Covid: la Lombardia torna a tremare

14 Ottobre 2020
Covid: la Lombardia torna a tremare

Paura nella regione italiana colpita più duramente dalla pandemia.

In Lombardia, si lavora per aumentare i posti letto. L’incubo Coronavirus sta tornando a riempire ospedali e reparti di terapia intensiva. Lo dice l’ultimo bollettino che tiene il conto dei contagi sul territorio regionale: 1.884 i nuovi casi registrati nelle ultime ventiquattr’ore.

La provincia di Milano è quella più in allerta: dei 1.884 contagi in più, 1.032 sono stati rilevati nell’hinterland del cuore economico della regione e del Paese, 504 solo a Milano città. Sessantaquattro, al momento, i ricoverati in terapia intensiva; crescono sensibilmente quelli non in terapia intensiva ma bisognosi di cure ospedaliere, che sono in totale 645; 99 più di ieri.

Monza e Brianza è la seconda provincia per tasso di crescita dei positivi (+150). Seguono Varese (+110) e Pavia (+101). Bergamo, invece, una delle province più colpite dalla prima ondata di Covid, ha registrato 46 positivi in più.

Si contano 17 nuove vittime lombarde, per un totale di 17.011. Sono stati 29.048 i tamponi effettuati. In rapporto, i positivi sono il 6,3% del totale dei test analizzati. Di questi, 189 sono «debolmente positivi» e 13 sono emersi a seguito di test sierologico. I guariti/dimessi sono nelle ultime 24 ore 865.

«L’incremento dei positivi, in Lombardia come nelle altre regioni, va sempre rapportato al numero dei tamponi effettuati – spiega una nota diramata dalla Regione Lombardia a corredo del bollettino -. Senza mai dimenticare che, se si ragiona in termini di confronti assoluti, il numero degli abitanti della Lombardia è pari a 1/6 della popolazione nazionale».

Si sta lavorando per reperire nuovi posti letto, in modo da riuscire a far fronte a una nuova escalation di casi gravi. Una delibera è in cantiere per «aprire mille nuovi letti per ricoveri extra ospedalieri», perché «la situazione è sicuramente molto delicata», ha dichiarato all’Adnkronos Salute il direttore generale Welfare Marco Trivelli, ma «ci troviamo di fronte a uno scenario diverso da quello di marzo-aprile».

Durante la prima ondata, infatti, come spiega Trivelli, si era verificato un incremento dei malati bisognosi di ricovero in terapia intensiva. Ora, invece, Palazzo Lombardia è al lavoro per aumentare le cosiddette «degenze di comunità», cure intermedie, letti a più alta assistenza infermieristica.

Intanto, secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, intervistato a Radio Popolare, un lockdown a Milano «potrebbe essere possibile. Immaginiamolo come scenario. Lo ha fatto Boris Johnson in Inghilterra per le principali città, ma anche la Francia lo sta immaginando. Purtroppo non vedo perché noi dovremmo essere esentati. Bisogna vedere l’evoluzione di questi giorni e decidere».



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