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Notifica cartella esattoriale con posta: assenza del destinatario

14 Ottobre 2020
Notifica cartella esattoriale con posta: assenza del destinatario

Irreperibilità relativa: no alla raccomandata informativa se notifica diretta a mezzo raccomandata a.r. da parte dell’Agenzia Entrate Riscossione. 

Una recente e interessante sentenza della Cassazione [1] affronta il tema della notifica della cartella esattoriale con posta in caso di assenza del destinatario. Il problema è quello delle formalità che deve compiere il postino nel momento in cui non è in grado di consegnare la raccomandata per assenza momentanea del destinatario (la cosiddetta irreperibilità relativa). Di tanto parleremo meglio nel seguente articolo. Ma procediamo con ordine. 

Mancata consegna raccomandata: l’irreperibilità relativa

Cosa succede se, quando arriva il postino per consegnarti una raccomandata, non ti trova a casa? Lascia un avviso nella cassetta delle lettere e riporta la busta all’ufficio postale dove potrai ritirarla nei successivi 10 giorni. Alla scadenza del termine, si forma la “compiuta giacenza” e la raccomandata torna al mittente, considerandosi notificata. 

Cosa succede invece se, al posto del portalettere, dovesse bussare alla porta di casa tua l’ufficiale giudiziario o il messo notificatore del Comune? In questo caso, oltre all’avviso di giacenza lasciato nella buca delle lettere, l’ufficiale si preoccupa di spedire al destinatario una seconda raccomandata (la cosiddetta “raccomandata informativa”) per informarlo del tentativo di notifica non andato a buon fine. C’è quindi, in questa ipotesi, un secondo passaggio che, nel caso di utilizzo del sistema postale, non sussiste. Fatto ciò, l’ufficiale giudiziario procede a depositare l’atto presso la Casa comunale dove rimane per 30 giorni alla scadenza dei quali si forma la “compiuta giacenza”. 

Abbiamo appena visto l’ipotesi della cosiddetta irreperibilità relativa, quella cioè in cui il destinatario abita effettivamente nel luogo ove è stato spedito l’atto ma non vi si trova in quel momento solo per un’assenza momentanea (ad esempio, perché è al lavoro o in vacanza). La si distingue dall’irreperibilità assoluta che scatta, invece, quando il destinatario non vive più all’indirizzo indicato sulla busta, situazione questa che obbliga il soggetto notificatore a fare delle verifiche per accertarsi dove possa trovarsi il destinatario predetto.

Mancata consegna cartella esattoriale: c’è la raccomandata informativa?

Le notifiche delle cartelle esattoriali possono avvenire, oltre che con messo notificatore, anche attraverso il servizio postale ossia tramite la tradizionale raccomandata a.r. che viene spedita direttamente dall’agente della riscossione (che, per le entrate statali, è l’Agenzia Entrate Riscossione).

Il dubbio che è stato posto alla Cassazione è se, in caso di irreperibilità relativa – ossia di momentanea assenza del destinatario – il postino incaricato di consegnare la raccomandata debba spedire o meno la seconda raccomandata informativa. 

La risposta è stata negativa: tutto ciò che deve fare il postino è immettere nella buca delle lettere l’avviso di notifica con il codice raccomandata, che consentirà al contribuente di ritirare l’atto presso l’ufficio postale.

Dunque, in caso di contestazione della notifica, l’agente della riscossione non deve dare dimostrazione di aver spedito anche la seconda raccomandata ma deve fornire soltanto la prova che l’atto sia stato correttamente spedito all’indirizzo di residenza e, così, entrato nella sfera di conoscibilità del destinatario.

La Suprema Corte ribadisce che, in tema di riscossione delle imposte, qualora la notifica della cartella di pagamento sia eseguita mediante invio diretto da parte dell’ufficio di raccomandata con avviso di ricevimento, trovano applicazione le norme concernenti il servizio postale ordinario (non si applica quindi la legge n. 890 del 1892 sulla notifica degli atti giudiziari).

Ciò significa che, quando lo strumento di notifica è l’invio diretto a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, non è necessario l’invio di una successiva raccomandata informativa al contribuente, in quanto trovano applicazione le norme concernenti il servizio postale ordinario.

La notifica deve ritenersi completata alla data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto dal soggetto destinatario o ricevente, e l’atto deve considerarsi di diritto rientrato nella sfera di conoscenza del destinatario.

Solo nel caso in cui il plico sia consegnato dall’operatore postale direttamente al destinatario o a persona di famiglia o addetto alla casa o all’azienda o al portiere, c’è il completamento dell’avviso di ricevimento da parte dell’operatore postale che, in forma sintetica fornisce la prova dell’avvenuta consegna del plico al destinatario o al consegnatario legittimato a riceverlo.

Dunque, l’obbligo della spedizione della raccomandata informativa dipende unicamente dal tipo di notifica effettuata, se cioè con l’ufficiale giudiziario o con il sistema postale tradizionale (raccomandata a.r.).

Cartella consegnata al familiare o al portiere e assenza della raccomandata informativa

Poi, con riferimento al caso della raccomandata consegnata al familiare convivente o al portiere, secondo la Cassazione neanche in questo caso bisogna spedire la raccomandata informativa al contribuente poiché il destinatario acquisisce conoscenza tramite altra persona.



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