la strada di interesse nazionale, nell’atto di concessione di cui al
comma 1, che va rinnovato o rilasciato se privo di tale indicazione;
d) nel caso di attraversamento tra strade di tipo C appartenenti a enti diversi, la titolarità delle strutture
dei sottopassi e sovrappassi, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi, è indicata, con preferenza
per l’ente cui appartiene la strada di interesse nazionale, nell’atto di concessione di cui al comma 1, che
va rinnovato o rilasciato se privo di tale indicazione.
1-quater. Fermo quanto previsto dai commi 1-bis e 1-ter, la titolarità delle strutture delle opere d’arte dei
sottopassi e sovrappassi, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi è indicata in appositi atti
convenzionali con cui vengono disciplinati, in relazione alle nuove strutture ovvero a quelle esistenti alla
data di entrata in vigore della presente disposizione, le modalità e gli oneri di realizzazione, gestione e
manutenzione a carico dell’ente titolare della strada interferente, stipulati tra gli enti proprietari ovvero
tra i gestori delle strade interessate dall’attraversamento a livello sfalsato.
1-quinquies. In relazione ai sottopassi e sovrappassi stradali esistenti, gli enti proprietari della strada
interferita e di quella interferente provvedono, ove necessario anche mediante trasferimento della
titolarità delle opere d’arte da realizzarsi senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, a
dare attuazione alle previsioni di cui ai commi 1-bis, 1-ter e 1-quater entro sei mesi dalla data di entrata
in vigore della presente disposizione. Gli enti proprietari, nonché i gestori dei medesimi procedono, senza
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, alla formazione e all’aggiornamento degli elenchi
dei sottopassi e sovrappassi, di cui risultano o divengano titolari in attuazione dei commi 1-bis, 1-ter e 1-
quater.
2. Le concessioni sono rilasciate soltanto in caso di assoluta necessità, previo accertamento tecnico
dell’autorità competente di cui all’art. 26.
3. I cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani di qualsiasi tipo e natura devono essere collocati in
modo da non arrecare pericolo od intralcio alla circolazione.
4. Il regolamento stabilisce norme per gli attraversamenti e l’uso della sede stradale.
5. Chiunque realizza un’opera o un impianto di quelli previsti nel comma 1 o ne varia l’uso o ne mantiene
l’esercizio senza concessione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro
868,00 a euro 3.471,00.
6. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nella concessione o nelle norme del regolamento è
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 431,00 a euro 1.734,00. (2)
7. La violazione prevista dal comma 5 importa la sanzione amministrativa accessoria dell’obbligo, a carico
dell’autore della violazione ed a sue spese, della rimozione delle opere abusivamente realizzate, secondo le
norme del capo I, sezione II, del titolo VI. La violazione prevista dal comma 6 importa la sanzione
amministrativa accessoria della sospensione di ogni attività fino all’attuazione successiva delle prescrizioni
violate, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

Articolo 37

(Apposizione e manutenzione della segnaletica stradale)
1. L’apposizione e la manutenzione della segnaletica, ad eccezione dei casi previsti nel regolamento per
singoli segnali, fanno carico:
a) agli enti proprietari delle strade, fuori dei centri abitati;
b) ai comuni, nei centri abitati, compresi i segnali di inizio e fine del centro abitato, anche se collocati su
strade non comunali;
c) al comune, sulle strade private aperte all’uso pubblico e sulle strade locali;
d) nei tratti di strade non di proprietà del comune all’interno dei centri abitati con popolazione inferiore ai
diecimila abitanti, agli enti proprietari delle singole strade limitatamente ai segnali concernenti le
caratteristiche strutturali o geometriche della strada. La rimanente segnaletica è di competenza del
comune.
2. Gli enti di cui al comma 1 autorizzano la collocazione di segnali che indicano posti di servizio stradali,
esclusi i segnali di avvio ai posti di pronto soccorso che fanno carico agli enti stessi. L’apposizione e la
manutenzione di detti segnali fanno carico agli esercenti.
2 bis. Gli enti di cui al comma 1 possono utilizzare, nei segnali di localizzazione territoriale del confine del
comune, lingue regionali o idiomi locali presenti nella zona di riferimento, in aggiunta alla denominazione
nella lingua italiana.
3. abrogato

Articolo 75

(Accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione e omologazione)
1. I ciclomotori, i motoveicoli, gli autoveicoli, i filoveicoli e i rimorchi, per essere ammessi alla circolazione,
sono soggetti all’accertamento dei dati di identificazione e della loro corrispondenza alle prescrizioni
tecniche ed alle caratteristiche costruttive e funzionali previste dalle norme del presente codice. Per i
ciclomotori costituiti da un normale velocipede e da un motore ausiliario di cilindrata fino a 50 cc, tale
accertamento è limitato al solo motore.
2. L’accertamento di cui al comma 1 può riguardare singoli veicoli o gruppi di esemplari dello stesso tipo di
veicolo ed ha luogo mediante visita e prova da parte dei competenti uffici delle direzioni generali territoriali
del Dipartimento per i trasporti terrestri e del trasporto intermodale del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, con le modalità stabilite con decreto dallo stesso Ministero. Con il medesimo decreto è indicata la
documentazione che l’interessato deve esibire a corredo della domanda di accertamento.
3. I veicoli indicati nel comma 1, i loro componenti o entità tecniche, prodotti in serie, sono soggetti
all’omologazione del tipo; questa ha luogo a seguito dell’accertamento di cui ai commi 1 e 2, effettuata su
un prototipo, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dei trasporti. Con lo stesso decreto è
indicata la documentazione che l’interessato deve esibire a corredo della domanda di omologazione.
3-bis. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce con propri decreti norme specifiche per
l’approvazione nazionale dei sistemi, componenti ed entità tecniche, nonché le idonee procedure per la
loro installazione quali elementi di sostituzione o di integrazione di parti dei veicoli, su tipi di autovetture e
motocicli nuovi o in circolazione. I sistemi, componenti ed entità tecniche, per i quali siano stati emanati i
suddetti decreti contenenti le norme specifiche per l’approvazione nazionale degli stessi, sono esentati
dalla necessità di ottenere l’eventuale nulla osta della casa costruttrice del veicolo di cui all’articolo 236,
secondo comma, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n.
495, salvo che sia diversamente disposto nei decreti medesimi.
3-ter. Qualora le norme di cui al comma 3-bis si riferiscano a sistemi, componenti ed entità tecniche
oggetto di direttive comunitarie, ovvero di regolamenti emanati dall’Ufficio europeo per le Nazioni Unite
recepite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, le prescrizioni di approvazione nazionale e di
installazione sono conformi a quanto previsto dalle predette direttive o regolamenti.
3-quater. Gli accertamenti relativi all’approvazione nazionale di cui al comma 3-bis sono effettuati dai
competenti uffici delle direzioni generali territoriali del Dipartimento per i trasporti terrestri e per il
trasporto intermodale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
4. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti individua, con proprio decreto, i veicoli di tipo omologato
da adibire a servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone di cui all’articolo 85, o a servizio
di piazza di cui all’articolo 86, o a servizio di linea per trasporto di persone di cui all’articolo 87, che sono
soggetti all’accertamento di cui al comma 2.
5. Fatti salvi gli accordi internazionali, l’omologazione, totale o parziale, rilasciata da uno Stato estero, può
essere riconosciuta in Italia a condizione di reciprocità.
6. L’omologazione può essere rilasciata anche a veicoli privi di carrozzeria. Il successivo accertamento sul
veicolo carrozzato ha luogo con le modalità previste nel comma 2.
7. Sono fatte salve le competenze del Ministero dell’ambiente.

