Euro digitale, nuova moneta: cosa ci aspetta

14 Ottobre 2020
Euro digitale, nuova moneta: cosa ci aspetta

Lotta al contante e pagamenti virtuali: il nuovo progetto della Bce di lanciare una moneta alternativa all’euro materiale. 

Non si fa che parlare di lotta ai contanti, di eliminazione della carta moneta e di pagamenti tracciabili. Lo scopo è quello di contrastare l’evasione e i reati più gravi come il riciclaggio di denaro sporco. Una spinta a questa trasformazione l’hanno data proprio i più acerrimi nemici della moneta tradizionale: le criptovalute che stanno dematerializzando la ricchezza. Così, ora si sente parlare di euro digitale, un nuovo mezzo di pagamento lanciato questa volta dalle istituzioni comunitarie che andrà ad affiancare l’euro tradizionale e, perché no – chissà quando – a sostituirlo del tutto. Siamo tutti pronti per questa ennesima rivoluzione? Cosa dobbiamo aspettarci dall’euro digitale? 

Cerchiamo di fare il punto della situazione.

In questi giorni, la Bce ha lanciato una consultazione pubblica tra i cittadini sull’euro digitale. 

Il momento è perfetto. La pandemia da Covid-19, infatti, sta imprimendo una forte accelerazione al processo di disaffezione al contante. Tutti i cittadini hanno iniziato a pagare con le carte e con sistemi telematici. Così la Bce ora punta ad aggiungere un euro digitale ai pagamenti che avvengono oggi in contanti o con le carte di credito o attraverso i conti correnti online.

Il progetto, annunciato circa un anno fa, sta iniziando ad essere testato proprio di recente.

Si tratterebbe di una forma di moneta della banca centrale che si aggiungerebbe al contante, senza però sostituirlo. Sarebbe “accessibile a tutti”: tutti cioè potremmo avere nel nostro portafogli virtuale degli euro digitali, accanto ai bitcoin e alle altre criptovalute.

L’euro digitale funzionerebbe come il bitcoin, quindi sarebbe emesso e trasferito utilizzando la blockchain e conservato nei portafogli digitali (i cosiddetti wallet). A differenza delle criptovalute, però, sarebbe implementato e controllato da una banca centrale, tramite database gestito dalla Bce.

Perché la Bce vuole introdurre questa nuova moneta? Qualcuno dice che questo sistema renderà più veloci i pagamenti ma sappiamo che non è tanto questo che interessa le istituzioni, anche perché oggi i bonifici istantanei così come i pagamenti con le carte bancomat consentono transazioni immediate. In realtà, l’obiettivo primario sarà quello di un più semplice tracciamento e contenimento dei reati finanziari.

È qui l’odore di bruciato. La Bce assicura che non ci saranno problemi di privacy. Si tratterebbe di una moneta digitale basata sui token che consentirebbero l’anonimato nei confronti della banca centrale come i contanti. In realtà, però, è impossibile pensare che i pagamenti non siano tracciabili. Se così fosse, non ci sarebbe bisogno di questo nuovo sistema di pagamento per contrastare i reati di criminalità organizzata e di riciclaggio. E allora delle due l’una: o l’euro digitale non è tracciabile e quindi tutela la privacy, oppure non lo è e allora consente di stanare i reati più gravi. Le due cose insieme non possono stare. 

Per la Bce, si porranno anche problemi legali e tecnici, ad esempio legati ai rischi di cyber attacchi, “che andranno gestiti in modo efficace”. 

C’è poi il problema degli effetti potenzialmente negativi sul settore bancario e sulla stabilità finanziaria dato dalla possibilità che “gli investitori trasferiscano significative somme di depositi bancari in euro digitali”. E questo potrebbe non piacere alle banche. Svuotati i forzieri delle banche, infatti, queste non potrebbero più lucrare dagli interessi e dalle spese di gestione dei conti correnti. Conti correnti di cui non ci sarà più bisogno. Ecco perché, a mio avviso, proprio per la presenza di un potere così forte come le banche nazionali, è assai difficile al momento vedere realizzato un progetto di questo tipo. Certo, lo sarà solo quando le criptovalute avranno raggiunto una popolarità tale da contrastare il tradizionale denaro. Ma questo è altresì difficile posto il forte rischio di instabilità ad esse collegato, visto che non sono ancorate a una ricchezza reale e, dunque, la possibilità di svalutazione della moneta è elevatissima.

Insomma, staremo a vedere cosa succederà nei prossimi anni. Intanto, il fenomeno è da tenere sotto controllo. E noi lo faremo. 



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