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Quanto guadagna un consigliere regionale?

12 Dicembre 2020 | Autore: Daniele Nuzzolese
Quanto guadagna un consigliere regionale?

Analisi degli organi della Regione con focus specifico sul consiglio regionale: la sua storia, cos’è, che poteri ha e quanto percepisce mensilmente un consigliere regionale. 

Non è certo una novità che i compensi ottenuti dai dipendenti pubblici sfiorino cifre stellari, spesso molto al di sopra degli stipendi dei professionisti e, nemmeno a dirlo, degli operai e degli impiegati privati. Questa differenza, anzi, è davvero sotto gli occhi di tutti, visto che, per rispondere a un’amministrazione trasparente, tutti gli enti pubblici sono tenuti a mettere online la remunerazione dei propri impiegati.

Tuttavia, man mano che si passa da un livello nazionale a uno più locale, trovare queste informazioni può essere difficoltoso ed è facile perdersi in un oceano di leggi, delibere e regolamenti che altro non fanno se non generare confusione. Soprattutto negli ultimi tre anni, a destare un certo interesse è stata soprattutto la carica di consigliere regionale, sulla quale l’opinione pubblica ha puntato i riflettori. Questa curiosità si è sollevata perché, a quanto pare, la carica qui presa in esame riesce a ottenere compensi talvolta superiori a quelli percepiti dal Primo ministro.

Per capire se questa informazione sia vera o meno, occorre chiedersi: quanto guadagna un consigliere regionale? Se anche tu ti sei posto questa domanda, in questo articolo troverai tutte le informazioni e gli strumenti normativi per soddisfare ogni sete di sapere.

Organi politici della Regione

Ciascuna regione a statuto ordinario si è dotata di strutture politiche che ripropongono, su scala ridotta, la stessa ripartizione dei poteri dello Stato.

Pertanto, ogni Regione presenta i seguenti organi:

  1. il Consiglio regionale (affine al Parlamento): dotato del potere legislativo;
  2. la Giunta regionale (accostabile al Governo): che esercita il potere esecutivo;
  3. il Presidente della Giunta regionale (che ricalca il ruolo del Presidente del Consiglio dei Ministri): promulga le leggi regionali ed emana i regolamenti. Negli ultimi anni, influenzati dagli organi di stampa americani, i media italiani hanno iniziato a riferirsi a questa figura – in modo improprio – col nome di “governatore”, termine non contemplato nella nostra Costituzione.

Dopo aver visto come si compone l’organo politico della Regione, possiamo concentrarci sul Consiglio regionale, scoprendone la storia, le funzioni, la composizione e i guadagni di un consigliere.

Breve storia dei Consigli delle regioni ordinarie

Nel corso degli anni, i poteri e le funzioni dei Consigli regionali hanno subìto alcune trasformazioni, talvolta vedendo accrescere le proprie competenze, talaltra soffrendo l’erosione di importanti incarichi.

La nascita dei Consigli regionali

L’introduzione dei Consigli regionali nell’ordinamento italiano è un fatto relativamente recente. Molta parte della loro storia ebbe inizio con la rivoluzione siciliana del 1848, quando il costituente Parlamento generale, riunitosi a Palermo, dichiarò decaduta la dinastia borbonica.

La seduta parlamentare fu riconvocata dopo la fine del secondo conflitto mondiale col tentativo di frenare i nascenti moti indipendentisti. Dopo essersi insediata, la Consulta regionale siciliana stilò uno statuto che venne poi riconosciuto dal re Umberto II [1].

Sull’esempio siciliano, tra il 1948 e il 1963, si costituirono i Consigli regionali delle altre regioni a statuto speciale: Trentino Alto-Adige, Sardegna, Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia.

Le regioni a statuto ordinario, invece, si dotarono di specifici organi legislativi ed esecutivi soltanto nel 1970, in seguito alle prime elezioni tenutesi nelle 15 regioni prive di autonomia speciale.

Da quel momento in avanti, il Consiglio regionale diventò un elemento indispensabile per la direzione della regione, insieme al Presidente della Giunta e alla Giunta regionale [2]. In questo triangolo politico, il Consiglio è l’organo rappresentativo e deliberativo della regione [3].

Dalla fondazione al 1999

Nel corso dei quasi trent’anni dal momento della sua nascita, il Consiglio regionale incarnava l’istituzione locale di gran lunga più importante. Esso, infatti, oltre a detenere il potere di fare nuove leggi, eleggeva il Presidente della Giunta e aveva la facoltà di rimuoverlo mediante sfiducia.

Infine, il Consiglio della Regione deliberava anche sui regolamenti locali.

Dalla fine del 1999 a oggi

Una serie di disposizioni riguardanti l’autonomia statuaria delle Regioni ha comportato un trasferimento di competenze dal Consiglio regionale agli altri due organi riconosciuti dalla Costituzione (Presidente e Giunta).

Nello specifico, il Consiglio regionale non è più responsabile della nomina del Presidente della Giunta che, in linea di massima, viene eletto dal popolo. La mozione di sfiducia può sempre provenire dai consiglieri, ma in tal caso a essa segue lo scioglimento del Consiglio stesso [4].

La delibera sui regolamenti regionali, poi, è passata alla Giunta [5].

Di contro, il Consiglio regionale mantiene per sé il potere sullo statuto della Regione [6]. Oltre a questa competenza mantenuta in via esclusiva, il Consiglio può:

  • fare leggi valide a livello regionale [7];
  • presentare atti per la produzione di leggi statali [8];
  • richiedere referendum abrogativi [9] e costituzionali [10];
  • eleggere i tre delegati regionali che partecipano all’elezione del Presidente della Repubblica [11].