Articolo 78

(Modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione e aggiornamento della carta di
circolazione)
1. I veicoli a motore ed i loro rimorchi devono essere sottoposti a visita e prova presso i competenti uffici
della Direzione generale della M.C.T.C. quando siano apportate una o più modifiche alle caratteristiche
costruttive o funzionali, ovvero ai dispositivi d’equipaggiamento indicati negli articoli 71 e 72, oppure sia
stato sostituito o modificato il telaio. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da
emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono
individuate le tipologie di modifica delle caratteristiche costruttive e funzionali, anche con riferimento ai
veicoli con adattamenti per le persone con disabilità, per le quali la visita e prova di cui al primo periodo
non sono richieste. Con il medesimo decreto sono stabilite, altresì, le modalità e le procedure per gli
accertamenti e l’aggiornamento della carta di circolazione. Entro sessanta giorni dall’approvazione delle
modifiche, gli uffici della Direzione generale della M.C.T.C. ne danno comunicazione ai competenti uffici del
P.R.A. solo ai fini dei conseguenti adeguamenti fiscali.
2. Nel regolamento sono stabiliti le caratteristiche costruttive e funzionali, nonché i dispositivi di
equipaggiamento che possono essere modificati solo previa presentazione della documentazione prescritta
dal regolamento medesimo. Sono stabilite, altresì, le modalità per gli accertamenti e l’aggiornamento della
carta di circolazione.
3. Chiunque circola con un veicolo al quale siano state apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel
certificato di omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione, oppure con il telaio modificato e
che non risulti abbia sostenuto, con esito favorevole, le prescritte visita e prova, ovvero circola con un
veicolo al quale sia stato sostituito il telaio in tutto o in parte e che non risulti abbia sostenuto con esito
favorevole le prescritte visita e prova, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 431,00 a euro 1.734,00.
4. Le violazioni suddette importano la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di
circolazione, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

Articolo 93

(Formalità necessarie per la circolazione degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi)
1. Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi per circolare devono essere muniti di una carta di circolazione e
immatricolati presso la Direzione generale della M.C.T.C.
1-bis. Salvo quanto previsto dal comma 1-ter, è vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre
sessanta giorni, circolare con un veicolo immatricolato all’estero.
1-ter. Nell’ipotesi di veicolo concesso in leasing o in locazione senza conducente da parte di un’impresa
costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo che non ha
stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva, nonché nell’ipotesi di veicolo concesso in
comodato a un soggetto residente in Italia e legato da un rapporto di lavoro o di collaborazione con
un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o aderente allo Spazio economico
europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria od altra sede effettiva, nel rispetto delle
disposizioni contenute nel codice doganale comunitario, a bordo del veicolo deve essere custodito un
documento, sottoscritto dall’intestatario e recante data certa, dal quale risultino il titolo e la durata della
disponibilità del veicolo. In mancanza di tale documento, la disponibilità del veicolo si considera in capo al
conducente.
1-quater. Nell’ipotesi di cui al comma 1-bis e ferma restando l’applicazione delle sanzioni previste dal
comma 7-bis, se il veicolo non è immatricolato in Italia, l’intestatario chiede al competente ufficio della
motorizzazione civile, previa consegna del documento di circolazione e delle targhe estere, il rilascio di un
foglio di via e della relativa targa, ai sensi dell’articolo 99, al fine di condurre il veicolo oltre i transiti di
confine. L’ufficio della motorizzazione civile provvede alla restituzione delle targhe e del documento di
circolazione alle competenti autorità dello Stato che li ha rilasciati.
1-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi 1-bis, 1-ter e 1-quater non si applicano:
a) ai residenti nel comune di Campione d’Italia;
b) al personale civile e militare dipendente da pubbliche amministrazioni in servizio all’estero, di cui
all’articolo 1, comma 9, lettere a) e b), della legge 27 ottobre 1988, n. 470;
c) ai lavoratori frontalieri, o a quei soggetti residenti in Italia che prestano un’attività di lavoro in favore
di un’impresa avente sede in uno Stato confinante o limitrofo, i quali, con il veicolo ivi immatricolato a
proprio nome, transitano in Italia per raggiungere il luogo di residenza o per far rientro nella sede di
lavoro all’estero;
d) al personale delle Forze armate e di polizia in servizio all’estero presso organismi internazionali o basi
militari;
e) al personale dipendente di associazioni territoriali di soccorso, per il rimpatrio dei veicoli immatricolati
all’estero.
2. L’ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. provvede all’immatricolazione e rilascia la carta di
circolazione intestandola a chi si dichiara proprietario del veicolo, indicando, ove ricorrano, anche le
generalità dell’usufruttuario o del locatario con facoltà di acquisto o del venditore con patto di riservato
dominio, con le specificazioni di cui all’art. 91.
3. La carta di circolazione non può essere rilasciata se non sussistono il titolo o i requisiti per il servizio o il
trasporto, ove richiesti dalle disposizioni di legge.
4. Il Ministero dei trasporti, con propri decreti, stabilisce le procedure e la documentazione occorrente per
l’immatricolazione, il contenuto della carta di circolazione, prevedendo, in particolare per i rimorchi, le
annotazioni eventualmente necessarie per consentirne il traino. L’ufficio della Direzione generale della
M.C.T.C., per i casi previsti dal comma 5, dà immediata comunicazione delle nuove immatricolazioni al
Pubblico Registro Automobilistico gestito dall’A.C.I. ai sensi della legge 9 luglio 1990, n. 187.
5. Per i veicoli soggetti ad iscrizione nel P.R.A., nella carta di circolazione sono annotati i dati attestanti la
proprietà e lo stato giuridico del veicolo.
6. Per gli autoveicoli e i rimorchi indicati nell’art. 10, comma 1, è rilasciata una speciale carta di circolazione,
che deve essere accompagnata dall’autorizzazione, quando prevista dall’articolo stesso. Analogo speciale
documento è rilasciato alle macchine agricole quando per le stesse ricorrono le condizioni di cui all’art. 104,
comma 8.
7. Chiunque circola con un veicolo per il quale non sia stata rilasciata la carta di circolazione è soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 431,00 a euro 1.734,00. Alla medesima
sanzione è sottoposto separatamente il proprietario del veicolo o l’usufruttuario o il locatario con facoltà di
acquisto o l’acquirente con patto di riservato dominio. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa
accessoria della confisca del veicolo, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
7-bis. Per la violazione delle disposizioni di cui al comma 1-bis si applica la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 712 a euro 2.848. L’organo accertatore trasmette il documento di
circolazione all’ufficio della motorizzazione civile competente per territorio, ordina l’immediata cessazione
della circolazione del veicolo e il suo trasporto e deposito in luogo non soggetto a pubblico passaggio. Si
applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell’articolo 213. Qualora, entro il termine di centottanta
giorni decorrenti dalla data della violazione, il veicolo non sia immatricolato in Italia o non sia richiesto il
rilascio di un foglio di via per condurlo oltre i transiti di confine, si applica la sanzione accessoria della
confisca amministrativa ai sensi dell’articolo 213.
7-ter. Per la violazione delle disposizioni di cui al comma 1-ter, primo periodo, si applica la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 250 a euro 1.000. Nel verbale di contestazione è
imposto l’obbligo di esibizione del documento di cui al comma 1-ter entro il termine di trenta giorni. Il
veicolo è sottoposto alla sanzione accessoria del fermo amministrativo secondo le disposizioni dell’articolo
214, in quanto compatibili, ed è riconsegnato al conducente, al proprietario o al legittimo detentore,
ovvero a persona delegata dal proprietario, solo dopo che sia stato esibito il documento di cui al comma 1-
ter o, comunque, decorsi sessanta giorni dall’accertamento della violazione. In caso di mancata esibizione
del documento, l’organo accertatore provvede all’applicazione della sanzione di cui all’articolo 94, comma
3, con decorrenza dei termini per la notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per la
presentazione dei documenti.
8. Chiunque circola con un rimorchio agganciato ad una motrice le cui caratteristiche non siano indicate,
ove prescritto, nella carta di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 87,00 a euro 345,00.
9. abrogato
10. Le norme suddette non si applicano ai veicoli delle Forze armate di cui all’art. 138, comma 1, ed a quelli
degli enti e corpi equiparati ai sensi dell’art. 138, comma 11; a tali veicoli si applicano le disposizioni dell’art.
138.
11. I veicoli destinati esclusivamente all’impiego dei servizi di polizia stradale indicati nell’art. 11 vanno
immatricolati dall’ufficio della Direzione generale della M.C.T.C., su richiesta del corpo, ufficio o comando
che utilizza tali veicoli per i servizi di polizia stradale. A siffatto corpo, ufficio o comando viene rilasciata,
dall’ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. che ha immatricolato il veicolo, la carta di circolazione;
questa deve contenere, oltre i dati di cui al comma 4, l’indicazione che il veicolo è destinato esclusivamente
a servizio di polizia stradale. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche di tali veicoli.
12. Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358,
istitutivo dello sportello telematico dell’automobilista, gli adempimenti amministrativi previsti dal presente
articolo e dagli articoli 94 e 103, comma 1, sono gestiti in via telematica dagli uffici del Dipartimento per i
trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale, quale centro unico di servizio, attraverso il
sistema informativo del Dipartimento stesso.

