Covid: in arrivo più cassa integrazione per il 2021

15 Ottobre 2020 | Autore:
Covid: in arrivo più cassa integrazione per il 2021

Il Governo renderà il trattamento retroattivo nella legge di Bilancio. Decontribuzione totale per nuove assunzioni a tempo indeterminato.

Il Governo intende prorogare la cassa integrazione Covid per il 2021 e di renderla retroattiva. È una delle misure al vaglio del ministero dell’Economia, al lavoro sulla legge di Bilancio che dovrebbe essere completata entro il week end. Verrebbero messi a disposizione fino a 5 miliardi di euro per coprire il periodo di cassa fino alla fine di quest’anno, in modo da agevolare, da una parte, le imprese che concluderanno a novembre le 18 settimane di proroga in atto e da evitare, dall’altra, che le aziende possano cominciare a licenziare, visto che il divieto previsto dalla normativa sul coronavirus interessa solo chi fruisce del trattamento.

Proprio per aggirare la minaccia dei licenziamenti, ed in vista delle difficoltà da un punto di vista legale di prolungare il divieto, l’intenzione del Governo è quella di rendere retroattivo il ricorso alla cassa integrazione Covid già dalla metà del prossimo mese. La proroga del sussidio – forse altre 18 settimane, quindi si sconfinerebbe nel nuovo anno – appare ormai certa, anche se potrebbe essere limitata ai settori più in difficoltà, come la ristorazione o il turismo.

Altra novità a sostegno dell’occupazione è quella di un ulteriore esonero contributivo al 100% per l’assunzione a tempo indeterminato dei giovani. Un incentivo che terrà particolarmente in considerazione le donne, soprattutto quelle che devono rientrare al lavoro dalla maternità, e chi oggi ha un contratto a termine, indipendentemente dall’età.

Per quanto riguarda altre misure previste nella legge di Bilancio, verrà confermato il taglio del cuneo fiscale anche per i redditi tra 28mila e 40mila euro. Ci sarà lo sgravio contributivo per le aziende del Sud che già beneficiano di uno sconto del 30% dall’inizio di questo mese. In cantiere anche un fondo di ristoro per gli autonomi costretti a chiudere per l’emergenza Covid ed un altro a sostegno delle nuove attività svolte durante la pandemia da patronati e Caf.



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