Arriva la cartella esattoriale: come contestarla

14 Ottobre 2020 | Autore:
Arriva la cartella esattoriale: come contestarla

Le possibilità per il contribuente di annullare la cartella o di fare e vincere un ricorso per evitare il pagamento.

Finito lo stop dovuto all’emergenza coronavirus, il Fisco torna a scatenarsi alla ricerca dei soldi dovuti dai contribuenti morosi. Dal 16 ottobre, nove milioni di cartelle esattoriali volano verso le buche delle lettere di cittadini e di imprese che hanno un debito con l’Erario pubblico, con l’Inps o con gli Enti locali. Debito relativo al mese di marzo 2020 ma non solo, perché piano piano l’Agenzia delle Entrate Riscossione arriva ai giorni nostri.

A questo punto, è interessante ricordare che è possibile presentare opposizione alla cartella esattoriale e vincere il ricorso. Ovviamente, a determinate condizioni: ci devono essere dei validi motivi per poterlo fare, come abbiamo spiegato nella nostra guida “Come difendersi dall’Agenzia delle Entrate Riscossione“.

Quindi, devi essere preparato, ora che può essere in arrivo la tua cartella esattoriale, a capire se puoi fare qualcosa per evitare di pagare il debito e come devi muoverti. Tenendo presente, però, che se ti arriva la cartella significa che prima hai ricevuto l’atto delle Entrate, della Regione, di un Comune, ecc. in cui vieni intimato al pagamento. Se non è arrivato, hai già un buon motivo per contestare la cartella. Altrimenti, non potrai più contestare quell’atto ma dovrai concentrarti su eventuali errori della cartella che stai per ricevere o che hai appena ricevuto.

I passi che il contribuente può fare possono essere sintetizzati in questo modo, consigliandoti, comunque, di approfondire ogni aspetto nella nostra guida:

  • sospendere la cartella di pagamento: in questo modo, si blocca ogni tentativo di pignoramento o di esecuzione forzata. Puoi farlo rivolgendoti al tribunale oppure segnalando un’irregolarità nella cartella entro 60 giorni dalla notifica. L’ente di riscossione sarà costretto a fare una verifica e se entro 220 giorni non ricevi una risposta, la cartella viene annullata;
  • l’istanza di autotutela e il ricorso al Garante del contribuente: la prima non ha termini e può essere presentata in qualsiasi momento all’ente di riscossione o al titolare del credito. Il secondo serve a sentire un parere importante, per quanto non serva ad annullare l’atto o a dare delle direttive al Fisco sul comportamento da tenere;
  • impugnare la cartella entro 60 giorni in caso di tasse e tributi presso la Commissione tributaria o entro 30 giorni se contiene delle multe presso un Giudice di Pace. I tempi si riducono a 20 giorni in caso di pignoramento.


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