Articolo 94

(Formalità per il trasferimento di proprietà degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e per il trasferimento di residenza dell’intestatario)
1. In caso di trasferimento della proprietà degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi o nel caso di
costituzione dell’usufrutto o di stipulazione di locazione con facoltà di acquisto, l’ufficio competente del
Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale, su richiesta avanzata
dall’acquirente entro sessanta giorni dalla data in cui la sottoscrizione dell’atto è stata autenticata o
giudizialmente accertata, provvede al rilascio di una nuova carta di circolazione nella quale sono annotati gli
intervenuti mutamenti della proprietà e dello stato giuridico del veicolo. Il competente ufficio del P.R.A.
provvede alla relativa trascrizione ovvero, in caso di accertate irregolarità, procede alla ricusazione della
formalità entro tre giorni dal ricevimento delle informazioni e delle documentazioni trasmesse, in via
telematica, dall’ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale.
2. In caso di trasferimento della residenza dell’intestatario della carta di circolazione, o di sede se si tratta di
persona giuridica, l’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e
del personale procede all’aggiornamento dell’archivio nazionale dei veicoli di cui agli articoli 225 e 226.
3. Chi non osserva le disposizioni stabilite nel presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 728,00 a euro 3.636,00.
4. Chiunque circoli con un veicolo per il quale non è stato richiesto, nel termine stabilito dal comma 1,
l’aggiornamento dei dati presenti nell’archivio nazionale dei veicoli o il rinnovo della carta di circolazione è
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 364,00 a euro 1.817,00.
4-bis. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 93, comma 2, gli atti, ancorche’ diversi da quelli di cui al
comma 1 del presente articolo, da cui derivi una variazione dell’intestatario della carta di circolazione
ovvero che comportino la disponibilita’ del veicolo, per un periodo superiore a trenta giorni, in favore di un
soggetto diverso dall’intestatario stesso, nei casi previsti dal regolamento sono dichiarati dall’avente causa,
entro trenta giorni, al Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici al fine
dell’annotazione sulla carta di circolazione, nonche’ della registrazione nell’archivio di cui agli articoli 225,
comma 1, lettera b), e 226, comma 5. In caso di omissione si applica la sanzione prevista dal comma 3.
5. La carta di circolazione è ritirata immediatamente da chi accerta le violazioni previste nei commi 4 e 4-bis
ed e` inviata all’ufficio della Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione,
che provvede al rinnovo dopo l’adempimento delle prescrizioni omesse.
6. Per gli atti di trasferimento di proprietà degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi posti in essere fino alla
data di entrata in vigore della presente disposizione è consentito entro novanta giorni procedere, senza
l’applicazione di sanzioni, alle necessarie regolarizzazioni.
7. Ai fini dell’esonero dall’obbligo di pagamento delle tasse di circolazione e relative soprattasse e accessori
derivanti dalla titolarità di beni mobili iscritti al Pubblico registro automobilistico, nella ipotesi di
sopravvenuta cessazione dei relativi diritti, è sufficiente produrre ai competenti uffici idonea
documentazione attestante la inesistenza del presupposto giuridico per l’applicazione della tassa.
8. In tutti i casi in cui è dimostrata l’assenza di titolarità del bene e del conseguente obbligo fiscale, gli uffici
di cui al comma 1 procedono all’annullamento delle procedure di riscossione coattive delle tasse,
soprattasse e accessori.

Articolo 103

(Obblighi conseguenti alla cessazione della circolazione dei veicoli a motore e dei rimorchi)
1. Per esportare definitivamente all’estero autoveicoli, motoveicoli o rimorchi, l’intestatario o l’avente
titolo chiede all’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e del
personale la cancellazione dall’archivio nazionale dei veicoli e dal P.R.A., restituendo le relative targhe e la
carta di circolazione, secondo le procedure stabilite dal Dipartimento stesso nel rispetto delle vigenti norme
comunitarie in materia. La cancellazione è disposta a condizione che il veicolo sia in regola con gli obblighi
di revisione o sia stato sottoposto, nell’anno in cui ricorre l’obbligo della revisione, a visita e prova per
l’accertamento dell’idoneità alla circolazione ai sensi dell’articolo 75, e che non sia pendente un
provvedimento di revisione singola ai sensi dell’articolo 80, comma 7. Per raggiungere i transiti di confine
per l’esportazione il veicolo cancellato può circolare su strada solo se munito del foglio di via e della targa
provvisoria prevista dall’articolo 99.
2. Le targhe ed i documenti di circolazione vengono, ritirati d’ufficio tramite gli organi di polizia, che ne
curano la consegna al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali
e del personale, nel caso che trascorsi centottanta giorni dalla rimozione del veicolo dalla circolazione, ai
sensi dell’art. 159, non sia stata denunciata la sua sottrazione ovvero il veicolo stesso non sia stato
reclamato dall’intestatario dei documenti anzidetti o dall’avente titolo o venga demolito o alienato ai sensi
dello stesso articolo. Il predetto ufficio provvede alla cancellazione dall’archivio nazionale dei veicoli e ne dà
notizia al competente ufficio del P.R.A. per la cancellazione dal pubblico registro automobilistico.
3. abrogato
4. abrogato
5. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da euro 173,00 a euro 695,00.

