Covid: Azzolina risponde sul futuro della scuola

14 Ottobre 2020
Covid: Azzolina risponde sul futuro della scuola

Vietato chiudere. La ministra risponde per le rime via social a chi propone un ritorno alla didattica a distanza, per limitare i contagi.

Di blindare di nuovo gli studenti e costringerli alla dad (didattica a distanza) non se ne parla. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina non considera neanche l’idea, al momento.

In piena seconda ondata, mentre il virus ha ripreso a circolare con rapidità, i contagi nel mondo della scuola sono una percentuale minima. A fine settembre, erano l’1,5% dei casi su oltre quattromila bambini, secondo il monitoraggio dell’ospedale Sacco di Milano.

«Le scuole hanno lavorato tantissimo questa estate per garantire il rientro in classe di studenti e studentesse. Se l’idea per qualcuno è chiuderle e lasciare tutti a casa, la risposta è no», è stato il commento categorico di Azzolina, affidato a un post su Facebook. Il che non vuol dire fare a meno totalmente delle lezioni da remoto.

«L’uso complementare della didattica digitale per le scuole superiori è già realtà – ha proseguito la ministra – e ha permesso non solo di garantire il distanziamento in aula, ma anche di alleggerire di molto il carico del trasporto pubblico. La cosiddetta didattica digitale integrata è una delle disposizioni scritte nero su bianco nel “Piano Scuola” condiviso e approvato anche dalle Regioni. A giugno». Il documento prevede ingressi scaglionati degli studenti, per permettere loro di accedere agli edifici scolastici in sicurezza.

Anche ieri la ministra era intervenuta per sottolineare che i nuovi contagi che si stanno registrando, con numeri sempre più massicci, non provengono dal ritorno a scuola.

«Lo confermano i dati dell’Istituto superiore di sanità – ha detto Azzolina all’agenzia di stampa Ansa -. L’attenzione deve essere invece orientata fuori, alle attività extrascolastiche, come ribadiamo da tempo. I ragazzi sono felici di essere tornati a scuola. E ci devono rimanere. Anche per quelli più grandi la didattica in presenza è fondamentale perché garantisce formazione ma anche socialità, che altrimenti i giovani andrebbero a cercare altrove».



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