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Risoluzione contratto consumatore per difetto lieve: è possibile?

17 Ottobre 2020
Risoluzione contratto consumatore per difetto lieve: è possibile?

Ho acquistato alcuni mobili che hanno presentato dei lievi difetti. Ho segnalato al venditore tale circostanza per avere la riparazione o la sostituzione, ma nulla è stato fatto. È trascorso ormai molto tempo dalla mia segnalazione. Posso agire in risoluzione del contratto di acquisto e come devo procedere?

Gentile cliente, alla luce della normativa applicabile al suo caso, sembrerebbe possibile ricorrere al rimedio della risoluzione del contratto di acquisto dei mobili e alla conseguente restituzione dei beni oggetto delle rispettive prestazioni [1].

Infatti, secondo la legge prevista a tutela del consumatore [2], qualora sono stati riscontrati uno o più difetti nel bene consegnato, il compratore ha:

  • l’onere di denunciare la difformità al venditore;
  • il diritto alla riparazione del bene e che la stessa venga eseguita entro un adeguato lasso di tempo;
  • la facoltà di pretendere la risoluzione del contratto di vendita, allorché il venditore non ha provveduto alla riparazione entro un congruo termine.

Tale diritto non sembra escluso nemmeno in presenza di uno o più difetti di lieve entità.

Lo conferma una recente decisione giurisprudenziale [3], secondo la quale se la riparazione o la sostituzione chiesta dal consumatore non era impossibile e tanto meno particolarmente onerosa, il compratore ha diritto alla risoluzione del contratto anche se le difformità in contestazione non erano particolarmente rilevanti.

Pertanto, atteso che il suo venditore non ha provveduto agli aggiusti necessari, che è trascorso, vanamente, un lasso di tempo ragionevole dalla sua richiesta e dando per scontato che la riparazione o la sostituzione delle parti difettose era possibile e non eccessivamente onerosa, sussisterebbero i presupposti per agire in risoluzione.

In particolare, visto che, come ha dichiarato in quesito, il venditore non sembra disponibile ad una soluzione amichevole della futura vertenza, non le resterebbe, pertanto, che agire rivolgendosi ad un avvocato, con l’ausilio del quale potrebbe avviare l’azione legale necessaria a tutelare le sue ragioni e ad ottenere, in concreto, la restituzione di quanto ha pagato.

A questo proposito, le consiglio, innanzitutto, di chiedere un preventivo di spesa al procuratore a cui si rivolgerà. Si ricordi che il professionista è tenuto a fornirglielo e che, qualora non volesse comunicarglielo, sarebbe meglio soprassedere e cercare un altro legale.

Una volta scelto e incaricato un avvocato, questo potrà preparare i documenti necessari per la causa (il contratto di acquisto dei mobili, la ricevuta di pagamento, la denunzia dei difetti, ecc.) ed avviare la medesima con una di citazione in giudizio notificata al venditore.

Si ricordi, infine, che solo al termine del procedimento e, cioè, solo a seguito della sentenza, auspicabilmente, a lei favorevole sarà possibile avere un titolo giudiziale idoneo ad imporre all’esercente la restituzione da lei pretesa.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Art. 1458 cod. civ.

[2] Dlgs 206/2005

[3] Cass. civ. ord. n. 10453/2020


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