Articolo 126

(Durata e conferma della validità della patente di guida)
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 119, la durata della validità delle patenti di guida e dei
certificati di abilitazione professionale di cui all’articolo 116, commi 8 e 10, è regolata dalle disposizioni del
presente articolo. La conferma della validità delle patenti di guida e dei certificati di abilitazione
professionale di cui all’articolo 116, commi 8 e 10, è subordinata alla permanenza dei requisiti fisici e
psichici di idoneità alla guida.
2. Le patenti di guida delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B e BE sono valide per dieci anni; qualora siano
rilasciate o confermate a chi ha superato il cinquantesimo anno di età sono valide per cinque anni ed a chi
ha superato il settantesimo anno di età sono valide per tre anni.
3. Le patenti di guida delle categorie C1, C1E, C e CE, sono valide per cinque anni fino al compimento del
sessantacinquesimo anno di età e, oltre tale limite di età, per due anni, previo accertamento dei requisiti
fisici e psichici in commissione medica locale. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 115, comma 2,
lettera a), al compimento del sessantacinquesimo anno di età, le patenti di categoria C e CE abilitano alla
guida di autotreni ed autoarticolati di massa complessiva a pieno carico non superiore a 20 t.
4. Le patenti di guida delle categorie D1, D1E, D e DE sono valide per cinque anni e per tre anni a partire dal
settantesimo anno di età. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 115, comma 2, lettera b), al compimento
del sessantesimo anno di età, le patenti di guida di categoria D1 o D, ovvero di categoria D1E o DE abilitano
alla guida solo di veicoli per i quali è richiesto rispettivamente il possesso delle patenti di categoria B o BE.
E’ fatta salva la possibilità per il titolare di richiedere la riclassificazione della patente D1 o D, ovvero, D1E o
DE rispettivamente in patente di categoria B o BE.
5. Le patenti di guida speciali, rilasciate a mutilati e minorati fisici, delle categorie AM, A1, A2, A, B1 e B
sono valide per cinque anni; qualora siano rilasciate o confermate a chi ha superato il settantesimo anno di
età sono valide per tre anni. Alle patenti di guida speciali delle categorie C1, C, D1 e D si applicano le
disposizioni dei commi 3 e 4.
6. I titolari delle patenti di guida di cui ai commi 2, 3, 4 e 5, al compimento dell’ottantesimo anno di età,
rinnovano la validità della patente posseduta ogni due anni, previa verifica della sussistenza dei requisiti
fisici e psichici presso una commissione medica locale, ai sensi dell’articolo 119, comma 4, lettera b-bis).
7. L’accertamento dei requisiti fisici e psichici per il rinnovo di validità dei certificati di abilitazione
professionale di tipo KA e KB è effettuato ogni cinque anni e comunque in occasione del rinnovo di validità
della patente di guida.
8. La validità della patente è confermata dal competente ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti, la
navigazione ed i sistemi informativi e statistici, che trasmette per posta al titolare della patente di guida un
duplicato della patente medesima, con l’indicazione del nuovo termine di validità. A tal fine i sanitari
indicati nell’articolo 119, comma 2, sono tenuti a trasmettere al suddetto ufficio del Dipartimento per i
trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, nel termine di cinque giorni decorrente dalla
data di effettuazione della visita medica, i dati e ogni altro documento utile ai fini dell’emissione del
duplicato della patente di cui al primo periodo. Analogamente procedono le commissioni di cui all’articolo
119, comma 4. Non possono essere sottoposti alla visita medica i conducenti che non dimostrano, previa
esibizione delle ricevute, di avere effettuato i versamenti in conto corrente postale degli importi dovuti per
la conferma di validità della patente di guida. Il personale sanitario che effettua la visita è responsabile in
solido dell’omesso pagamento. Il titolare della patente, dopo aver ricevuto il duplicato, deve provvedere
alla distruzione della patente scaduta di validità.
8-bis. Al titolare di patente di guida che si sottopone, presso la commissione medica locale di cui
all’articolo 119, comma 4, agli accertamenti per la verifica della persistenza dei requisiti di idoneità
psicofisica richiesti per il rinnovo di validità della patente di guida, la commissione stessa rilascia, per una
sola volta, un permesso provvisorio di guida, valido fino all’esito finale della procedura di rinnovo. Il
rilascio del permesso provvisorio di guida è subordinato alla verifica dell’insussistenza di condizioni di
ostatività presso l’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida di cui all’articolo 226, comma 10. Il
permesso provvisorio di guida non è rilasciato ai titolari di patente di guida che devono sottoporsi agli
accertamenti previsti dagli articoli 186, comma 8, e 187, comma 6.
9. Per i titolari di patente italiana, residenti o dimoranti in un altro Stato per un periodo di almeno sei mesi,
la validità della patente è altresì confermata, tranne per i casi previsti nell’articolo 119, commi 2-bis e 4,
dalle autorità diplomatico-consolari italiane presenti negli Stati medesimi, che rilasciano, previo
accertamento dei requisiti fisici e psichici da parte di medici fiduciari delle ambasciate o dei consolati
italiani, una specifica attestazione che per il periodo di permanenza all’estero fa fede dell’avvenuta verifica
del permanere dei requisiti di idoneità psichica e fisica. Chi ha rinnovato la patente di guida presso
un’autorità diplomatico-consolare italiana in uno Stato non appartenente all’Unione europea o allo
Spazio economico europeo ha l’obbligo, entro sei mesi dalla riacquisizione della residenza in Italia, di
rinnovare la patente stessa secondo la procedura ordinaria prevista al comma 8.
10. L’autorità sanitaria, nel caso che dagli accertamenti di cui al comma 8 rilevi che siano venute a mancare
le condizioni per la conferma della validità della patente, comunica al competente ufficio della Direzione
generale per la motorizzazione del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e
statistici l’esito dell’accertamento stesso per i provvedimenti di cui agli articoli 129, comma 2, e 130.
10-bis. La commissione medica locale di cui all’articolo 119, comma 4, che, a seguito di accertamento
dell’idoneità psicofisica, valuta che il conducente debba procedere al declassamento della patente di
guida, trasmette, per via informatica, i dati del conducente all’Ufficio centrale operativo, che provvede
alla stampa e alla spedizione della nuova patente di guida. Contenuti e modalità di trasmissione dei dati
della commissione medica locale all’Ufficio centrale operativo del Dipartimento per i trasporti, la
navigazione, gli affari generali ed il personale sono fissati con decreto del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti.
11. Chiunque guida con patente o con altra abilitazione professionale di cui all’articolo 116, commi 8, 10, 11
e 12, scaduti di validità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 163 euro a
658 euro. Alla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della patente, del
certificato di abilitazione professionale di tipo KA o KB o della carta di qualificazione del conducente
rilasciata ad un conducente titolare di patente di guida emessa da altro Stato, secondo le norme del capo I,
sezione II, del titolo VI. Al conducente titolare di patente di guida italiana che, nell’esercizio dell’attività
professionale di autotrasporto per la quale è richiesta l’abilitazione di cui all’articolo 116, comma 11, guida
con tale abilitazione scaduta, si applicano le sanzioni di cui all’articolo 216, comma 6.
12. Chiunque viola le disposizioni del comma 3, secondo periodo, è punito con le sanzioni di cui all’articolo
116, comma 15-bis. Le medesime sanzioni si applicano a chiunque viola le disposizioni del comma 4,
secondo periodo.
167) L’articolo 145 del Dlgs 285/1992, come modificato dal presente provvedimento, è il seguente:
(Precedenza)
1. I conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare
incidenti.
2. Quando due veicoli stanno per impegnare una intersezione, ovvero laddove le loro traiettorie stiano
comunque per intersecarsi, si ha l’obbligo di dare la precedenza a chi proviene da destra, salvo diversa
segnalazione.
3. Negli attraversamenti di linee ferroviarie e tranviarie i conducenti hanno l’obbligo di dare la precedenza
ai veicoli circolanti su rotaie, salvo diversa segnalazione.
4. I conducenti devono dare la precedenza agli altri veicoli nelle intersezioni nelle quali sia così stabilito
dall’autorità competente ai sensi dell’art. 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale.
4-bis. I conducenti degli altri veicoli hanno l’obbligo di dare la precedenza ai velocipedi che transitano
sulle strade urbane ciclabili o vi si immettono, anche da luogo non soggetto a pubblico passaggio.
4-ter. Lungo le strade urbane i conducenti degli altri veicoli hanno l’obbligo di dare la precedenza ai
velocipedi che circolano sulle corsie ciclabili.
5. I conducenti sono tenuti a fermarsi in corrispondenza della striscia di arresto, prima di immettersi nella
intersezione, quando sia così stabilito dall’autorità competente ai sensi dell’art. 37 e la prescrizione sia resa
nota con apposito segnale.
6. Negli sbocchi su strada da luoghi non soggetti a pubblico passaggio i conducenti hanno l’obbligo di
arrestarsi e dare la precedenza a chi circola sulla strada.
7. E’ vietato impegnare una intersezione o un attraversamento di linee ferroviarie o tranviarie quando il
conducente non ha la possibilità di proseguire e sgombrare in breve tempo l’area di manovra in modo da
consentire il transito dei veicoli provenienti da altre direzioni.
8. Negli sbocchi su strada di sentieri, tratturi, mulattiere e piste ciclabili è fatto obbligo al conducente di
arrestarsi e dare la precedenza a chi circola sulla strada. L’obbligo sussiste anche se le caratteristiche di
dette vie variano nell’immediata prossimità dello sbocco sulla strada.
9. I conducenti di veicoli su rotaia devono rispettare i segnali negativi della precedenza.
10. Chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 167,00 a euro 666,00.
11. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma
10 per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della
sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

