Superbonus 110%: i chiarimenti dell’Enea

14 Ottobre 2020 | Autore:
Superbonus 110%: i chiarimenti dell’Enea

L’Agenzia per l’energia e lo sviluppo pubblica alcune precisazioni sui requisiti richiesti per avere accesso alla maxi-agevolazione.

L’Enea, cioè l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha un ruolo fondamentale nell’ambito della procedura per beneficiare del superbonus 110% per il miglioramento energetico degli edifici. L’Agenzia, come stabilito dai decreti ministeriali, «acquisisce ed elabora le informazioni ottenute per monitorare il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica e l’efficacia dell’utilizzo delle risorse pubbliche impiegate allo scopo». In altre parole, è l’Enea a decidere se gli interventi effettuati rendono all’immobile i requisiti richiesti da un punto di vista energetico per poter rientrare nella maxi-agevolazione.

È interessante, a questo punto, conoscere tutti i chiarimenti dell’Enea sul superbonus del 110% sulle asseverazioni, i documenti da presentare, le caratteristiche degli interventi che danno diritto al beneficio, ecc. Dettagli che l’Agenzia ha pubblicato sul suo sito e che di seguito riportiamo.

I requisiti per ottenere i superbonus

L’Enea precisa innanzitutto quali sono gli interventi che danno diritto al superbonus del 110%, ovvero quelli le cui spese sono state sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Attenzione perché le date fanno riferimento alle spese sostenute, non a quando sono iniziati i lavori: significa che ha diritto al superbonus anche chi ha cominciato la ristrutturazione, ad esempio, a maggio 2020 ma paga dopo il 1° luglio. In ogni caso, occorre che la spesa sia documentata.

I requisiti segnalati dall’Enea per ottenere l’agevolazione tramite gli interventi trainanti (cappotto termico, sostituzione dell’impianto di riscaldamento) sono:

  • il rispetto dei limiti di spesa differenziandoli per edifici di tipo unifamiliari e condominiali e per questi ultimi tenendo conto del numero di unità immobiliari presenti;
  • l’utilizzo di materiali isolanti che rispettino i criteri ambientali minimi stabiliti dal ministero dell’Ambiente;
  • quando sono agevolabili, l’allaccio alla rete di teleriscaldamento e l’installazione di caldaie a biomassa;
  • il miglioramento di due classi energetiche o, se non è possibile, il raggiungimento della classe energetica più alta.

È possibile eseguire più interventi trainanti contemporaneamente: il limite massimo di spesa detraibile, in questo caso, sarà costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati.

Gli interventi su parti comuni in zone sismiche

I lavori effettuati su parti comuni dei condomini ubicati nelle zone sismiche 1, 2 o 3 e finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica rientrano tra gli interventi trainanti.

Come spiega l’Enea, il superbonus è una detrazione alternativa a quella prevista per gli interventi sull’involucro di parti comuni degli edifici esistenti e a quella che spetta per gli interventi di riduzione del rischio sismico. Vuol dire che spetta in presenza di tutti i requisiti necessari ai fini delle due detrazioni che sostituisce.

La presenza di un impianto di riscaldamento

L’immobile oggetto dell’intervento deve essere già dotato di un impianto di climatizzazione invernale per avere accesso al superbonus.

L’Enea, nei suoi chiarimenti, ricorda che per impianto termico si intende «quello tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate».

Significa che, ai fini della verifica della condizione richiesta per il superbonus, l’impianto di climatizzazione invernale deve essere fisso, può essere alimentato con qualsiasi vettore energetico e non ha limiti sulla potenza minima inferiore. Inoltre, deve essere funzionante o riattivabile con un intervento di manutenzione, anche straordinaria.

L’Enea precisa anche che gli edifici oggetto degli interventi devono essere dotati di impianti di riscaldamento presenti negli ambienti in cui si realizza l’intervento agevolabile.

I servizi energetici

I servizi energetici da considerare nell’Ape-post per la verifica del miglioramento di due classi energetiche, spiega l’Enea, sono quelli presenti nella situazione ante intervento così come previsto per gli Ape convenzionali rilasciati per gli edifici composti da più unità immobiliari.

Il direttore dei lavori e il progettista possono firmare gli attestati di prestazione energetica utilizzati solo ai fini delle detrazioni fiscali del 110% che non necessitano di deposito nel catasto degli impianti termici.

Gli Ape da depositare nel catasto regionale degli attestati di prestazione energetica degli edifici sono quelli di ogni singola unità immobiliare relativi alla situazione postintervento prendendo in considerazione tutti i servizi energetici presenti nello stato finale.

Infine, il cosiddetto Ape-pre deve fare riferimento alla situazione esistente alla data di inizio dei lavori.



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