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Come chiedere il part time

12 Dicembre 2020
Come chiedere il part time

In alcuni casi, il lavoratore ha diritto ad ottenere la trasformazione del proprio contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.

Sei stufa di lavorare 40 ore a settimana? Ti senti troppo stressata a causa del lavoro e vorresti ridurre il numero di ore lavorative settimanali? Vorresti avere un maggiore equilibrio tra il tempo che dedichi al lavoro e il tempo da dedicare alla tua famiglia? In tutti questi casi, il lavoratore si chiede se ha diritto ad ottenere una riduzione del proprio orario di lavoro e, in caso affermativo, come chiedere il part time.

In realtà, sono pochi i casi in cui la legge prevede un vero e proprio diritto del lavoratore ad ottenere la trasformazione del rapporto in un contratto a tempo parziale. Inoltre, occorre prestare attenzione a ciò che prevedono i contratti collettivi.

Che cos’è il part time?

Una delle principali conquiste ottenute dai lavoratori nel corso del tempo è stata la previsione di un limite all’orario di lavoro settimanale. Allo stato attuale, la legge prevede che l’orario di lavoro normale settimanale sia pari a 40 ore settimanali.

I Ccnl possono, tuttavia, stabilire un orario di lavoro normale settimanale inferiore. Molti contratti, infatti, prevedono che l’orario ordinario sia pari a 38 o 37 ore settimanali.

Quando il contratto individuale di lavoro prevede un orario di lavoro settimanale inferiore all’orario normale siamo in presenza di un contratto di lavoro a tempo parziale detto anche part time.

Quali sono i tipi di part time?

Il contratto di lavoro part time può essere di tre tipi:

  1. part time orizzontale: il lavoratore presta servizio per tutte le giornate di lavoro ma per un numero ridotto di ore;
  2. part time verticale: il lavoratore lavora solo alcuni giorni della settimana, del mese o dell’anno a tempo pieno;
  3. part time misto: è una combinazione tra le due predette tipologie.

Chi ha diritto al part time?

Sono molti i lavoratori assunti con contratto a tempo pieno che vorrebbero ottenere una riduzione del numero di ore di lavoro.

È vero, infatti, che lavorare meno ore significa anche avere una riduzione della propria retribuzione mensile ma è altrettanto vero che, in molti casi, il lavoratore che lavora a tempo pieno non riesce a conciliare il lavoro con i propri impegni familiari. Per questo, sempre più spesso, i lavoratori chiedono al datore di lavoro la trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale. La legge ammette tale possibilità mediante la sottoscrizione di un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore.

Ma esiste un diritto del dipendente ad ottenere il part time? La risposta è no, salvo i casi previsti espressamente dalla legge. Sono, in verità, pochi i casi in cui la legge prevede un vero e proprio diritto del lavoratore ad ottenere la trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale.

In particolare, tale possibilità è prevista per i lavoratori del settore pubblico e privato affetti da patologie oncologiche o da gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti per i quali residui una ridotta capacità lavorativa [1]. Questi lavoratori hanno diritto ad ottenere il part time ed hanno altresì diritto a trasformare nuovamente il rapporto a tempo pieno a loro richiesta.

Inoltre, i lavoratori neo-genitori che hanno diritto al congedo parentale [2] possono chiedere, in luogo del predetto congedo, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale a condizione che vi sia una riduzione d’orario non superiore al 50%.

Chi ha priorità nel part time?

Oltre a tali ipotesi, in cui il lavoratore ha un vero e proprio diritto ad ottenere il part time, vi sono altri casi in cui la legge prevede che il lavoratore che si trova in determinate circostanze abbia una priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.

Tale priorità è riconosciuta, ad esempio:

  • ai lavoratori che siano coniuge, figlio o genitore di una persona affetta da patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative;
  • ai lavoratori che assistono un convivente con totale e permanente inabilità lavorativa con connotazione di gravità;
  • al lavoratore o la lavoratrice con figlio convivente di età inferiore a 13 anni o con figlio convivente portatore di handicap.

Come chiedere part time?

Il lavoratore può chiedere al datore di lavoro la trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale sia quando ricorre una delle ipotesi previste dalla legge sia in assenza di tale condizione legittimante. La differenza è nella discrezionalità che ha il datore di lavoro nell’accoglimento o nel rigetto della richiesta.

Se, infatti, il lavoratore ha un vero e proprio diritto al part time, il datore di lavoro non potrà fare altro che verificare la sussistenza del diritto e concedere il tempo parziale. Se, invece, non esiste alcun diritto al part time, sarà il datore di lavoro a dover decidere in piena libertà se trasformare o meno il contratto di lavoro.

Per richiedere il part time sarà sufficiente inviare una comunicazione al datore di lavoro nella quale viene richiesta la trasformazione del rapporto a tempo pieno in un rapporto a tempo parziale.


note

[1] Art. 8 co. 3 D. Lgs. 81/2015.

[2] D. Lgs. 151 2001.


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