Articolo 148

(Sorpasso)
1. Il sorpasso è la manovra mediante la quale un veicolo supera un altro veicolo, un animale o un pedone in
movimento o fermi sulla corsia o sulla parte della carreggiata destinata normalmente alla circolazione.
2. Il conducente che intende sorpassare deve preventivamente accertarsi:
a) che la visibilità sia tale da consentire la manovra e che la stessa possa compiersi senza costituire pericolo
o intralcio;
b) che il conducente che lo precede nella stessa corsia non abbia segnalato di voler compiere analoga
manovra;
c) che nessun conducente che segue sulla stessa carreggiata o semicarreggiata, ovvero sulla corsia
immediatamente alla propria sinistra, qualora la carreggiata o semicarreggiata siano suddivise in corsie,
abbia iniziato il sorpasso;
d) che la strada sia libera per uno spazio tale da consentire la completa esecuzione del sorpasso, tenuto
anche conto della differenza tra la propria velocità e quella dell’utente da sorpassare, nonché della
presenza di utenti che sopraggiungono dalla direzione contraria o che precedono l’utente da sorpassare.
3. Il conducente che sorpassa un veicolo o altro utente della strada che lo precede sulla stessa corsia, dopo
aver fatto l’apposita segnalazione, deve portarsi sulla sinistra dello stesso, superarlo rapidamente
tenendosi da questo ad una adeguata distanza laterale e riportarsi a destra appena possibile, senza creare
pericolo o intralcio. Se la carreggiata o semicarreggiata sono suddivise in più corsie, il sorpasso deve essere
effettuato sulla corsia immediatamente alla sinistra del veicolo che si intende superare.
4. L’utente che viene sorpassato deve agevolare la manovra e non accelerare. Nelle strade ad una corsia per
senso di marcia, lo stesso utente deve tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata.
5. Quando la larghezza, il profilo o lo stato della carreggiata, tenuto anche conto della densità della
circolazione in senso contrario, non consentono di sorpassare facilmente e senza pericolo un veicolo lento,
ingombrante o obbligato a rispettare un limite di velocità, il conducente di quest’ultimo veicolo deve
rallentare e, se necessario, mettersi da parte appena possibile, per lasciar passare i veicoli che seguono. Nei
centri abitati non sono tenuti all’osservanza di quest’ultima disposizione i conducenti di veicoli in servizio
pubblico di linea per trasporto di persone.
6. Sulle carreggiate ad almeno due corsie per ogni senso di marcia il conducente che, dopo aver eseguito un
sorpasso, sia indotto a sorpassare un altro veicolo o animale, può rimanere sulla corsia impegnata per il
primo sorpasso a condizione che la manovra non sia di intralcio ai veicoli più rapidi che sopraggiungono da
tergo.
7. Il sorpasso deve essere effettuato a destra quando il conducente del veicolo che si vuole sorpassare
abbia segnalato che intende svoltare a sinistra ovvero, in una carreggiata a senso unico, che intende
arrestarsi a sinistra, e abbia iniziato dette manovre.
8. Il sorpasso dei tram, qualora gli stessi non circolino in sede stradale riservata, deve effettuarsi a destra
quando la larghezza della carreggiata a destra del binario lo consenta; se si tratta di carreggiata a senso
unico di circolazione il sorpasso si può effettuare su ambo i lati.
9. Qualora il tram o il filobus siano fermi in mezzo alla carreggiata per la salita e la discesa dei viaggiatori e
non esista un salvagente, il sorpasso a destra è vietato.
9-bis. Lungo le strade urbane ciclabili il conducente di un autoveicolo che effettui il sorpasso di un
velocipede è tenuto ad usare particolari cautele al fine di assicurare una maggiore distanza laterale di
sicurezza in considerazione della minore stabilità e della probabilità di ondeggiamenti e deviazioni da
parte del velocipede stesso. Prima di effettuare il sorpasso di un velocipede, il conducente
dell’autoveicolo valuta l’esistenza delle condizioni predette per compiere la manovra in completa
sicurezza per entrambi i veicoli, riducendo particolarmente la velocità, ove necessario, affinché la
manovra di sorpasso sia compiuta a ridottissima velocità qualora le circostanze lo richiedano. Chiunque
viola le disposizioni del presente comma è soggetto alle sanzioni amministrative di cui al comma 16,
primo periodo.
10. E’ vietato il sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle curve o dei dossi e in ogni altro caso di
scarsa visibilità; in tali casi il sorpasso è consentito solo quando la strada è a due carreggiate separate o a
carreggiata a senso unico o con almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e vi sia tracciata apposita
segnaletica orizzontale.
11. E’ vietato il sorpasso di un veicolo che ne stia sorpassando un altro, nonché il superamento di veicoli
fermi o in lento movimento ai passaggi a livello, ai semafori o per altre cause di congestione della
circolazione, quando a tal fine sia necessario spostarsi nella parte della carreggiata destinata al senso
opposto di marcia.
12. E’ vietato il sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle intersezioni. Esso è, però, consentito:
a) quando il conducente del veicolo che si vuole sorpassare abbia segnalato che intende svoltare a sinistra e
abbia iniziato detta manovra;
b) quando avvenga su strada a precedenza, purché a due carreggiate separate o a senso unico o ad almeno
due corsie con lo stesso senso di marcia e le corsie siano delimitate dall’apposita segnaletica orizzontale;
c) quando il veicolo che si sorpassa è a due ruote non a motore, sempre che non sia necessario spostarsi
sulla parte della carreggiata destinata al senso opposto di marcia;
d) quando la circolazione sia regolata da semafori o da agenti del traffico.
13. E’ vietato il sorpasso in prossimità o in corrispondenza dei passaggi a livello senza barriere, salvo che la
circolazione stradale sia regolata da semafori, nonché il sorpasso di un veicolo che si sia arrestato o abbia
rallentato in corrispondenza di un attraversamento pedonale per consentire ai pedoni di attraversare la
carreggiata.
14. E’ vietato il sorpasso ai conducenti di veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 t, oltre che nei casi
sopraprevisti, anche nelle strade o tratti di esse in cui il divieto sia imposto dall’apposito segnale.
15. Chiunque sorpassa a destra, eccetto i casi in cui ciò sia consentito, ovvero compia un sorpasso senza
osservare le disposizioni dei commi 2, 3 e 8 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 83,00 a euro 333,00. Alla stessa sanzione soggiace chi viola le disposizioni di cui ai commi 4,
5 e 7. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al
comma 3 per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della
sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.
16. Chiunque non osservi i divieti di sorpasso posti dai commi 9, 10, 11, 12 e 13 è soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 167,00 a euro 666,00. Quando non si osservi il divieto
di sorpasso di cui al comma 14, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 328,00 a
euro 1.311,00. Dalle violazioni di cui al presente comma consegue la sanzione amministrativa accessoria
della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II,
del titolo VI. Quando si tratti del divieto di cui al comma 14, la sospensione della patente è da due a sei
mesi. Se le violazioni sono commesse da un conducente in possesso della patente di guida da meno di tre
anni, la sospensione della stessa è da tre a sei mesi.