Dunque, in conclusione, il Consiglio regionale, oltre ad avere compiti legislativi e amministrativi, ha anche funzioni di indirizzo politico, di inchiesta e di controllo sugli altri organi regionali.

Composizione del Consiglio regionale

I membri del Consiglio regionale hanno un mandato di 5 anni e accedono allo scranno a mezzo elezione: possono infatti essere votati dai cittadini maggiorenni residenti nella regione di riferimento.

La Regione ha facoltà di stabilire il numero massimo di consiglieri, fatte salve le indicazioni della legge [12]. Nello specifico, gli enti amministrativi devono attenersi al seguente schema:

  • nelle regioni con una popolazione fino a un milione di abitanti: massimo 20 consiglieri;
  • nelle regioni con una popolazione fino a due milioni di abitanti: massimo 30 consiglieri;
  • nelle regioni con una popolazione fino a quattro milioni di abitanti: massimo 40 consiglieri;
  • nelle regioni con una popolazione fino a sei milioni di abitanti: massimo 50 consiglieri;
  • nelle regioni con una popolazione fino a otto milioni di abitanti: massimo 70 consiglieri;
  • nelle regioni con una popolazione con più di otto milioni di abitanti: massimo 80 consiglieri.

Per accrescere la stabilità politica dell’organo in questione, senza sforare il numero massimo previsto per legge, si fissa un premio di maggioranza assegnato alla coalizione che alle elezioni regionali esce vincente [13].

Altra questione riguarda il seggio presidenziale, che può essere escluso o incluso nel computo del numero di consiglieri: tale scelta dipende dallo statuto della Regione stessa. Vediamo di capire qualcosa in più prendendo come esempio il Consiglio regionale della Lombardia, così come composto dopo le votazioni del 4 marzo 2018.

La regione ha una popolazione di 10.023.876 abitanti ed è per questo che il Consiglio regionale è composto da 80 membri. Poiché la legge regionale prevede che nel computo dei consiglieri sia già inserito anche il Presidente del Consiglio, il numero resta invariato (a differenza della Toscana, che con i suoi 3.745.786 abitanti ha diritto a 40 consiglieri a cui si aggiunge il Presidente, per un totale di 41 consiglieri).

Per quanto riguarda invece il premio di maggioranza del Consiglio regionale lombardo, poiché alle ultime votazioni la coalizione di centro-destra ha ottenuto più del 40% dei voti, ha diritto al 60% dei seggi complessivi presenti in Consiglio: cioè 48, a cui si aggiunge quello del Presidente della Regione Lombardia.

Come si calcola il compenso di un consigliere regionale

Capire quanto guadagna un consigliere regionale non è facile perché il compenso – o, più tecnicamente, l’emolumento – dipende dallo statuto regionale. Tuttavia, a livello nazionale, i guadagni di queste cariche amministrative sono piuttosto omogenee. Occorre però fare una distinzione: i consiglieri regionali senza altro incarico guadagnano meno rispetto ai consiglieri regionali dotati di funzione (presidenza, vicepresidenza, rappresentante dell’opposizione etc.).

Il compenso dei consiglieri regionali senza incarico si calcola sommando questi due valori:

  1. indennità di carica lorda;
  2. rimborso spese: che a sua volta può prevedere un valore fisso e uno variabile.

Se si tratta di consigliere regionale dotato di funzione, a questi due riconoscimenti economici se ne aggiunge un terzo: l’indennità di funzione.

Vediamo più nello specifico qualche esempio pratico.

Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, l’indennità mensile di carica lorda è stata fissata a 5.000 € che, netta, scende a 3.394,17 € [14]. Va aggiunto poi un rimborso spese fisso di 2.258,65 €, stabilito dallo Statuto, maggiorato da una quota variabile che dipende da quanto la residenza o il domicilio del consigliere è distante dal Palazzo della Regione [15]. Dunque, un semplice consigliere regionale dell’Emilia Romagna guadagna più di 5.600 € netti mensili.

Viceversa, il Presidente del consiglio regionale percepisce anche un’indennità di funzione lorda di 2.500 €, per un totale mensile netto pari a 4.844,17 € (a cui va aggiunto il rimborso spese fisso di 2.258,65 €).

In Campania, invece, il consigliere senza incarico guadagna 6.600 € più 4.400 € di rimborso spese, per un totale di 11.100 € lordi. Il Presidente del Consiglio regionale percepisce 2.700 € in più, in virtù della sua indennità di funzione.

Per quanto riguarda la Toscana, per il 2020, ciascun consigliere regionale riceve un’indennità di carica pari a 7.334,13 €, a cui va aggiunto il rimborso spese. Questo valore, oltre a variare da consigliere a consigliere, si scinde anche in quota fissa e quota variabile. Resta poi da aggiungere l’eventuale retribuzione per indennità di funzione. Ad oggi, è il Presidente del Consiglio regionale della Toscana a percepire l’emolumento più alto (13.000 € lordi mensili), mentre un consigliere regionale senza funzione può arrivare a guadagnare 9.500 € lordi mensili.



Di Daniele Nuzzolese

note

[1] R.D.  Lgs. 15.05.1946.

[2] Art. 121 co. 1 Cost.

[3] Art. 121 co. 2 Cost.

[4] L. cost. n. 1/1999.

[5] L. cost. n. 2/2001.

[6] Art. 123, Cost.

[7] Art. 117 co. 3 e 4, Cost.

[8] Artt. 71 e 121 co. 2 Cost.

[9] Art. 75 Cost.

[10] Art. 138 Cost.

[11] Art. 83, co. 2 Cost.

[12] D. L. n. 138/2011.

[13] L. n. 43/1995.

[14] L. reg. 1/2015.

[15] Delibera UP n. 155/2012.


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