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Riforma condominio: le modifiche attese nella legge di stabilità

6 dicembre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 dicembre 2013



Dopo l’entrata in vigore della legge di riforma il giugno scorso, il Legislatore ha in cantiere di aggiustare il tiro su alcune delle nuove disposizioni introdotte.

 

Ci siamo. Come preannunciato in questo articolo “Condominio: in arrivo le prime modifiche alla legge di riforma”, il Governo è al lavoro per apportare le prime modifiche alla legge di riforma del condominio che, dopo oltre settant’anni, ha rimodulato le regole di convivenza nei complessi abitativi di tutto il Paese. Con un disegno di legge sviluppo collegato alla Legge di stabilità infatti stanno prendendo corpo alcune correzioni già richieste dalle associazioni di categoria sui punti più controversi delle nuove norme. Vediamo di che si tratta.

La formazione

La legge di riforma ha specificato che possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio coloro che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale. Sono però esentati dal solo obbligo di formazione iniziale coloro che hanno svolto attività di amministrazione per almeno un anno nei tre anni precedenti dall’entrata in vigore della legge di riforma [1].

La modifica proposta rimette a un futuro regolamento del Ministero della Giustizia i requisiti necessari per esercitare l’attività di formazione nonché i criteri, i contenuti e le modalità di svolgimento dei corsi.

Risparmio energetico

Si prevede un abbassamento della maggioranza assembleare prevista per deliberare le opere di risparmio energetico degli edifici: basterà infatti la maggioranza dei condomini intervenuti all’assemblea che rappresenti almeno un terzo dei millesimi e non più i 2/3 in prima convocazione e almeno la metà in seconda. [2]

La sicurezza

Vengono semplificate le informazioni relative alle condizioni di sicurezza contenute nel  registro di anagrafe condominiale, che contiene già tutte le generalità di ciascun condomino e i dati catastali di ogni unità immobiliare [3]. Si prevede infatti che l’obbligo di reperire i dati sulla sicurezza riguardi solamente le parti comuni del fabbricato, esonerando quindi i singoli condomini dal comunicare le suddette informazioni per quanto riguarda le loro proprietà esclusive e l’amministratore dall’obbligo di verificarle e di esserne responsabile.

Fondo condominiale a rate

Si era già messo in evidenza l’impraticabilità della norma che prevede la costituzione e il versamento preventivo delle quote di spesa per la realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria e delle innovazioni (leggi “Fondo condominiale per i lavori straordinari“) [4]: anticipare tutte insieme spese anche ingenti comporterebbe infatti un sacrificio economico difficilmente sostenibile con la conseguenza di rinviare nel tempo opere necessarie allo stato di conservazione dell’edificio  e al contempo di bloccare l’inizio di lavori già appaltati con conseguente danno alle imprese interessate.

La proposta in campo è quindi di permettere all’assemblea che vota per l’inizio dei lavori di regolare la raccolta preventiva dei fondi in accordo allo stato di avanzamento dei lavori. In altre parole verranno raccolti in anticipo solo le spese relative alla singola tranche di lavori in procinto di essere eseguita.

Le sanzioni

Si tratta di multe a carattere privato disposte dall’amministratore nei confronti di quei condomini che trasgrediscono le prescrizioni del regolamento. Possono arrivare fino a 200 Euro e, in caso di recidiva, fino a 800. [5] La legge che entrerà in vigore prevede che sarà l’assemblea a deliberarle con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà dei millesimi.

note

[1] Art. 71 bis disp. att. cod. civ.

[2] Viene quindi soppresso quanto previsto dall’art. 1120, comma 2, n. 2) cod. civ. lasciando in vigore invece quanto già previsto dall’art. 26 della L. n. 10/91.

[3] Art. 1130, comma 1, n. 6) cod. civ.

[4] Art. 1136, comma 1, n. 4 cod. civ.

[5] Art. 70 disp. att. cod. civ.

Autore foto: 123rf.com

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1 Commento

  1. Trovo poco logico che venga esentato il condomino dal presentare la certificazione ai fini della sicuressa del suo immobile.Moltissimi appartamenti-soprattutto i più vecchi – non sono affatto in regola- ripeto soprattutto ai fini impianto dell’energia elettrica e.o dell’impianto del gas.Sarà un’anagrafe condominiale ” mozzata ??
    Chi controllerà adesso se tutto è in regola ?? E cosa succederà se da quell’unità condominiale deriveranno “problemi” ad altri condominini se non al Condominio stesso, in assenza di tale certificazione ??Grazie e Cordialità,GianCarlo Mellini

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