Articolo 150

(Incrocio tra veicoli nei passaggi ingombrati o su strade di montagna)
1. Quando l’incrocio non sia possibile a causa di lavori, veicoli fermi o altri ostacoli, il conducente, il cui
senso di marcia è ostacolato e non può tenersi vicino al margine destro della carreggiata, deve arrestarsi
per lasciar passare i veicoli che provengono in senso inverso.
2. Sulle strade di montagna o comunque a forte pendenza, se l’incrocio con altri veicoli è malagevole o
impossibile, il conducente che procede in discesa deve arrestarsi e accostarsi quanto più possibile al
margine destro della carreggiata o spostarsi sulla piazzola, ove esista. Tuttavia, se il conducente che
procede in salita dispone di una piazzola deve arrestarsi su di essa, se la strada è tanto stretta da rendere
altrimenti necessaria la manovra di retromarcia.
2-bis. Lungo le strade urbane a senso unico, in cui è consentita la circolazione a doppio senso ciclabile di
cui all’articolo 7, comma 1, lettera i-bis), qualora risulti non agevole l’incrocio, i conducenti degli altri
veicoli devono dare la precedenza ai velocipedi che circolano sulla corsia ciclabile per doppio senso
ciclabile.
3. Quando la manovra di retromarcia si rende necessaria, i complessi di veicoli hanno la precedenza
rispetto agli altri veicoli; i veicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t rispetto a quelli di
massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t; gli autobus rispetto agli autocarri. Se si tratta di veicoli
appartenenti entrambi alla medesima categoria tra quelle suddette, la retromarcia deve essere eseguita dal
conducente del veicolo che procede in discesa, a meno che non sia manifestamente più agevole per il
conducente del veicolo che procede in salita, in particolare se quest’ultimo si trovi in prossimità di una
piazzola.
4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 42,00 a euro 173,00.
5. Alla violazione delle disposizioni del presente articolo si applica l’art. 149, commi 5 e 6.

Articolo 175

(Condizioni e limitazioni della circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali)
1. Le norme del presente articolo e dell’art. 176 si applicano ai veicoli ammessi a circolare sulle autostrade,
sulle strade extraurbane principali e su altre strade, individuate con decreto del Ministro dei lavori pubblici,
su proposta dell’ente proprietario, e da indicare con apposita segnaletica d’inizio e fine.
2. E’ vietata la circolazione dei seguenti veicoli sulle autostrade e sulle strade di cui al comma 1:
a) velocipedi, ciclomotori, motocicli di cilindrata inferiore a 150 cc se a motore termico e motocarrozzette
di cilindrata inferiore a 250 cc se a motore termico;
b) altri motoveicoli di massa a vuoto fino a 400 kg o di massa complessiva fino a 1300 kg, ad eccezione dei
tricicli, di cilindrata non inferiore a 250 cm3 se a motore termico e comunque di potenza non inferiore a
15 kW, destinati al trasporto di persone e con al massimo un passeggero oltre al conducente;
c) veicoli non muniti di pneumatici;
d) macchine agricole e macchine operatrici;
e) veicoli con carico disordinato e non solidamente assicurato o sporgente oltre i limiti consentiti;
f) veicoli a tenuta non stagna e con carico scoperto, se trasportano materie suscettibili di dispersione;
g) veicoli il cui carico o dimensioni superino i limiti previsti dagli articoli 61 e 62, ad eccezione dei casi
previsti dall’art. 10;
h) veicoli le cui condizioni di uso, equipaggiamento e gommatura possono costituire pericolo per la
circolazione;
i) veicoli con carico non opportunamente sistemato e fissato.
3. Le esclusioni di cui al comma 2 non si applicano ai veicoli appartenenti agli enti proprietari o
concessionari dell’autostrada o da essi autorizzati. L’esclusione di cui al comma 2, lettera d), relativamente
alle macchine operatrici-gru come individuate dalla carta di circolazione, non si applica sulle strade
extraurbane principali.
4. Nel regolamento sono fissati i limiti minimi di velocità per l’ammissione alla circolazione sulle autostrade
e sulle strade extraurbane principali di determinate categorie di veicoli.
5. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, fermi restando i poteri di ordinanza degli enti proprietari di cui all’art. 6, possono essere escluse dal
transito su talune autostrade, o tratti di esse, anche altre determinate categorie di veicoli o trasporti,
qualora le esigenze della circolazione lo richiedano. Ove si tratti di autoveicoli destinati a servizi pubblici di
linea, il provvedimento è adottato di concerto con il Ministro dei trasporti mentre per quelli appartenenti
alle Forze armate il concerto è realizzato con il Ministro della difesa.
6. E’ vietata la circolazione di pedoni e animali, eccezion fatta per le aree di servizio e le aree di sosta. In tali
aree gli animali possono circolare solo se debitamente custoditi. Lungo le corsie di emergenza è consentito
il transito dei pedoni solo per raggiungere i punti per le richieste di soccorso.
7. Sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli, sulle aree di servizio o di parcheggio e in ogni altra
pertinenza autostradale è vietato:
a) trainare veicoli che non siano rimorchi;
b) richiedere o concedere passaggi;
c) svolgere attività commerciali o di propaganda sotto qualsiasi forma; esse sono consentite nelle aree di
servizio o di parcheggio se autorizzate dall’ente proprietario;
d) campeggiare, salvo che nelle aree all’uopo destinate e per il periodo stabilito dall’ente proprietario o
concessionario.
8. Nelle zone attigue alle autostrade o con esse confinanti è vietato, anche a chi sia munito di licenza o di
autorizzazione, svolgere attività di propaganda sotto qualsiasi forma ovvero attività commerciali con offerta
di vendita agli utenti delle autostrade stesse.
9. Nelle aree di servizio e di parcheggio, nonché in ogni altra pertinenza autostradale è vietato lasciare in
sosta il veicolo per un tempo superiore alle ventiquattro ore, ad eccezione che nei parcheggi riservati agli
alberghi esistenti nell’ambito autostradale o in altre aree analogamente attrezzate.
10. Decorso il termine indicato al comma 9, il veicolo può essere rimosso coattivamente; si applicano le
disposizioni di cui all’art. 159.
11. Gli organi di polizia stradale provvedono alla rimozione dei veicoli in sosta che per il loro stato o per
altro fondato motivo possano ritenersi abbandonati, nonché al loro trasporto in uno dei centri di raccolta
autorizzati a norma dell’art. 15 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915. Per
tali operazioni i predetti organi di polizia possono incaricare l’ente proprietario.
12. Il soccorso stradale e la rimozione dei veicoli sono consentiti solo agli enti e alle imprese autorizzati,
anche preventivamente, dall’ente proprietario. Sono esentati dall’autorizzazione le Forze armate e di
polizia.
13. Chiunque viola le disposizioni del comma 2, lettere e) ed f), è soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 431,00 a euro 1.734,00.
14. Chiunque viola le disposizioni del comma 7, lettere a), b) e d), è soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da euro 42,00 a euro 173,00, salvo l’applicazione delle norme della legge 28
marzo 1991, n. 112.
15. Chiunque viola le disposizioni dei commi 7, lettera c), e 8 è soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 431,00 a euro 1.734,00. Dalla detta violazione consegue la sanzione
amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo per giorni sessanta, secondo le disposizioni
di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
16. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 42,00 a euro 173,00. Se la violazione riguarda le disposizioni di cui al
comma 6 la sanzione è da euro 26,00 a euro 102,00.
17. Accertate le violazioni di cui ai commi 2 e 4, gli organi di polizia impongono ai conducenti di
abbandonare con i veicoli stessi l’autostrada, dando la necessaria assistenza per il detto abbandono. Nelle
ipotesi di cui al comma 2, lettere e) ed f), la norma si applica solo nel caso in cui non sia possibile riportare il
carico nelle condizioni previste dalle presenti norme.

Articolo 180

(Possesso dei documenti di circolazione e di guida)
1. Per poter circolare con veicoli a motore il conducente deve avere con sé i seguenti documenti:
a) la carta di circolazione, il certificato di idoneità tecnica alla circolazione o il certificato di circolazione, a
seconda del tipo di veicolo condotto;
b) la patente di guida valida per la corrispondente categoria del veicolo, nonché lo specifico attestato sui
requisiti fisici e psichici, qualora ricorrano le ipotesi di cui all’articolo 115, comma 2;
c) l’autorizzazione per l’esercitazione alla guida per la corrispondente categoria del veicolo in luogo della
patente di guida di cui alla lettera b), nonché un documento personale di riconoscimento;
d) il certificato di assicurazione obbligatoria.
2. La persona che funge da istruttore durante le esercitazioni di guida deve avere con sé la patente di guida
prescritta; se trattasi di istruttore di scuola guida deve aver con sé anche l’attestato di qualifica
professionale di cui all’art. 123, comma 7.
3. Il conducente deve, altresì, avere con sé l’autorizzazione o la licenza quando il veicolo è impiegato in uno
degli usi previsti dall’art. 82.
4. Quando l’autoveicolo sia adibito ad uso diverso da quello risultante dalla carta di circolazione, ovvero
quando il veicolo sia in circolazione di prova, il conducente deve avere con sé la relativa autorizzazione. Per
i rimorchi e i semirimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, per i veicoli adibiti a
servizio pubblico di trasporto di persone e per quelli adibiti a locazione senza conducente, ovvero con
facoltà di acquisto in leasing, la carta di circolazione può essere sostituita da fotocopia autenticata dallo
stesso proprietario con sottoscrizione del medesimo.
5. Il conducente deve avere con sé il certificato di abilitazione o di formazione professionale, la carta di
qualificazione del conducente e il certificato di idoneità, quando prescritti.
6. abrogato
7. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 42,00 a euro 173,00. Quando si tratta di ciclomotori la sanzione è da
euro 26,00 a euro 102,00.
8. Chiunque senza giustificato motivo non ottempera all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine
stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini
dell’accertamento delle violazioni amministrative previste dal presente codice, è soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 431,00 a euro 1.734,00. Alla violazione di cui al
presente comma consegue l’applicazione, da parte dell’ufficio dal quale dipende l’organo accertatore, della
sanzione prevista per la mancanza del documento da presentare, con decorrenza dei termini per la
notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per la presentazione dei documenti.

Articolo 182

(Circolazione dei velocipedi)
1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e,
comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono
sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra
dell’altro.
1-bis. Le disposizioni del comma 1 non si applicano alla circolazione dei velocipedi sulle strade urbane
ciclabili.
2. I ciclisti devono avere libero l’uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio almeno con una mano;
essi devono essere in grado in ogni momento di vedere liberamente davanti a sé, ai due lati e compiere con
la massima libertà, prontezza e facilità le manovre necessarie.
3. Ai ciclisti è vietato trainare veicoli, salvo nei casi consentiti dalle presenti norme, condurre animali e farsi
trainare da altro veicolo.
4. I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio
o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la
comune prudenza.
5. E’ vietato trasportare altre persone sul velocipede a meno che lo stesso non sia appositamente costruito
e attrezzato. E’ consentito tuttavia al conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a otto anni di
età, opportunamente assicurato con le attrezzature, di cui all’articolo 68, comma 5.
6. I velocipedi appositamente costruiti ed omologati per il trasporto di altre persone oltre al conducente
devono essere condotti, se a più di due ruote simmetriche, solo da quest’ultimo.
7. Sui veicoli di cui al comma 6 non si possono trasportare più di quattro persone adulte compresi i
conducenti; è consentito anche il trasporto contemporaneo di due bambini fino a dieci anni di età.
8. Per il trasporto di oggetti e di animali si applica l’art. 170.
9. I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate ovvero sulle corsie ciclabili o sulle corsie ciclabili
per doppio senso ciclabile, quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le
modalità stabilite nel regolamento. Le norme previste dal regolamento per la circolazione sulle piste
ciclabili si applicano anche alla circolazione sulle corsie ciclabili e sulle corsie ciclabili per doppio senso
ciclabile.
9-bis. Il conducente di velocipede che circola fuori dai centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto del sole a
mezz’ora prima del suo sorgere e il conducente di velocipede che circola nelle gallerie hanno l’obbligo di
indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità, di cui al comma 4-ter dell’articolo 162.
9-ter. Nelle intersezioni semaforizzate, sulla base di apposita ordinanza adottata ai sensi dell’articolo 7,
comma 1, previa valutazione delle condizioni di sicurezza, sulla soglia dell’intersezione può essere realizzata
la casa avanzata, estesa a tutta la larghezza della carreggiata o della semicarreggiata. La casa avanzata può
essere realizzata lungo le strade con velocità consentita inferiore o uguale a 50 km/h , anche se fornite di
più corsie per senso di marcia, ed è posta a una distanza pari almeno a 3 metri rispetto alla linea di arresto
stabilita per il flusso veicolare. L’area delimitata è accessibile attraverso una corsia o da una pista ciclabile di
lunghezza pari almeno a 5 metri, situata sul lato destro in prossimità dell’intersezione.
10. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 26,00 a euro 102,00. La sanzione è da euro 42,00 a euro 173,00 quando
si tratta di velocipedi di cui al comma 6.

Articolo 201

(Notificazione delle violazioni)
1. Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e
dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione
immediata, deve, entro novanta giorni dall’accertamento, essere notificato all’effettivo trasgressore o,
quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a
motore, munito di targa, ad uno dei soggetti indicati nell’art. 196, quale risulta dall’archivio nazionale dei
veicoli e dal P.R.A. alla data dell’accertamento. Se si tratta di ciclomotore la notificazione deve essere fatta
all’intestatario del contrassegno di identificazione. Nel caso di accertamento della violazione nei confronti
dell’intestatario del veicolo che abbia dichiarato il domicilio legale ai sensi dell’articolo 134, comma 1-bis, la
notificazione del verbale è validamente eseguita quando sia stata effettuata presso il medesimo domicilio
legale dichiarato dall’interessato. Qualora l’effettivo trasgressore od altro dei soggetti obbligati sia
identificato successivamente alla commissione della violazione la notificazione può essere effettuata agli
stessi entro novanta giorni dalla data in cui risultino dal P.R.A. o nell’archivio nazionale dei veicoli
l’intestazione del veicolo e le altre indicazioni identificative degli interessati o comunque dalla data in cui la
pubblica amministrazione è posta in grado di provvedere alla loro identificazione. Quando la violazione sia
stata contestata immediatamente al trasgressore, il verbale deve essere notificato ad uno dei soggetti
individuati ai sensi dell’articolo 196 entro cento giorni dall’accertamento della violazione. Per i residenti
all’estero la notifica deve essere effettuata entro trecentosessanta giorni dall’accertamento.
1 bis. Fermo restando quanto indicato dal comma 1, nei seguenti casi la contestazione immediata non è
necessaria e agli interessati sono notificati gli estremi della violazione nei termini di cui al comma 1:
a) impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità;
b) attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa;
c) sorpasso vietato;
d) accertamento della violazione in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo;
e) accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli
organi di Polizia stradale e nella loro disponibilità che consentono la determinazione dell’illecito in tempo
successivo poichè il veicolo oggetto del rilievo è a distanza dal posto di accertamento o comunque
nell’impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari;
f) accertamento effettuato con i dispositivi di cui all’articolo 4 del decreto legge 20 giugno 2002, n. 121,
convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n. 168, e successive modificazioni;
g) rilevazione degli accessi di veicoli non autorizzati ai centri storici, alle zone a traffico limitato, alle aree
pedonali, alle piazzole di carico e scarico di merci, o della circolazione sulle corsie e sulle strade riservate o
con accesso o transito vietato, attraverso dispositivi omologati ai sensi di apposito regolamento emanato
con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Con il medesimo regolamento sono definite
le condizioni per l’installazione e l’esercizio dei dispositivi di controllo, al fine di consentire la rilevazione
delle violazioni dei divieti di circolazione, in ingresso, all’interno ed in uscita nelle corsie, strade, aree e
zone di cui al periodo precedente, nonché il controllo della durata di permanenza all’interno delle
medesime zone;
g-bis) accertamento delle violazioni di cui agli articoli 80, 141, 143, commi 11 e 12, 146, 167, 170, 171, 193,
213 e 214, per mezzo di appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento;
g-ter) accertamento, per mezzo di appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento, della violazione
dell’obbligo dell’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, effettuato mediante il confronto dei
dati rilevati riguardanti il luogo, il tempo e l’identificazione dei veicoli con quelli risultanti dall’elenco dei
veicoli a motore che non risultano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, di cui
all’articolo 31, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge
24 marzo 2012, n. 27;
1-ter. Nei casi diversi da quelli di cui al comma 1 bis nei quali non è avvenuta la contestazione immediata, il
verbale notificato agli interessati deve contenere anche l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile
la contestazione immediata. Nei casi previsti alle lettere b), f) e g) del comma 1-bis non è necessaria la
presenza degli organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante rilievo con dispositivi o
apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente
automatico. Tali strumenti devono essere gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale di cui
all’articolo 12, comma 1.
1-quater. In occasione della rilevazione delle violazioni di cui al comma 1-bis, lettera g-bis), non è necessaria
la presenza degli organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante dispositivi o
apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente
automatico. Tali strumenti devono essere gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale di cui
all’articolo 12, comma 1, e fuori dei centri abitati possono essere installati ed utilizzati solo sui tratti di
strada individuati dai prefetti, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, sentito il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti. I tratti di strada di cui al periodo precedente sono individuati tenendo
conto del tasso di incidentalità e delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico.
1-quinquies. In occasione della rilevazione delle violazioni di cui al comma 1-bis, lettera g-ter), non è
necessaria la presenza degli organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante dispositivi
o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente
automatico. Tali strumenti devono essere gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale di cui
all’articolo 12, comma 1, del presente codice. La documentazione fotografica prodotta costituisce atto di
accertamento, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689, in ordine alla
circostanza che al momento del rilevamento un determinato veicolo, munito di targa di immatricolazione,
stava circolando sulla strada. Qualora, in base alle risultanze del raffronto dei dati di cui al citato comma 1-
bis, lettera g-ter), risulti che al momento del rilevamento un veicolo munito di targa di immatricolazione
fosse sprovvisto della copertura assicurativa obbligatoria, si applica la sanzione amministrativa ai sensi
dell’articolo 193.
2. Qualora la residenza, la dimora o il domicilio del soggetto cui deve essere effettuata la notifica non siano
noti, la notifica stessa non è obbligatoria nei confronti di quel soggetto e si effettua agli altri soggetti di cui
al comma 1.
2-bis. Le informazioni utili ai fini della notifica del verbale all’effettivo trasgressore ed agli altri soggetti
obbligati possono essere assunte anche dall’Anagrafe tributaria.
3. Alla notificazione si provvede a mezzo degli organi indicati nell’art. 12, dei messi comunali o di un
funzionario dell’amministrazione che ha accertato la violazione, con le modalità previste dal codice di
procedura civile, ovvero a mezzo della posta, secondo le norme sulle notificazioni a mezzo del servizio
postale. Nelle medesime forme si effettua la notificazione dei provvedimenti di revisione, sospensione e
revoca della patente di guida e di sospensione della carta di circolazione. Comunque, le notificazioni si
intendono validamente eseguite quando siano fatte alla residenza, domicilio o sede del soggetto, risultante
dalla carta di circolazione o dall’archivio nazionale dei veicoli istituito presso la Direzione generale della
M.C.T.C. o dal P.R.A. o dalla patente di guida del conducente.
4. Le spese di accertamento e di notificazione sono poste a carico di chi è tenuto al pagamento della
sanzione amministrativa pecuniaria.
5. L’obbligo di pagare la somma dovuta per la violazione, a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria, si
estingue nei confronti del soggetto a cui la notificazione non sia stata effettuata nel termine prescritto.
5-bis. Nel caso di accertamento di violazione per divieto di fermata e di sosta ovvero di violazione del
divieto di accesso o transito nelle zone a traffico limitato, nelle aree pedonali o in zone interdette alla
circolazione, mediante apparecchi di rilevamento a distanza, quando dal pubblico registro automobilistico o
dal registro della motorizzazione il veicolo risulta intestato a soggetto pubblico istituzionale, individuato
con decreto del Ministro dell’interno, il comando o l’ufficio che procede interrompe la procedura
sanzionatoria per comunicare al soggetto intestatario del veicolo l’inizio del procedimento al fine di
conoscere, tramite il responsabile dell’ufficio da cui dipende il conducente del veicolo, se lo stesso, in
occasione della commessa violazione, si trovava in una delle condizioni previste dall’articolo 4 della legge
24 novembre 1981, n. 689. In caso di sussistenza dell’esclusione della responsabilità, il comando o l’ufficio
procedente trasmette gli atti al prefetto ai sensi dell’articolo 203 per l’archiviazione. In caso contrario, si
procede alla notifica del verbale al soggetto interessato ai sensi dell’articolo 196, comma 1;
dall’interruzione della procedura fino alla risposta del soggetto intestatario del veicolo rimangono sospesi i
termini per la notifica.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube